Nessun lettore che affronti un testo di Julius Evola ne rimane indifferente. Ciò che legge si imprime indelebilmente nel profondo, sia che lo condivida, sia che lo contesti. Perchè questo autore non suscita sentimenti di poco conto: o appassiona o genera ripulsa. In ogni caso, causa nel lettore un fermento intellettuale che, di per sé, è un gran merito per un autore.
A differenza di molti altri suoi scritti, di carattere politico e tradizionalista, questo testo ha una sua specificità: parla della montagna sia dal punto di vista pratico, tipico degli amanti dell'alpinismo, sia dal punto di vista spirituale, per gli spunti meditativi che l'ascensione può ispirare.
Evola, infatti, era un esperto scalatore e in questo libro racconta le sue esperienze vissute in montagna affinancandole a personali riflessioni sulle vertigini metafisiche che tali esperienze possono procurare nelle persone di animo adatto.
Come l'autore infatti afferma, l'azione dell'ascendere, del salire verso l'alto, dello scalare le vette, non è e non deve essere solo una "prestazione sportiva" o agonistica. Deve piuttosto essere un'applicazione pratica e concreta di un principio interiore: quello dell'aspirazione alle più alte conquiste dello spirito.
La spiritualità, infatti, non è altro che l'intima e profonda conoscenza di noi stessi. Senza chiamare in causa nessun sentimentalismo religioso, l'interiorità è una delle cose più difficili da conquistare, soprattutto per l'uomo moderno che per sua natura è distante dalla dimensione metafisica del suo essere, che spesso ignora del tutto.
Ma per colui che invece non si rassegna a questo oblio della coscienza, per l'uomo che sente dentro di sé un impulso "eroico" a superare le alienanti barriere della materialità, per la persona che percepisce l'esistenza di una realtà ultima, più vera ed eterna che vive dentro di sé, ecco che c'è uno strumento capace di far emergere tutto questo: la montagna.
Non è certo l'unico strumento che può aiutare l'uomo a ritrovare il contatto con il suo essere più profondo, ma è senz'altro quello che ogni cultura e ogni popolo ha da sempre tenuto in maggior considerazione. E non è un caso se in tutte le tradizioni umane, gli esseri divini abitassero i più alti monti, quelli a più diretto contatto coi cieli.
Un testo di una ricchezza unica, imprescindibile per tutti coloro che amano la montagna e ne percepiscono la grandezza. Una grandezza non solo da ammirare e da contemplare, ma da far vivere nel nostro animo per diventare persone migliori.
Autore Julius Evola
Editore Mediterranee

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