30 ottobre 2015

L'eccezione

Una donna bella, intelligente, equilibrata e con un lavoro ammirevole. Un uomo altrettanto bello, con una intelligenza matematica e straordinariamente premuorso. Due gemellini, maschio e femmina, a coronare una famiglia perfetta.
Ma a rompere l'idillio di un quadretto esemplare, incastonato nell'ambiente culturalmente e socialmente progredito di Reykjavik, è un fulmine a ciel sereno: l'outing di lui, che si confessa da sempre omosessuale e che lascia moglie e figli per andare a convivere col suo compagno.
Parte da qui, da questa scioccante rivelazione, la caleidoscopica frantumazione della vita di Maria, la protagonista, incapace di credere a questa nuova e inaspettata verità, che va via via sommandosi ad altre altrettanto inaspettate e destabilizzanti nuove verità. Come l'incontro con un perfetto sconosciuto che si rivela essere il suo vero padre biologico. E come le confessioni di sua madre, che per tanti anni ha mentito alla figlia sulle dinamiche familiari.
Insomma, nell'inverno islandese, dove il sole sorge dopo le 11 della mattina e tramonta alle 3 del pomeriggio, illuminando fiocamente il Paese "dell'acqua e del fuoco", sembra proprio che un'oscurità ugualmente opprimente ricopra la vita di Maria, costretta dagli eventi a ripensare e a rimettere totalmente in discussione la propria vita. E soprattutto l'idea che si era fatta della sua vita.
In definitiva, Maria si rende conto che tutto quello che pensava fosse la semplice normalità di una vita perfetta ed equilibrata, in realtà non erano altro che sporadiche "eccezioni" e che, quando emerge in superficie la verità, nella sua vera essenza, distrugge ogni tentativo di inquadramento e lascia spazio al caos degli eventi.
Il tema è senz'altro interessante e l'autrice lo affronta secondo il suo stile: con una narrazione molto cerebrale e con un ritmo sempre delicato, fino a volte a diventare quasi piatto.
Il lettore può restare sorpreso dal fatto che la protagonista, di fronte a certi eventi radicalmente destabilizzanti, sappia mantenere una pacatezza anche sentimentale in vero stile nordico: mai una crisi di nervi, nessuna scena isterica, niente autocommiserazione. In questo, il racconto rischia di apparire irrimediabilmente artefatto e improbabile. Ma bisogna ricordare che l'autrice (e quindi anche la protagonista) appartiene a una cultura che fa del distacco e della distanza l'arma preferita per gestire i sentimenti e affrontare le emozioni.
Alla fine, il racconto sembra voler dire proprio questo: al di là di ogni sforzo di regimentazione culturale e sentimentale, quando la realtà caotica e imprevedibile prende il sopravvento, l'idea di vita che abbiamo può esserne travolta. E a quel punto non ci sarà altra strada che ricercare la felicità solo e soltanto nelle "eccezioni".

Autore Audur Ava Olafsdottir, Editore Einaudi

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