23 dicembre 2017

L'ordine del tempo

Dopo il grande successo delle sue "Sette brevi lezioni di fisica", diventato un bestseller anche all'estero grazie alla sua scrittura molto fruibile e affascinante, Carlo Rovelli torna in libreria con un saggio dedicato al tempo.
A prima vista, tutti sappiamo cos'è il tempo. O perlomeno pensiamo di saperlo. Di sicuro ne abbiamo un'esperienza diretta, costante e onnipresente. E questo ci fa sembrare che interrogarsi sul tempo sia azione da filosofi più che da scienziati.
Ma in verità il tempo è molto più misterioso di quanto si pensi e ad un esame attento la sua vera natura appare sempre più sfuggente (sic!). E quindi è giusto dare la parola alla scienza per sapere cosa ha da dire in proposito.
Carlo Rovelli ci ricorda che l'idea del tempo newtoniano, che scorre fisso e immutabile come una costante universale, è falsa. Einstein ce l'ha dimostrato ampiamente, dando la prova che il tempo cambia sia in relazione ai corpi e alle loro masse, sia in relazione alla velocità. Il tempo quindi non è una costante, ma una variabile che dipende dal punto di vista.
Ma non è tutto.
Anche lo spazio-tempo di Einstein (perché le due dimensioni sono in realtà una) non è così liscio e così piano come un telo di gomma. E' infinitamente increspato e poliedrico, se lo si va a guardare nell'infinitamente piccolo come ci insegna la meccanica quantistica.
Ed ecco che si arriva a scoprire che alle frontiere estreme della discesa nell'abisso dell'esistente, fra le particelle elementari, in realtà il tempo non esiste. La fisica quantistica può fare benissimo a meno della variabile "tempo" nelle sue equazioni e i risultati matematici sono esattamente gli stessi se la freccia va a destra o a sinistra nell'ordine del tempo.
Ma come mai se la Natura a livelli supermicroscopici ignora il tempo, poi a livello macroscopico ce lo fa sentire così presente e reale? Com'è possibile che il passato, il presente e il futuro che tutti noi sperimentiamo ogni istante della nostra vita, in realtà non esistono nelle particelle e negli atomi dell'universo (noi compresi)?
La risposta è che forse il tempo non è qualcosa di connaturato alla realtà delle cose, ma piuttosto è qualcosa che ha a che fare con noi, col nostro modo di percepire il mondo che ci circonda, con la struttura di pensiero che il nostro cervello ha creato in milioni di anni di evoluzione.
Una fantasia quindi? Nemmeno. Piuttosto un esercizio di approssimazione che la nostra cognizione usa per comprendere il mondo.
Il libro, come riconosce lo stesso autore, in certi passaggi è piuttosto ostico per i non addetti ai lavori. Ma sono solo alcuni capitoli, che comunque è interessante affrontare anche solo per mettersi alla prova. Per il resto le spiegazioni sono molto comprensibili e ci forniscono l'idea che in definitiva il tempo è un grandissimo mistero del quale molto sappiamo ma molto resta da sapere.


  Autore Carlo Rovelli


  Editore Adelphi

09 dicembre 2017

Origin

Con quest'ultimo romanzo Dan Brown ci trascina ancora una volta in un'avventura mozzafiato, dove tutto si svolge nell'arco di una notte nei bellissimi ma inquietanti scenari di Bilbao, Barcellona e Madrid.
Stavolta tutto ruota intorno a quella che potrebbe essere una scoperta epocale nel campo della biologia: la prova definitiva sull'origine della vita.
Una scoperta che rischia di generare ripercussioni inimmaginabili sui convincimenti della gente, in particolar modo di coloro che ripongono la loro fede in un dio creatore.
Ecco quindi che il visionario scienziato Edmond Kirsch, che è arrivato a capire il mistero della vita e che sta per renderlo pubblico a tutto il mondo, viene ucciso in diretta streaming, affinché ciò che avrebbe voluto dire a tutti, resti taciuto.
Parte così la rutilante nottata di Robert Langdon, l'ormai celeberrimo professore di simbologia, protagonista de "Il codice Da Vinci", che assiste all'omicidio di Kirsch e che si mette in gioco, rischiando il tutto per tutto, per portare in superficie il mistero della scoperta dello scienziato, di cui è amico da tempo.
Inseguito da mille pericoli, ma determinato nel far luce su quella che potrebbe essere una autentica svolta per la conoscenza umana, Robert Langdon si lancia nella ricerca di ciò che l'amico scienziato ha scoperto, prima che tutto vada perduto, nel suggestivo e ipnotico contesto della Barcellona di Antoni Gaudì, architetto-artista che forse più di ogni altro ha saputo rendere nella pietra inerte quel senso di "materia organica e vitale", che costituisce il sottile e sfuggente momento di passaggio fra non-vita e vita.
Come quelli precedenti, anche questo ultimo romanzo di Dan Brown intreccia arte e scienza, storia e religione ed è naturalmente destinato a dividere la critica e i lettori, fra coloro che lo accusano di fare una trita polemica antireligiosa e coloro che invece apprezzano il suo stile narrativo, molto simile ad una sceneggiatura cinematografica, dove certo non ci si annoia.
Ognuno ovviamente è libero di pensarla come vuole. Ma una cosa merita di essere tenuta presente: la teoria sull'origine della vita sviluppata nel romanzo non è frutto dell'immaginazione dell'autore. Dan Brown infatti costruisce la sua storia sulla base delle teorie del fisico del MIT Jeremy England, persona serissima e stimatissima in ambiente scientifico, che qualcuno definisce "il nuovo Darwin".
Un motivo in più quindi per gustarsi questa nuova avventura, alla ricerca di tracce di verità....



