22 dicembre 2018

The Game

Il 9 gennaio 2007 Steve Jobs presentò al mondo il primo iPhone lasciando tutti a bocca aperta e segnando un passaggio, non solo tecnologico ma anche culturale che oggi non è esagerato definire epocale.
La "rivoluzione digitale", come adesso viene chiamata, era già cominciata diversi anni prima, a partire dagli anni '70, ma solo negli anni '80 alcuni strumenti informatici erano diventati di uso piuttosto comune, come ad esempio i videogiochi da bar. Negli anni '90 si assiste al decollo della telefonia mobile ma sarà solo il primo iPhone a fare da spartiacque fra un mondo dove il prodotto tecnologico era ancora considerato qualcosa di "alieno" e "non domestico" e il mondo successivo dove il dispositivo tecnologico diventerà talmente familiare da venir considerato una parte di sé, un'estensione naturale del corpo umano.
Sì perché l'iPhone racchiuse in sé per la prima volta le potenzialità di un computer fatto apposta per stare nel palmo di una mano e dove tutto poteva essere comandato con il tocco di un dito. In pratica Steve Jobs dimostrò al mondo che la "rivoluzione digitale" era arrivata ad un punto di svolta: era alla portata di tutti, per tutti e soprattutto era facile, semplice e tremendamente divertente.
Ecco perché questo saggio si intitola "The Game": perché tutto nasce dall'idea che sta alla base della "rivoluzione digitale" che è il divertimento, il gioco, la semplicità di azioni e gesti. L'informatica, da una disciplina esoterica confinata nei laboratori e riservata ai "cervelloni", diventa un prodotto di consumo, fruibile da tutti in maniera immediata, fluida e per giunta simpatica. Un evento di "democrazia sociale" difficilmente riscontrabile nella storia umana, che ha portato alla delegittimazione delle elite da sempre in possesso della conoscenza (in ogni campo del sapere) e in cambio ha messo a disposizione di tutto e per tutti.
Ma questo progresso tecnologico e questo cambiamento culturale è proprio così “luminoso” oppure nasconde zone d’ombra che sarebbe bene conoscere? E in tal caso, cosa fare per gestirle?
L'analisi del fenomeno e della portata antropologica e psicologica che ha avuto e sta avendo sul genere umano è il motivo di questo saggio dove l'autore, con la finezza, l'acutezza e l'intelligenza che lo contraddistingue, delinea un percorso, traccia dei sentieri, individua dei punti nodali e li interpreta per comprendere meglio cosa stiamo diventando e come ci stiamo evolvendo nel nostro rapporto col mondo, con gli altri e con noi stessi grazie (o a causa) della rivoluzione digitale.
Baricco sottolinea gli aspetti critici del fenomeno, ma evidenzia anche i grandi vantaggi, non solo pratici ma anche ideali, del mondo nuovo, che un grande merito ce l’ha di sicuro: rendere impossibili le catastrofi del Novecento. Sí perché i paradigmi ideologici che nel bene, ma soprattutto nel male, hanno contraddistinto il secolo scorso, con le sue due guerre mondiali, oggi nell’epoca della “rivoluzione digitale” sono concettualmente impossibili.
Ciò si rileva nella differenza abissale fra il pensiero dei nativi "analogici" novecenteschi (con tutte le loro "antiche" categorie mentali) e i nativi "digitali", la cui visione del mondo è profondamente diversa e non incasellabile nelle categorie di pensiero "antico".
Il mondo è cambiato. Noi siamo cambiati. E non si torna indietro.
Dovrebbero capirlo, prima di tutto, i genitori dei "millenials", cui questo libro è dedicato.


