02 settembre 2015

La sposa giovane

La capacità narrativa di Baricco è ben nota e questo ultimo romanzo non fa che confermarla. Il racconto è soffice, quasi etereo, anche quando si immerge in descrizioni di passioni forti e scabrose.
La cifra stilistica è quella di un autore perfettamente in grado di trasmettere al lettore il senso dei sentimenti, delle emozioni e dei pensieri che agitano i protagonisti della storia. Che parlano ora in prima persona, ora in terza persona, con un alternarsi di "immersioni" e di visioni d'insieme, quasi a suggerire la necessità di alternare i punti di vista per comprendere appieno il senso delle cose.
I protagonisti non hanno nome ma vengono identificati solo con la figura retorica: il Padre, il Figlio, la Madre, la Sposa, tutti sempre indicati con l'iniziale maiuscola.
Sembra quasi che il nome proprio avrebbe irrimediabilmente distrutto, annegandola nel particolare, la descrizione di un mondo che è l'universo in cui vivono i protagonisti i quali, come nel racconto evangelico, assurgono a termini assoluti delle umane vicende.
Il Padre, infatti, è il creatore (o demiurgo) del suo universo; la Madre vi è capitata senza volerlo; il Figlio si è perso nel mondo, salvo poi risorgere nell'ultimo giorno per riprendere con sé la Sposa oramai naufraga ai margini della degradazione, efficace immagine di un'umanità che abbisogna di salvezza.
Chissà se l'autore aveva in mente questa prospettiva, oppure è solo opera del lettore? Ognuno sia libero di far cadere l'accento dove preferisce...

Autore: Alessandro Baricco; Editore Feltrinelli

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