  Autore Dan Brown


  Editore Mondadori

25 novembre 2017

La colonna di fuoco

Dopo i successi planetari de "I pilastri della terra" e di "Mondo senza fine", Ken Follett prosegue nel suo romanzo di ambientazione storica che attraversa i secoli con questa ultima uscita.
Le vicende partono sempre dalla cittadina immaginaria di Kingsbridge in Inghilterra e se ne "I pilastri della terra" eravamo nel XII secolo e in "Mondo senza fine" il contesto era quello del Trecento, in questo episodio siamo fra la seconda metà del Cinquecento e i primi del Seicento.
Per dare l'idea della continuità storica degli eventi, uno dei protagonisti di questo ultimo romanzo, Ned Willard, è un lontano discendente di Tom, il costruttore della cattedrale di Kingsbridge.
Ma in queste opere di Follett non esiste un unico protagonista: piuttosto ci sono persone, famiglie e gruppi, le cui vicende si intrecciano, si incontrano e si scontrano, di pari passo con la storia europea del periodo.
E la storia europea di quel secolo è innervata dai violenti scontri che seguono alla riforma protestante e alla controriforma cattolica. Scontri, naturalmente, non solo teologici e dottrinali, ma ben più drammaticamente sanguinosi e cruenti, come la tremenda notte di San Bartolomeo del 1572 dove a Parigi i cattolici compirono una strage a danno dei protestanti ugonotti.
L'opera di fantasia di Follett, quindi, si incardina alla perfezione con le vicende storiche reali, restituendo una immagine assolutamente convincente dell'epoca, del contesto e delle persone, dove le guerre di religione appaiono così assurde da essere tragicamente inevitabili.
Nel lettore appassionato a questo genere di romanzi, non potrà sfuggire il richiamo ad un altro eccellente romanzo ambientato nella stessa epoca: il famoso "Q" di Luther Blissett (in realtà un collettivo di autori bolognesi). Gli stili narrativi sono diversi e anche il taglio di lettura politica diverge, ma sia "Q" che "La colonna di fuoco" descrivono, seppur in maniera romanzata, un importante periodo della storia europea, troppo spesso dimenticato.
Come i precedenti, anche questo è un libro poderoso (più di 900 pagine), ma proprio per questo ha un respiro epico, che cavalca la storia, grazie alla straordinaria abilità di uno scrittore che, oltre a padroneggiare egregiamente il contesto, offre al lettore un enorme "affresco" che appassiona e non annoia mai.


  Autore Ken Follett


  Editore Mondadori

11 novembre 2017

Prova a fermarmi

Mother's Rest è una piccola cittadina americana situata al centro di una pianura a perdita d'occhio, circondata da sterminati campi di grano. Una sola lunghissima strada l'attraversa, intersecandosi con un'altrettanto lunghissima linea ferroviaria.
Sembra una cittadina tranquilla, abitata da gente per lo più dedita alla coltivazione del grano, ma in realtà nasconde molti misteri.
Un investigatore privato, assunto per cercare un ragazzo scomparso, è arrivato a Mother's Rest e poi ne sono state perse le tracce.
Ecco allora che un altro investigatore, stavolta una donna ex agente FBI, si mette in cerca dell'uno e dell'altro e nella sua ricerca trova l'inaspettata collaborazione di Jack Reacher, un ex militare che a tempo perso indaga su misteri apparentemente insolubili.
I due iniziano quindi una difficile indagine che li porta in giro per gli Stati Uniti alla ricerca di tracce degli scomparsi. Tracce evanescenti e difficili da scorgere, per individuare le quali è necessario tutto l'acume e tutto lo spirito di osservazione che ogni buon detective deve avere.
La ricerca pian piano porterà i due investigatori a scoperte sempre più sorprendenti e drammatiche, anche perché il percorso di ricerca li conduce ad esplorare il "Deep Web", cioè il "lato oscuro" della rete internet, quello che non si vede coi normali motori di ricerca, accessibile solo con strumenti che assomigliano a grimori, ma che è molto esteso nelle profondità della rete e dentro di sé contiene il peggio del peggio dell'umana crudeltà.
Si arriverà quindi a scoprire qual è il vero mistero di Mother's Rest: cosa nasconde questa apparentemente tranquilla cittadina e di quali orrori è il punto nevralgico.
Ottimo thriller di Lee Child, autore di numerosi romanzi di successo con protagonista Jack Reacher, che hanno meritato l'apprezzamento di "mostri sacri" del thriller come Ken Follett e James Patterson.
 