  Autore Alessandro Baricco


  Editore Einaudi

08 dicembre 2018

I figli di Dio

Tre eventi sensazionali, ciascuno contemporaneo all'altro, stanno mettendo in seria crisi la Chiesa di Roma e rischiano di causare uno scisma di portata storica: nelle Filippine, in Perù e in Irlanda tre giovani ragazze, del tutto estranee fra loro, restano incinte pur essendo ancora vergini.
Si tratta di eventi talmente straordinari che tutto il mondo si interroga sulla loro portata e sulle conseguenze: c'è chi vede in questi fatti il segno tangibile di un nuovo avvento di Dio in terra, proprio come accadde duemila anni fa e chi invece è molto più scettico e cerca di capire come le tre gravidanze siano state possibili.
In questo scenario, il Papa di Roma Celestino VI (che nella descrizione del personaggio assomiglia molto a Papa Francesco) chiede aiuto a Cal Donovan, professore di Teologia ad Harvard, da tempo collaboratore del Vaticano e sulla cui onestà intellettuale nessuno nutre dubbi, chiedendogli di indagare sui fatti e di riferire un parere quanto più imparziale possibile.
Inizia così l'avventura di Cal Donovan, che lo porta a conoscere le tre vergini Marie (perché sorprendentemente tutte e tre le ragazze si chiamano Maria) e a diventare protagonista di una serie di eventi che lo vedono confrontarsi, anche a rischio della vita, con un miliardario texano e con un ex arcivescovo, entrambi convinti della necessità di fondare una Nuova Chiesa Cattolica che prenda il posto della Chiesa di Roma, a loro giudizio oramai corrotta da un imperante progressismo.
La vicenda prende un ritmo sempre più incalzante, fino all'esito finale, dove il mistero verrà risolto e la verità sarà svelata.
Glenn Cooper ci ha abituato a questi romanzi dove il giallo e la suspence si intrecciano in contesti in cui il confronto fra fede e ragione la fa da padrone. In quest'ultimo romanzo conferma il suo stile, con pagine decisamente stimolanti (soprattutto relative agli aspetti di tipo medico-scientifico), alternate ad altre meno riuscite (il finale è un po' troppo affrettato e forse avrebbe meritato un'accuratezza maggiore).
Nel complesso però un buon romanzo che vale il tempo della lettura.


  Autore Glenn Cooper


  Editore Nord

24 novembre 2018

Nel più bel sogno

Primavera 1968. Mentre le manifestazioni studentesche agitano tutte le città d'Europa e il vento della protesta arriva anche a Firenze, il Commissario Bordelli indaga su alcuni omicidi che, uno dopo l'altro a distanza di pochi giorni, hanno insanguinato la città e i suoi dintorni.
I casi sono diversi e il Commissario li affronta uno per uno: risolvendo "a suo modo" il primo e trovando la soluzione per altri, ma non per tutti. Perché ogni omicidio ha la sua specificità e l'investigatore deve attingere a tutta la sua esperienza e al suo intuito per individuare il particolare nascosto che potrà condurlo ad una ipotesi di soluzione.
Il tutto si svolge nel contesto che oramai è familiare per i lettori affezionati alle vicende del Commissario Bordelli: la Firenze del dopoguerra, del boom economico e della rivoluzione studentesca, che esprime l'anelito per un mondo nuovo, tutto da inventare.
Il Commissario appartiene alla generazione che si trova "a metà del guado": ha partecipato alla guerra, ne porta addosso tutte le ferite, ma oramai è troppo in là con gli anni per essere protagonista della nuova epoca che si sta aprendo e vede i giovani manifestanti nelle piazze con un misto di ammirazione e di nostalgia, senza mancare di notare come certe aspirazioni verso un mondo più giusto possano rischiare di innescare spirali di violenza.
Il Commissario condivide il suo vivere quotidiano con gli amici di sempre: il collega Piras, il medico legale Diotivede, il visionario Dante, l'ex ladro Botta, il cuoco Totò, l'ex prostituta Rosa. Con un delizioso sentimento amoroso verso una evanescente ragazza che lo fa sentire di nuovo giovane e gli fa vivere quella primavera come una stagione di rinnovamento interiore.
Fra ricordi di antiche esperienze oramai consegnate ai depositi della storia, passeggiate per il centro di Firenze e per i suoi meravigliosi dintorni collinari, sopralluoghi in ambienti di decrepita nobiltà e in rioni popolari, le giornate del Commissario Bordelli regalano una immagine schietta, a volte cruda, ma più spesso delicata e tenera di un epoca e di una città oramai perdute.



