02 settembre 2015

L'armata dei sonnambuli

Il collettivo di scrittori bolognesi "Wu Ming" torna ad occuparsi di Storia, quella con la S maiuscola.
Lo scenario è la Rivoluzione Francese, più precisamente il periodo del Terrore, che viene raccontato con una visuale "dal basso", cioè da persone del popolo che quella Rivoluzione l'hanno fatta davvero: la donna che di mestiere fa la sarta, l'attore di teatro in disgrazia che s'improvvisa vendicatore solitario, l'onesto medico che si deve districare in una professione a quel tempo al confine fra la stregoneria medievale e la scienza illuminata. E come antagonista un nobile perfettamente reazionario che si propone di creare un'armata di combattenti inconscienti e, quindi, assolutamente perfetti come controrivoluzionari.
Sullo sfondo transitano le icone immortali dei personaggi famosi: Marat, il difensore del popolo, Robespierre, l'avvocato di provincia e Danton, l'ideologo della Repubblica. Ed eventi epocali come il ghigliottinamento del Re, accadimento tanto inconcepibile quanto ovvio.
Ma l'epica degli avvenimenti, destinata a distruggere un mondo per crearne uno nuovo, la fa la gente comune, che con il suo vissuto quotidiano rende minimalista un quadro che altrimenti sarebbe grandioso in modo scontato.
Un modo sapiente di costruire il racconto che, ovviamente, getta più di un motivo di raffronto e di rilettura con il nostro mondo di oggi, nato da quei giorni tremendamente eroici, ma che rischia di perderne la morale. Un esempio su tutti: i parigini conoscono Voltaire a menadito. A significare che una rivoluzione sociale, per essere effettivamente efficace, deve essere preceduta da una rivoluzione culturale.

Autore Wu Ming; Editore Einaudi

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