  Autore Lee Child


  Editore Longanesi

28 ottobre 2017

Commedia nera n. 1

Maria Antonietta e Antonio Maria sono moglie e marito che più speculari non si può.
A partire dai rispettivi nomi, anche le due personalità sono all'opposto: lei, commissario di polizia, molto volitiva, prorompente e iper-decisionista; lui introverso, esageratamente modesto e inevitabilmente sottomesso.
Lei donna di successo, a suo agio sul palcoscenico del mondo, anche grazie ai suoi modi poco ortodossi; lui uomo chiuso in sé stesso, intimorito dalla società in cui non si riconosce e succube della volontà di lei.
Questa coppia così male assortita è la protagonista di questo romanzo che è, allo stesso tempo, molto nero, ma molto divertente, in cui si mescolano sarcasmo e cinismo, per ottenere un risultato di alta godibilità di lettura.
Le frustrazioni infinite a cui la moglie più o meno consapevolmente lo sottopone, spingono Antonio Maria a cercare una via d'uscita da un ménage familiare insostenibile.
Tenta la fuga da casa con un ridicolo stratagemma, ma di fronte al fallimento dell'impresa, ripiega sull'omicidio domestico, nella speranza di eliminare la moglie. Ma anche questa volta il tentativo è destinato al fallimento. Perfino l'ultima radicale soluzione, quella del suicidio, pur di liberarsi dalle angherie della moglie, è destinata ad un esito tragicomico.
Sembra proprio di assistere alle imprese di Wilie Coyote alla caccia di Beep Beep: qualunque idea Antonio Maria si appresti a realizzare, fa ridere più che orripilare e il lettore non aspetterà altro che di scoprire in quale misterioso modo ogni nuovo tentativo di Antonio Maria-Coyote, per quanto minuziosamente architettato, farà inevitabilmente fiasco. Proprio come nel famoso cartone animato.
Ma i disegni del destino sono ancor più misteriosi dei cartoni animati o, per chi non crede nel destino,  le vie del caso sono imperscrutabili e l'esito della storia condurrà ad un finale inaspettato e a suo modo spiazzante.
Piacevole romanzo di Francesco Recami, scrittore fiorentino già noto per i suoi gialli conditi con un'alta percentuale di ironia, che con questo libro inizia un ciclo destinato ad appassionare gli amanti del genere.



  Autore Francesco Recami


  Editore Sellerio

14 ottobre 2017

Il caso Fitzgerald

Stavolta John Grisham, famosissimo autore di molti legal-thriller di successo, mette da parte le consuete ambientazioni nelle aule dei tribunali, e crea una storia diversa, dove alla base c'è sempre una indagine, ma con protagonista una giovane scrittrice alle prese con un libraio-antiquario molto misterioso.
Tutto parte dal furto dalla Princeton University di cinque manoscritti di Francis Scott Fitzgerald, autore di classici della letteratura mondiale del Novecento come "Il grande Gatsby" e "Tenera è la notte".
Com'è ovvio, si tratta di manoscritti preziosissimi, che valgono milioni di dollari, per cui si innesta subito una indagine per il recupero della refurtiva che viene segretamente ma efficacemente condotta da una società privata di investigazione per conto della compagnia assicurativa dell'Università.
Siccome l'indagine deve penetrare nel mondo misterioso e sfuggente dell'antiquariato librario, dove copie uniche di libri rarissimi spesso percorrono le vie del mercato nero, viene assoldata una giovane scrittrice in cerca di ispirazione, affinché svolga la funzione di "cavallo di Troia" per agire da infiltrata in un ambiente quanto mai oscuro.
E' lei, quindi, la protagonista del romanzo, che si trova a vivere un'esperienza impensata, a contatto con un fascinoso ma anche ambiguo libraio, molto noto  ed esperto nel circuito del commercio di opere rare. Alla luce del sole e forse anche al "buio".
L'esito della ricerca non è da anticipare. Si può solo dire che qualche lettore lo riterrà un "lieto fine", qualche altro invece lo reputerà una sconfitta.
Come ogni romanzo di Grisham, la lettura è molto piacevole, per via di una scrittura scorrevole e fluida che appassiona e non stanca mai.
Molto interessante la ricostruzione del mondo, ai più sconosciuto, del commercio di libri antichi, che ha sue proprie regole e che nasconde segreti e misteri non percepibili dai non addetti ai lavori.
L'autore rende bene questo mondo, per quanto in maniera romanzata, e lo rende fruibile al lettore con la sua consueta maestria di scrittore di largo successo.
 