  Autore Marco Vichi


  Editore Guanda

10 novembre 2018

La ragazza che hai sposato

Angela e Jason sono una coppia brillante. Lui è uno stimato professore di Economia, nonchè uno scrittore di successo. Lei è una casalinga con un triste passato alle spalle e che spera di aver trovato nel rapporto con Jason una felicità definitiva.
Il loro rapporto viene messo a dura prova quando due donne denunciano Jason per molestie, una addirittura per stupro, facendo precipitare nel volgere di pochi giorni la vita di Angela in un drammatico scenario, fatto di Polizia, avvocati e carcere.
Le indagini che scattano a seguito delle denunce mettono a nudo particolari oscuri della vita di Jason: le sue storie extra-coniugali, anche con una delle vittime, mettono in seria crisi il rapporto con Angela che però decide di restare comunque a fianco del marito, nonostante tutto.
Questo atteggiamento di Angela è sorprendente, anche per la poliziotta che indaga sui casi e che non cessa di suggerire ad Angela di abbandonare il marito per evitare che la sua disgrazia ricada anche su di lei.
Ma Angela ha un proposito che non può confessare a nessuno. Il suo passato così drammatico deve essere chiuso nel modo più definitivo possibile, costi quel che costi.
Per raggiungere questo obiettivo Angela è disposta a giocarsi il tutto per tutto, anche rischiando di perdere tutto insieme a Jason.
Senza svelare altro sull'evoluzione della vicenda, che avrà un finale sorprendente e inaspettato, basti dire che a volte i segreti più inconfessabili sono nascosti dietro apparenze molto ingannevoli e che giudicare dove sia la verità le dove invece si annidi la più sottile menzogna non è affatto facile.
Piacevole thriller di una autrice che già con "Una perfetta sconosciuta" aveva creato un intreccio torbido e appassionante, con donne protagoniste nel bene e, soprattutto, nel male.


  Autore Alafair Burke


  Editore Piemme

27 ottobre 2018

Il cosmo e il Buondio

Quando la Terra è minacciata da un cataclisma naturale che rischia di porre fine ad ogni essere vivente che la abita, il Creatore si decide a dedicare attenzione a questo minuscolo pianeta, di per sé del tutto insignificante rispetto all'enormità dell'Universo.
Ecco quindi che i più eminenti studiosi e pensatori del genere umano vengono convocati al cospetto dell'Eterno per raccontare ciò che l'umanità nella sua storia è stata in grado di capire e di spiegare, per vedere se questo pianetino sia davvero meritevole di salvezza.
Con questo spunto narrativo, Andrea Frova, fisico che già in passato ha prodotto testi di divulgazione scientifica apprezzati per la fluidità del linguaggio e la comprensibilità delle spiegazioni, affronta la storia del pensiero scientifico, ricreando un dialogo che dagli antichi Babilonesi giunge fino alla scienza di oggi, su argomenti sui quali l'umanità si è sempre interrogata: il cosmo, l'astronomia, il mito, la divinità, la creazione, l'evoluzione, la vita.
Il testo, naturalmente, è tutto teso a dimostrare la validità delle acquisizioni scientifiche che al giorno d'oggi sono più che dimostrate e quindi da considerare inconfutabili, a dispetto di settori dell'opinione pubblica che tutt'ora coltivano credenze che non hanno alcuna base razionale e che si fondano su atti di fede indimostrabili. L'esempio più classico è l'antinomia creazionismo-evoluzionismo, per la quale l'autore spende molte argomentazioni a sostegno (ovviamente) del secondo paradigma.
In definitiva, il libro si può considerare come una narrazione in forma colloquiale di asserzioni scientifiche fondamentali, che dovrebbero essere pacificamente accettate da tutti perché più volte dimostrate come valide.
E questo sembra essere lo scopo dell'autore: contribuire a demistificare tutte le credenze irrazionali che ogni tanto riemergono in parti anche ampie dell'opinione pubblica e che rischiano di far "ruotare" l'orologio della conoscenza umana all'indietro, invece che in avanti.
Se l'autore abbia raggiunto il suo scopo, spetterà al lettore giudicarlo.