  Autore John Grisham


  Editore Mondadori

30 settembre 2017

Sette brevi lezioni di fisica

Per chi ha interesse, o anche solo curiosità, per l'affascinante mondo della fisica moderna e non vuole addentrarsi in letture troppo complicate ed incomprensibili, ecco un breve saggio che può servire allo scopo.
Carlo Rovelli, brillante fisico italiano (che ovviamente lavora all'estero), ha scritto per l'inserto domenicale del Sole 24 Ore alcuni articoli, oggi raccolti in questo volumetto davvero agile e fruibile, ma allo stesso tempo capace di spiegare ai non addetti ai lavori i concetti fondamentali della fisica.
Dalla relatività di Einstein alla quantistica, dalla struttura dell'Universo al microcosmo delle particelle, in ottanta pagine l'autore condensa un sapere immensamente profondo e immensamente complesso, dandone un assaggio di rara chiarezza, così da aiutare a familiarizzare con concetti e teorie scientifiche di cui tutti hanno sentito parlare, ma di cui molti ancora non comprendono i contorni.
Spiegare al largo pubblico questi concetti è un'operazione meritoria: tutti dobbiamo essere consapevoli che la stupefacente evoluzione scientifica e tecnologica che oggi ci permette di usare il computer, lo smartphone, il navigatore e internet è nata all'inizio del '900 da una serie di folgoranti intuizioni partorite da menti così geniali da riscrivere la fisica e, di conseguenza, la nostra conoscenza dell'Universo.
Ma, allo stesso tempo, bisogna anche essere consapevoli che non c'è risposta a tutte le domande, che c'è ancora tantissimo da capire, anzi forse ancor di più di quando si sapeva poco o nulla.
Perché questa è l'ineffabilità della Natura: quando con grandiosi sforzi intellettuali riusciamo a penetrarne un segreto, ecco che d'improvviso molti altri misteri si affacciano, ancor più sorprendenti di quelli precedenti, in un continuo susseguirsi di scoperte e di dubbi che alimentano la nostra curiosità e il nostro inesauribile desiderio di conoscere.
Il volumetto termina con una riflessione, molto profonda ma non per questo meno chiara, sul nostro essere nel mondo, del ruolo della nostra coscienza e della nostra intelligenza e sul nostro essere parte di un Universo grandioso, ma per molti aspetti ancora molto misterioso.
Come del resto lo siamo anche noi esseri umani: creature grandiose, ma misteriose.


  Autore Carlo Rovelli


  Editore Adelphi

16 settembre 2017

La mia vita non proprio perfetta

Katie è una ventiseienne del Somerset che ha un sogno: abbandonare la campagna inglese, smetterla di fare la vita da "contadinotta" e andare lavorare a Londra in una importante azienda, per entrare a far parte del "cuore pulsante" della modernità.
Con caparbietà e molto spirito di sacrificio, ottiene un impiego in una grande agenzia di marketing e si trova a lavorare agli ordini di una "boss", Demeter, che rappresenta il suo ideale di perfezione: tacco dodici, abiti griffati, successo sul lavoro e vita sociale intensissima.
Katie è determinata a raggiungere il suo scopo e per farlo sopporta qualunque cosa: vive in una stanza in affitto nell'estrema periferia londinese; lesina su tutto, compreso il cibo, pur di far quadrare i conti; si dedica al lavoro con tutta l'intensità tipica degli stagisti.
Ma tutto il suo affannarsi non deve apparire: sul suo profilo Instagram, infatti, posta continuamente immagini patinate e idilliache e commenti euforici che fanno sembrare la sua vita meravigliosamente assestata.
Ma come ogni artificio, anche questo deve finire prima o poi: Katie si ritrova senza lavoro di punto in bianco ed è costretta a tornare da suo padre nel Somerset, al quale non ha nemmeno il coraggio di confessare il suo licenziamento.
Sembra un totale fallimento, la fine di tutti i suoi sogni. Ma proprio quando le pare di aver toccato il fondo, ecco che il mondo reale, quello imperfetto ma vero che è "offline", riemerge con tutta la sua potenza. E arriverà a stravolgere le vite di Katie e di Demeter che, messe di nuovo di fronte l'una all'altra, scopriranno di essere entrambe "non proprio così perfette" e per questo molto più autentiche di quanto volessero far credere.
Romanzo simpatico, vivace e brillante di Sophie Kinsella che, dopo la fortunatissima serie di "I love shopping", torna in libreria con un racconto in cui non lesina pungenti critiche al mondo artificiale dei social network, dietro i quali tanta gente cerca di apparire per ciò che in realtà non è.
Un garbato invito quindi a tornare ad una autenticità più vera, perché la realtà, anche se inevitabilmente imperfetta, è più genuina di qualsiasi piattaforma online.



  Autore Sophie Kinsella


  Editore Mondadori

02 settembre 2017

Divorziare con stile

La separazione e il divorzio oramai sono fenomeni sociali che non scandalizzano nessuno, ma ciò non rende questi eventi meno problematici sia dal punto di vista emotivo che sentimentale.
Il protagonista di questo pungente e divertente romanzo è l'avvocato Vincenzo Malinconico di Napoli, un professionista molto poco affermato, che vivacchia con cause spicciole (come quella del suo quasi-zio che ha picchiato il naso nella porta a vetri di una tabaccheria), e che condivide il "diciamo studio" arredato con mobili Ikea con un "diciamo commercialista" per dividere le spese.
La sua dote principale è il sarcasmo, a volte fine altre volte al vetriolo, frutto di una intelligenza acuta, che però non gli procura nessun benessere, perché spesso la spreca inutilmente. Come coloro che sono abilissimi nell'analizzare un problema, a coglierne chiaramente tutti gli aspetti, ma poi diventano incapaci di risolverlo.
Nella sua quotidiana attività di piccolo "cabotaggio" legale, fatta anche di incontri-scontri con colleghi e magistrati, del tutto inaspettatamente viene contattato dalla bella e facoltosa moglie dell'avvocato Ugo Maria Starace Tarallo (lui sì molto ben affermato) perché sia il suo difensore nella causa di separazione. Vincenzo non si spiega come mai la moglie di un così noto avvocato abbia scelto proprio lui, un legale semi-sconosciuto, quando avrebbe potuto permettersi qualunque altro collega ben più famoso per assisterla in una vertenza in cui ballano parecchi milioni.
Ma sarà proprio questa discrasia a dare sapore alla vicenda, che alla fine metterà in luce certi aspetti del carattere di Vincenzo, che egli stesso forse non sapeva nemmeno di possedere.
Romanzo molto simpatico, a tratti anche esilarante, come ad esempio quando racconta la cena degli ex-compagni di liceo (organizzata con il dannatissimo aiuto di Facebook, che Vincenzo non sopporta), in cui innumerevoli verità vengono a galla in maniera smaccatamente lampante.
Terzo romanzo di Diego De Silva con protagonista Vincenzo Malinconico. E, come i precedenti, una piacevolissima lettura.
 

  Autore Diego De Silva


  Editore Einaudi

19 agosto 2017

Il Giro d'Italia

Quest'anno il "Giro d'Italia" ha festeggiato la centesima edizione.
Da quella prima volta, nel 1909, quando un gruppo di giornalisti della "Gazzetta dello Sport" decise di organizzare (con molta approssimazione) una corsa ciclistica dalle tappe disumane, è passato più di un secolo, ma il fascino e della "Corsa Rosa" non ha fatto che aumentare, anche quando ha attraversato momenti bui e difficili per il ciclismo mondiale.
Merito di un insieme di cose.
Prima di tutto della bicicletta, che è sempre stato e rimane uno sport enormemente popolare, perché non c'è bambino al mondo che non ami la sua prima biciclettina come farebbe un adulto con una Maserati.
Merito del nostro Paese che con i suoi paesaggi meravigliosi, i suoi stupendi litorali, le sue campagne dolci e delicate, le sue montagne immense e ripidissime e le sue città piene di arte e di storia non può che affascinare chiunque lo percorra: sia in sella ad una bici, sia come spettatore.
E merito di campioni leggendari che in queste cento edizioni del "Giro" hanno scritto la storia sportiva del nostro Paese (e non solo quella sportiva): dalla supremazia assoluta di Binda (che gli organizzatori del "Giro" arrivarono a pagare purché non partecipasse alla corsa per manifesta superiorità), alla dualità Coppi-Bartali che ha segnato un'epoca e che resterà per sempre nell'immaginario collettivo di un'intera Nazione. Dalla incredibile bravura di Gimondi, costretto ad apparire come "eterno secondo" per aver avuto la sventura di incrociare le ruote con il "Cannibale" Merckx, all'antagonismo Moser-Saronni, abissalmente distanti sia sulla bici che fuori.
Per finire all'ultimo eroe del "Giro", quell'indimenticato Marco Pantani, capace di colpire al cuore milioni di appassionati con la sua sfolgorante potenza di scalatore, e poi consegnato al mito con la complicità di un destino drammatico e tragico.
Ma il "Giro" continua ad essere un appuntamento irrinunciabile per tutti coloro che amano lo sport fatto di passione, eroismo e resistenza alle avversità. E anche quando le oscure nebbie del doping hanno inquinato questo sport, rischiando di distruggerlo, il fascino della "Corsa Rosa" ha saputo avere la meglio, continuando ad appassionare ciclisti, spettatori, tifosi.
Parola di Colin O'Brien, giornalista e scrittore irlandese, innamorato pazzo del nostro Paese e del nostro "Giro d'Italia".
 

  Autore Colin O'Brien


  Editore Mondadori

05 agosto 2017

Bandiere rosse, Aquile nere

In questo bel romanzo "neorealista" l'autore racconta la storia dei componenti della famiglia Marinelli, una tipica famiglia milanese, durante i terribili anni della Seconda Guerra Mondiale.
Il contesto storico è quindi molto impegnativo: dall'entrata in guerra dell'Italia, fino alla guerra civile dopo l'8 settembre per arrivare alle estreme conseguenze della distruzione di una nazione.
I membri della famiglia Marinelli incarnano, ciascuno simbolicamente, le più diverse ideologie e visioni del mondo che in quegli anni emersero con prepotenza, in uno scontro reciproco tanto feroce quanto distruttivo: il fascismo, il comunismo, la borghesia, il cattolicesimo, la monarchia, la repubblica, la dittatura...
C'è il figlio cinico e freddo che, dopo aver vissuto il disastro di El-Alamein, torna in Italia mutilato nel corpo e indurito nell'animo, che si dedica a far soldi con iniziative illegali, in un mondo dove oramai più niente è legale.
C'è l'altro figlio che invece crede ciecamente nel fascismo (e dopo l'Armistizio ancor di più) ritenendolo con un atto di fede l'unica via per vivere degnamente e onorevolmente da italiano.
E c'è anche la figlia adottiva che invece combatte per la rivoluzione comunista prossima ventura ed è disposta a sacrificare anche i suoi affetti più cari per i principi di uguaglianza e giustizia sociale.
E se da un lato il padre è un borghese vecchio stampo, fedele al Regime più per dovere istituzionale e senso dell'onore che per convinzione, la madre è una devota cattolica che collabora con l'Arcivescovado in opere assistenziali quanto mai provvidenziali nei durissimi anni di guerra.
Insomma, dal racconto esce un ritratto concreto e credibile di un mondo familiare che, a causa degli opposti ideologismi e dell'apocalisse scatenata dalla guerra, ne esce quanto mai diviso, lacerato, ferito, a causa di un fenomeno storico, quello delle dittature e della guerra, che non ha risparmiato nessuno e che ha portato strazio e disperazione sia fisica che morale in milioni di persone.
Il libro non è un saggio storico, né ha pretese di approfondimento politico. Anzi, l'autore ci tiene a precisare che la sua è soltanto un'opera letteraria che, anche se basata su fatti ed eventi realmente accaduti, vuole solo raccontare un mondo e un'epoca. E in questo ci riesce benissimo, facendo apparire sia i protagonisti che gli eventi molto ben delineati e caratterizzati.
Un libro quindi che è utile leggere, soprattutto per chi quegli anni non li ha vissuti (fortunatamente) e che magari li ha percepiti solo dal racconto dei nonni. Perché a volte un romanzo storico insegna ai posteri molto più di mille dotti scritti accademici.
Proprio come i nonni.
 