  Autore Andrea Frova


  Editore BUR

13 ottobre 2018

Missione impossibile

Negli anni 105-106 dopo Cristo si svolse la seconda campagna della guerra di Dacia, al termine della quale l'Imperatore Traiano portò a compimento la conquista del territorio dell'odierna Romania, facendola diventare una provincia dell'Impero.
L'impresa, immortalata nella celeberrima Colonna Traiana, rappresentò ancora una volta l'apice della grandezza militare, politica e culturale dell'Impero Romano e fece confluire a Roma un enorme bottino, grazie al tesoro del re Decebalo e al numero sterminato di schiavi e tutto ciò premise una crescita economica in tutto l'Impero a livelli mai visti. Inoltre la conquista imprimerà a quel territorio una impronta culturale così profonda e duratura tanto che la lingua rumena sarà l'unica fra i Paesi slavi di matrice neo-latina.
In questo grandioso scenario storico, anche se drammatico come ogni contesto di guerra, si inserisce questo romanzo di Andrea Frediani, prolifico scrittore di racconti di ambientazione storica e profondo conoscitore delle tecniche di battaglia dell'antica Roma e del funzionamento del suo esercito.
In particolare questo romanzo narra il disperato tentativo di un manipolo di cinque soldati romani, guidati da un ambiguo comandante, di penetrare nascostamente nel territorio nemico, arrivare fino a Sarmizegetusa, la capitale del regno di Decebalo, e liberare il generale Longino, fatto prigioniero dai Daci e tenuto come ostaggio.
L'impresa è davvero una "mission impossible" per la sua pericolosità e per l'altissima probabilità di fallimento e infatti i componenti del gruppo sono tutti "sacrificabili": ognuno di loro, per diversi motivi, non ha più nulla da perdere e mette in gioco in questa impresa il senso della propria vita.
Come sempre nei romanzi di Frediani, la ricostruzione storica è alquanto accurata, meticolosa e precisa e consente al lettore di apprezzare con autentico realismo non solo le tecniche di battaglia degli antichi romani, ma anche i loro valori morali, i loro ideali e i loro principi. Non necessariamente migliori o peggiori di quelli di altri popoli e di altre epoche, ma sicuramente tanto forti da costituire da soli la giustificazione per una vita degna di essere vissuta o di una morte degna di essere affrontata.