  Autore Guido Cervo


  Editore Piemme

22 luglio 2017

Nel guscio

La penna di Ian McEwan, uno dei più apprezzati scrittori contemporanei, ci regala questo breve racconto che forse, nelle intenzioni dell'autore, è poco più di un "divertimento", ma scritto con una tale capacità e a volte perfino sontuosità da farlo comunque diventare un piccolo capolavoro.
Si tratta di un thriller e ci sono tutti gli elementi tipici del caso: un delitto, l'arma, il movente. E ovviamente la vittima, i carnefici e il detective.
Ma l'intuizione fortemente innovativa di McEwan è che la storia viene raccontata dal feto oramai arrivato quasi al termine del periodo di gestazione nel grembo di sua madre Trudy, una bella e spregiudicata donna londinese.
Il nascituro è quindi l'io narrante della storia e dal suo punto di osservazione (si fa per dire) percepisce quello che accade nel mondo circostante e lo elabora dal suo punto di vista.
I pensieri, le emozioni e le ricostruzioni che fa di ciò che percepisce sono sorprendenti.
Da un lato egli si trova "in prima fila" in tutti gli accadimenti della storia e tutto ciò che sua madre fa, dice o sente, lo sente anche lui, ma dall'altro non ha nessuna possibilità di intervento perché dal grembo della madre non ha possibilità di comunicazione con l'esterno, se non con qualche piccolo calcetto del tutto inadatto a cambiare lo scorrere degli eventi.
Ecco quindi che egli diventa, suo malgrado, testimone di un delitto nel quale è coinvolta la madre, che per questo egli odia e ama allo stesso tempo, in un viluppo di sentimenti contrastanti e inestricabili.
La sua consapevolezza del mondo "di fuori" è frammentaria, parziale e mediata. Però sufficiente per sviluppare una coscienza, un pensiero, un'idea.
E anche per elaborare strategie di reazione agli eventi catastrofici in cui si trova catapultato.
Ad esempio la vendetta. Che però, per essere davvero efficace ed inesorabile, deve essere sospesa in una ineffabile esitazione.
Il plot del racconto si ispira, nemmeno troppo velatamente, all'Amleto shakespeariano, riprendendone i tratti caratteristici: i conflitti familiari, gli odi e gli amori, le trame e le vendette.
E soprattutto la sottile oscillazione fra l'essere e il non essere, significativamente rappresentata dal nascituro che si trova nella delicata linea di confine fra il venire al mondo e il non esistere.
Un romanzo che non lascia indifferenti e che offre molti spunti di riflessione, oltre al puro piacere di una prosa di altissimo livello.

 

  Autore Ian McEwan


  Editore Einaudi

08 luglio 2017

Una perfetta sconosciuta

Alice è la figlia di un facoltoso ed influente padre, ma vuole trovare da sola la propria occasione di lavoro, nella convinzione che è meglio essere protagonisti del proprio destino.
Ecco quindi che intercetta una insperata opportunità: diventare direttrice di un atelier d'arte di prossima apertura.
Sembra l'occasione perfetta e infatti Alice ne è più che entusiasta. Si getta con piena energia nell'impresa e l'inaugurazione della galleria, con la prima mostra d'arte, fa scalpore.
Però presto la cosa si rivela diversa da com'era apparsa.
Nel volgere di pochi giorni, anzi di poche ore, Alice si ritrova ad essere al centro di un intrigo in cui colui che fino a pochi giorni prima era il suo "mentore", colui che l'aveva reclutata ed assunta, viene ucciso e si scopre che non era nemmeno chi diceva di essere.
Così come la sua amica di fitness, che da intima confidente si scopre essere una connivente delle oscure trame in cui Alice è coinvolta.
Alice quindi si trova catapultata in una realtà nella quale non sa più decidere chi sia chi: anche nei confronti di suo padre e suo fratello si addensano inquietanti interrogativi, così come nei confronti dell'avvocato amico di famiglia, fino al punto di essere lei stessa a mettersi radicalmente in dubbio: quella fotografia in cui lei bacia il suo "capo" non lascia adito a dubbi. Eppure lei non ha memoria di averlo mai baciato...
Possibile che tutte le persone che Alice pensava di conoscere, in realtà stiano mentendo e siano diverse da come lei le ha sempre credute? Possibile che anche lei stessa sia diversa da come ha sempre creduto d'essere?
Con la polizia alle calcagna, serrata da indizi che appaiono sempre più gravi e concordanti contro di lei, Alice non ha altre via di salvezza che fuggire in compagnia di un ex agente dell'FBI "fuori dal coro" che, unico fra tutti, è in grado di notare piccole incongruenze nel castello accusatorio e scorgere una possibile, per quanto remota, verità: quella giusta.
Romanzo pieno di colpi di scena e di suspence. Un thriller psicologico strutturato in maniera convincente che riesce a tenere alta la tensione narrativa e che non delude le aspettative.

 

  Autore Alafair Burke


  Editore Piemme

24 giugno 2017

Domina

Dopo il successo di "Maestra", Lisa Hilton torna in libreria con "Domina".
La protagonista è sempre lei: Judith, una donna colta, intelligente, molto ambiziosa e ancor più disinibita che, al termine del precedente romanzo, aveva conquistato una posizione agiata e rispettata nel mondo dell'arte, grazie alle sue capacità di donna oltre ogni morale.
Adesso la ritroviamo a Venezia, dove ha aperto una galleria d'arte sotto falso nome per dare un taglio netto col passato e dimenticare gli eccessi (e i crimini) della sua vita precedente.
Ma il suo anonimato non dura per molto. Intrighi molto più grandi di lei si affacciano nella sua "nuova" vita e ad essi non può sfuggire. Si troverà quindi catapultata, suo malgrado, in avvenimenti ad alto rischio che la porteranno in Serbia, in Inghilterra, in Calabria, all'interno di un gioco che penserà di condurre e di dominare, ma che poi si accorgerà di dover subire.
Tutto questo raccontato con l'abile stile narrativo della scrittrice che riesce sempre a mantenere alto il ritmo, serrata la tensione e avvincente la trama.
Fra la citazione di capi d'abbigliamento di grandi firme della moda e la descrizione di avventure erotiche spinte fino al parossismo; fra intrighi di spionaggio internazionale e traffici illeciti di armi e opere d'arte, aleggia alto e imperturbabile il fascino eterno di Caravaggio, il simbolo di una bellezza sublime e dannata che sembra improntare la vita della protagonista.
E così come nel primo romanzo Judith sembrava la reincarnazione della Giuditta di Artemisia Gentileschi, capace di tranciare con un colpo di spada la testa di qualunque Oloferne senza alcun senso di colpa, adesso sembra condannata a vivere le scellerate vicende del Caravaggio, fino all'annientamento finale.
Ma come andranno davvero le cose lo lasciamo ovviamente scoprire al lettore che senz'altro non ne resterà deluso.




  Autore Lisa Hilton


  Editore Longanesi

10 giugno 2017

Le due teste del tiranno

In un'epoca in cui impera la "post-verità", in cui si dà maggiore importanza alle proprie opinioni rispetto ai fatti oggettivi e in cui l'obiettività del reale cede il passo ai convincimenti (spesso erronei) di ognuno, un richiamo garbato e ironico a tornare al saldo ancoraggio della logica galileiana è quanto mai necessario.
Questo libro contiene proprio un richiamo del genere, ad opera di un autore che tutti conosciamo come scrittore di gialli di successo (soprattutto "I delitti del Bar Lume"), ma che possiede anche una solida preparazione scientifica e quindi è in grado di guidare il lettore verso approfondimenti tutt'altro che banali, per giunta con il tono "leggero" e divertente che lo contraddistingue.
Il punto di partenza è l'irritazione che l'autore non nasconde nei confronti di chi ritiene di ergersi a "super-esperto" tuttologo di ogni cosa e posta furiosamente su internet sentenze su ogni argomento dello scibile umano, quasi sempre dimostrando di non capirci niente. Purtroppo spesso costui non viene bollato come un ignorante pallone gonfiato e relegato nel dimenticatoio, come sarebbe logico, ma anzi riscuote simpatie e apprezzamenti da gente altrettanto ignorante e pronta a rievocare deliranti dietrologie e tesi complottiste demo-pluto-giudaico-massoniche di fascistissima memoria.
Purtroppo questi marchiani errori concettuali trovano vasta eco grazie alla cassa di risonanza che è internet e l'unico modo di porvi rimedio, a parere dell'autore, è dimostrare in modo pacato ma fermo quanto siano false tante opinioni e quanto siano vere tante asserzioni scientifiche.
Perché la scienza ha grandissimi pregi: è democratica nel senso che chiunque può capirla a patto di studiarla; è trasparente perché esibisce con chiarezza i suoi metodi, i suoi scopi e i suoi risultati; è imparziale perché non favorisce a priori le tesi di nessuno e cerca solo riscontri conformi alla logica matematica.
Secondo l'autore, quindi, gli uomini hanno a disposizione un linguaggio meraviglioso, la matematica appunto, con la quale costruire la scienza, i cui risultati non sono mai "inutili" ma sempre importanti per l'uomo perché fondati su criteri di verità. Anche le scoperte scientifiche più bizzarre e all'apparezza più strane, in fondo aprono orizzonti nuovi e contribuiscono sempre e comunque al progresso della conoscenza.
Ed eccoci tornati al punto iniziale: questa è conoscenza, quella che proviene dalla rigorosa ricerca scientifica. Tutto il resto sono chiacchiere. Lasciamo perdere le "fake-news" e le "post-verità" e torniamo a ragionare con il cervello. Abbiamo gli strumenti e le abilità per farlo.