  Autore Andrea Frediani


  Editore Newton Compton

29 settembre 2018

Una cena al centro della terra

L'infinito conflitto fra israeliani e palestinesi è lo sfondo, ma anche il protagonista, di questo romanzo, dove due figure principali, il prigioniero Z e il Generale, narrano la loro verità, o perlomeno ciò che ritengono essere la verità.
Il prigioniero Z è un ex agente segreto israeliano che si è trovato coinvolto in situazioni più grandi di lui e per questo ha fatto delle scelte che a suo giudizio sono state quelle più giuste, ma a giudizio dei suoi superiori l'hanno marchiato come un traditore. Per questo langue in una prigione segreta nascosta nel deserto del Negev in attesa di un impossibile riscatto.
Il Generale assomiglia molto all'ex Primo Ministro israeliano Ariel Sharon, protagonista nella realtà di eventi fra i più drammatici del conflitto arabo-israeliano, e che qui nel romanzo si trova nello stato di coma durante il quale sperimenta alcune esperienze "mistiche" che gli fanno rivivere quei tragici episodi di cui è stato protagonista, tanto da apparire alternativamente demoniaco e messianico.
A fianco di questi personaggi principali ve ne sono altri che contribuiscono a definire il contesto storico ma anche psicologico del romanzo e, tutti insieme, formano una sorta di "matrioska" con racconti uno dentro l'altro, ognuno dei quali porta con sé una parte di verità perché ognuno testimonia una esperienza vissuta, una sensazione provata, un fatto compiuto.
E da ogni punto di vista emerge un quadro composito, dove agli enormi problemi socio-politici che contraddistinguono il conflitto arabo-israeliano, si affiancano i problemi individuali, meno appariscenti, ma altrettanto fondamentali: il tema della fedeltà al proprio Paese o ai propri valori, i confini fra tradimento e affermazione di giustizia, l'odio e l'amore che intercorrono fra le persone, così come fra i popoli.
Romanzo molto intenso, dai temi forti, che richiama alla mente lo stile di Philip Roth: la scrittura infatti è dura, spesso caustica, quasi a dimostrare l'inumanità e l'insensatezza della guerra. Ma è anche inframmezzata da punte di ironia e squarci di bellezza struggente che non passano inosservati nel lettore che senz'altro ne percepirà tutta l'importanza.



  Autore Nathan Englander


  Editore Einaudi

15 settembre 2018

Coppie

Questo libro è uscito negli Stati Uniti nel 1968, ma solo nel 2000 ne è stata pubblicata la traduzione italiana e adesso è uscita una nuova edizione.
Tutto ciò può apparire sorprendente: che senso ha proporre oggi al pubblico un lavoro sicuramente datato e non più attuale?
In realtà questo romanzo affronta uno dei nervi più scoperti della società occidentale contemporanea e cioè il rapporto di coppia e l'istituzione del matrimonio. Si tratta di argomenti che sono così fondamentali nella vita di ogni persona che, a ben guardare, cinquant'anni non sono poi così tanti e ciò che l'autore scrive nel 1968 per moltissimi aspetti è ancora oggi tremendamente attuale.
Il romanzo racconta la vita di alcune coppie appartenenti alla tipica classe media americana e ne descrive con chirurgico cinismo le complesse dinamiche: la fedeltà fra i partner e il tradimento, le gravidanze volute e non volute, gli opportunismi e le convenienze, la solidarietà e l'utilitarismo.
Il tutto con uno stile narrativo freddo e spietato, ma assolutamente efficace.
In tutto questo il vero protagonista è il sesso, visto sempre più come "prodotto di consumo", quasi da supermercato, che va ricercato a qualunque costo, senza un motivo ben preciso. Anzi, forse il motivo è così profondo che nessuno in realtà riesce a vederlo davvero.
Questo approccio di mercificazione del sesso, se certamente ha contraddistinto la generazione degli anni '70, non si può dire che oggi sia superato. Anzi, anche al giorno d'oggi e anche in Paesi molto tradizionalisti, come l'Italia, il sesso è stato fino a tempi recentissimi protagonista della politica nazionale, fino ai più alti livelli delle istituzioni pubbliche.... E questo la dice lunga su tante cose.
Tutto questo conferma l'attualità di questo romanzo che a suo tempo fu considerato scandaloso e che probabilmente ancora oggi verrà percepito come tale da molti lettori.
Ma senz'altro è un modo efficace per "costringere" il lettore ad interrogarsi su aspetti così importanti della propria vita di coppia, abbandonando le ipocrisie e le finzioni e guardando la realtà per quello che davvero è, senza giudizi morali, ma con onestà verso sé stessi.