  Autore Marco Malvaldi


  Editore Rizzoli

03 giugno 2017

Il maestro delle ombre

La "Santa Penitenzieria Apostolica", conosciuta anche con il nome di "Tribunale delle anime" è il più antico tribunale della storia della Chiesa e si occupa dei casi più indicibili: le confessioni dei peccati più gravi e orrendi, che i componenti del tribunale hanno il compito di giudicare. Per stabilire se esiste o no la possibilità di perdono.
Tale gravoso ufficio ha bisogno di un occhio particolarmente acuto che sappia vedere al di là delle apparenze e che percepisca ogni minima anomalia, anche la più sfuggente, perché il male si dissimula in mille forme...
Questo è il mestiere di Marcus, sacerdote, investigatore, ma anche "risolutore", nonché penitenziere che si trova a vivere una notte da incubo in una Roma immersa nel buio più profondo a causa di un black-out che ha interrotto ogni traccia di civiltà e di civile convivenza nella "città eterna".
Papa Leone X, in una sua misteriosa bolla del 1521, aveva imposto che Roma non rimanesse "mai, mai, mai" al buio di notte, come se avesse preavvertito che tale evenienza avrebbe gettato nel caos l'intera città.
Tale editto è sempre stato rispettato, fino ad ora...
Marcus dovrà sopravvivere ad una serie di eventi drammatici e pericolosi, il primo dei quali è proprio la sua prigionia nel Tullianus, l'antico carcere della Roma antica, sulla traccia di una misteriosa setta segreta, la "Chiesa dell'eclissi", guidata da un altrettanto misterioso personaggio: il "Maestro delle ombre".
Da qui partirà una indagine che, nel buio assoluto della città, con vandali e delinquenti padroni della scena con la complicità delle tenebre, lo porterà ad affondare nella melma più torbida e nauseante dell'umanità moderna, sia in senso figurato che reale.
Personaggi oscuri, figure ambigue, caratteri imperscrutabili. Solo Sandra Vega, una poliziotta abituata all'oscurità del mondo e degli uomini, gli starà accanto per una notte che sa di apocalisse.
Nell'attesa di un'alba che porterà alla luce la verità più sconvolgente.
Terzo romanzo di Donato Carrisi del ciclo che vede protagonisti il misterioso Marcus e la poliziotta Vega, dopo "Il tribunale delle anime" del 2011 e "Il cacciatore del buio" del 2014.
Anche stavolta il romanzo, di stile puramente "noir", è ben riuscito, frutto della penna di un autore che abbina la sua passione per la crimonologia e le scienze comportamentali alla abilità di scrittore e narratore.
 

  Autore Donato Carrisi


  Editore Longanesi

27 maggio 2017

Quella notte sono io

In un casale nei pressi di Asciano, nella meravigliosa campagna senese, si ritrovano cinque persone che ventisette anni prima hanno frequentato la stessa scuola e hanno superato insieme l'esame di maturità.
Da quel momento non si sono più rivisti e ognuno ha intrapreso la propria vita, ma l'incontro non nasce da una simpatica iniziativa conviviale organizzata tramite i social network: è piuttosto una convocazione che è giunta loro dalla madre di colui che vive nel casale.
Costui è un loro compagno di scuola, nei confronti del quale i convocati ebbero a compiere, negli anni della scuola, diversi atti di bullismo a causa della sua "diversità" rispetto al gruppo, culminati in una "bravata" oltre ogni limite, attuata durante la gita scolastica dell'ultimo anno.
Ecco quindi che la scena assume da subito una connotazione drammatica.
I cinque ex studenti, ognuno oramai estraneo all'altro, si ritrovano a condividere un'esperienza che li conduce negli abissi delle loro brutture, facendo riemergere quei decennali sensi di colpa, alcuni cercando di interrogarsi su come uscirne e come rimediare ad un male antico, altri troppo istupiditi da sentirne il peso.
Sfilano davanti a loro personaggi iconici: l'ex preside della scuola, oramai decrepito ma non meno consapevole dei fatti; l'ex insegnante, distante anni luce dalla memoria dei convenuti, ma non per questo meno testimone. E la madre del loro compagno, forse artefice o forse mera esecutrice di un disegno claustrofobico che inchioda i convocati alle loro responsabilità.
Ma soprattutto colpisce l'assenza del personaggio principale, colui che all'epoca subì le angherie dei compagni e che adesso non si sa se sia vivo o morto, presente o assente, consapevole o ignaro, deus ex machina o fantasma soltanto evocato.
Romanzo molto serrato, scritto con una prosa efficace che trasmette al lettore il senso del "male" e di come le persone cerchino di esorcizzarlo, soprattutto quando sono consapevoli di esserne la causa.
Ottima prova letteraria di Giovanni Floris che probabilmente, con questo libro, intende lanciare un messaggio, soprattutto ai giovani: non esistono persone "perfette" e persone "diverse". Siamo tutti persone "uniche" e dobbiamo apprezzare la nostra reciproca diversità, che è ciò che ci contraddistingue nel mondo.
 

  Autore Giovanni Floris


  Editore Rizzoli