  Autore John Updike


  Editore Einaudi

01 settembre 2018

Il Presidente è scomparso

L'ex Presidente degli Stati Uniti, Bill Clinton, insieme con uno dei più prolifici autori di spy-story, James Patterson, confeziona un thriller dal ritmo incalzante in cui gli USA sono minacciati da un attacco informatico senza precedenti che rischia far collassare l'intero sistema di comunicazioni americane, con conseguenze catastrofiche inimmaginabili.
Nell'arco di pochi giorni, il Presidente americano è costretto a lasciare la Casa Bianca per rifugiarsi in un nascondiglio segreto con pochi strettissimi collaboratori per fronteggiare la minaccia e cercare una via d'uscita.
In quei giorni il Presidente è scomparso e nessuno sa dove sia. Forse è malato. Forse sta elaborando la sua difesa contro la richiesta di impeachment presentata dall'opposizione. Forse addirittura sta scappando coi soldi dei cyberterroristi che minacciano l'America.
La verità verrà svelata solo alla fine e metterà a nudo la grande forza, ma anche la grande debolezza della più grande potenza politica e militare del mondo.
Gli scenari descritti dal romanzo, infatti, fanno riflettere su alcuni aspetti molto importanti al giorno d'oggi, non solo in America ma in tutto il mondo Occidentale.
Soprattutto sull'imbarbarimento della politica, dove si perde di vista l'interesse comunitario e il senso di popolo e si agisce con il mero obiettivo del proprio successo, per la distruzione dell'avversario. La mancanza di lungimiranza, la smodata ricerca del consenso via Twitter, l'odio per l'altro, la manipolazione della verità, la disinformazione elevata a sistema. Tutto questo è ciò che contraddistingue la politica oggi, in America e in Occidente, e non è affatto una invenzione del romanzo.
Sembra che i principi di democrazia e di libertà, di rispetto e di solidarietà che hanno contrassegnato l'evoluzione delle nostre società nell'Ottocento e nel Novecento siano oramai decrepiti e che le istituzioni repubblicane siano oramai datate e superate e facilmente sostituibili da una manciata di "like" o "dislike" cliccati in rete. In pratica, la via maestra verso una cyber-dittatura di capi-popolo capaci solo di precipitare una nazione nell'abisso. Con grande gioia di coloro (e non sono pochi) che non vedono l'ora che l'America e tutto l'Occidente collassino mettendo fine al mondo che conosciamo.
C'è modo per evitare questo epilogo? Ovviamente da un romanzo non ci si può aspettare una risposta. Ma qualche elemento di riflessione certamente sì.


  Autore Bill Clinton e James Patterson


  Editore Longanesi

18 agosto 2018

Contro il sacrificio

I rituali di sacrificio sono nati con l'umanità e si può dire che l'uomo stesso ha cessato di essere un "animale" ed è diventato qualcosa d'altro quando ha iniziato ad interrogarsi sul senso della vita e della morte e a compiere riti sacrificali.
Il concetto di base è sempre il solito da millenni: offrire a qualche divinità un "prezzo" da pagare in cambio di favori, protezione o per stornare punizioni. Questo "prezzo" è stato, a seconda delle civiltà umane, più o meno cruento, ma in ogni caso sempre orientato ad ingraziarsi quel Nume che si riteneva potesse apprezzare il gesto e garantire benevolenza.
In tutto questo c'è con tutta evidenza una forma di "accordo economico": si offre qualcosa alla divinità non per generosa donazione, ma per ottenerne i favori e compiacenza e questo meccanismo "retributivo" è sempre presente anche in ambito laico. Si pensi al sacrificio che tante persone hanno fatto e fanno per un ideale come la famiglia, la Patria, il Partito o, come fanno i fanatici integralisti, per la conquista del Paradiso, il che è il massimo esempio del "contratto di scambio" in quanto il fanatico offre la sua vita terrena sperando di ottenere in cambio la vita eterna, come se fra i due valori (vita terrena e vita eterna) vi fosse equivalenza.
Massimo Recalcati, in questo saggio, mette in evidenza questi aspetti del concetto di sacrificio, sottolineandone le contraddizioni e, in definitiva, l'assurdità perché il sacrificante, con il suo atto mortificante, finisce per creare egli stesso la propria divinità (che in realtà non esiste) e si compiace in tale azione annichilente, in un perfetto esempio di masochismo. Recalcati non manca di evidenziare come questo modo di pensare abbia permeato (e continui tutt'ora a permeare) anche larghe parti dell'etica cristiana, che per secoli si è orientata verso un'idea di religione colpevolista e penitenziale e, in definitiva, nemica dell'Uomo.
Facendo appello alle più attuali ricerche psicoanalitiche di cui Recalcati è un profondo conoscitore e richiamando l'originale messaggio evangelico, l'autore mette a nudo la prepotenza e l'anti-umanità del Super-Io che detta all'individuo una legge del sacrificio dove impera l'obbligo del "Devi!" contrario alla vita e alla felicità e capace di condurre l'uomo alla nevrosi e alla psicopatia. E, al contrario, mette in luce l'opportunità di seguire una Legge nuova, anzi antica: quella di seguire la propria vocazione.
L'uomo, cioè, deve orientare la propria vita, non verso sterili sacrifici che ne annichiliscono l'esistenza, ma verso la direzione che la sua personale inclinazione gli propone, senza piegarsi a imperativi morali che gli sono estranei. Solo così egli obbedisce alla vera Legge, quella della sua propria vocazione, per un'etica che non è arbitrio ma adesione all'intima natura del proprio essere, dove desiderio e dovere coincidono in una sintesi che è l'unica che può garantire ad ogni uomo la propria felicità.



  Autore Massimo Recalcati


  Editore Raffaello Cortina

04 agosto 2018

Memorie di Adriano

Questo è uno dei capolavori della letteratura mondiale che, come ogni opera d'arte, resta per sempre attuale, continuando a regalare ai lettori di ogni età un piacere che non conosce limiti e infiniti spunti di riflessione e di approfondimento.
E dire che il soggetto sembrerebbe assolutamente "fuori moda": addirittura le memorie dell'Imperatore romano Adriano che lascia, prima di morire, al nipote Marco Aurelio.
Perché quindi leggere qualcosa ambientato in un'epoca talmente remota? Cosa ci può essere d'interessante per noi oggi?
La ricostruzione sulla psicologia dell'Imperatore e sulla storia del suo tempo, operata da Marguerite Yourcenar (una delle scrittrici più apprezzate e celebrate del Novecento) è talmente precisa, accurata, ispirata, credibile e adeguata che sembra davvero di sentire la voce di Adriano che, a quasi duemila anni di distanza, ci parla ancora oggi, portandoci in dono la sua esperienza di vita.
E si tratta di una esperienza nient'affatto relegata nell'archeologia della Storia: si tratta di una esperienza che appare, pagina dopo pagina, sorprendentemente attuale, tanto da risultare modernissima.
Ad esempio, la descrizione dei popoli e delle terre che costituivano l'immenso Impero Romano, che Adriano visita in lungo e in largo, dalla Britannia alla Siria, dalla Grecia alla Spagna, dall'Africa alla Scizia, è il racconto di un uomo che cerca sempre di capire le diverse culture senza preconcetti e senza pregiudizi, per imparare e per arricchire il proprio bagaglio di conoscenza. Cosa c'è di più attuale se pensiamo ai rapporti e ai confronti-scontri fra i nostri principi e i nostri valori e quelli degli altri, in un mondo globalizzato?
Allo stesso modo, il sistema di governo che attua Adriano è improntato, si direbbe oggi, al massimo "decentramento" e al "federalismo spinto" perché uno è l'Impero, uno è l'Imperatore, ma tanti sono i popoli e tante sono le culture e le religioni e tutti e tutte hanno diritto di cittadinanza nella visione ecumenica imperiale. Cosa c'è di più attuale se pensiamo al dibattito sull'Europa unita?
Ma, a differenza di oggi, quella di Adriano è un'epoca speciale, che ha qualcosa in più: è un'epoca in cui gli antichi Dei pagani sono oramai morti (non ci credeva più nessuno) e il nuovo Dio cristiano non si è ancora affermato. Siamo quindi in un epoca in cui al centro di tutto non c'è una divinità, ma solo l'Uomo con la U maiuscola. Con il suo "Umanesimo" quindi Adriano rappresenta al meglio un'epoca d'oro della nostra Storia, che non solo è bene conoscere, ma anche apprezzare come fonte di ispirazione e di insegnamento per i valori umani che esprime, che davvero sono universali e senza tempo.
Un classico, quindi, della letteratura da leggere da giovani E da adulti perché ad ogni lettura si troverà sempre qualcosa di nuovo e di sorprendente da apprezzare.



  Autore Marguerite Yourcenar


  Editore Einaudi

21 luglio 2018

Arabesque

Prosegue la fortunata serie di romanzi di Alessia Gazzola, con protagonista la giovane dottoressa medico-legale Alice Allevi, da cui è stata tratta anche la fiction televisiva intitolata "L'Allieva".
Si tratta di romanzi in cui l'autrice, essa stessa medico-legale con la passione per la scrittura e per la narrativa, riversa un po' della propria vita e della propria esperienza vissuta realmente negli istituti universitari di medicina-legale.
In quest'ultimo lavoro, la scrittrice ci presenta la dottoressa Allevi incaricata dal Pubblico Ministero di effettuare delle perizie su casi che all'apparenza sembrano in tutto e per tutto morti naturali, ma che nascondono piccole anomalie.
La dottoressa ha il fiuto investigativo e non si accontenta delle spiegazioni più semplici. Approfondisce le indagini medico-legali anche rischiando di "pestare i piedi" a colleghi molto più affermati di lei, ma con la convinzione che ciò che conta sia far emergere la verità. Perché il mestiere del medico-legale è dare agli inquirenti e al giudice la rappresentazione più veritiera possibile dei fatti.
Ecco quindi che la dottoressa Allevi si immerge nel caso che riguarda la morte di una insegnante di danza, a suo tempo ballerina di prim'ordine, e a fianco dell'ispettore Calligaris ne scandaglia la vita, i rapporti personali con l'ex marito, con la figlia, con le allieve della sua scuola di danza.
Ne emerge un quadro dai forti contrasti, dissimulati sotto il velo della rispettabilità, che in realtà nasconde venature di odio e di rancore fortissimi.
Buon romanzo giallo, di piacevole lettura e arricchito da uno stile di scrittura davvero gradevole ed azzeccato, che rende molto scorrevole il testo, senza momenti di stanca.
Anzi, molto spesso si trovano spunti divertenti, soprattutto quando la protagonista affronta, con ironia a volte amara e a volte leggera, le difficili dinamiche che ogni giovane medico si trova ad affrontare nell'ambiente universitario, così fortemente ad impronta baronale e nel quale i giovani faticano parecchio a ritagliarsi uno spazio di sopravvivenza.


  Autore Alessia Gazzola


  Editore Longanesi

07 luglio 2018

Primo venne Caino

Secondo il libro della Genesi, Caino è stato il primo uomo ad avere tatuaggi. Una pratica, questa, considerata empia, proprio perché praticata dal primo assassino della storia, tanto che nel Levitico si legge: "non vi farete incisioni nella carne, né tatuaggi addosso, io sono il Signore".
Da questi precetti antidiluviani deriva la radicata avversione della tradizione ebraico-cristiana rispetto all'uso dei tatuaggi, tanto che nei secoli "marchiare" la pelle di un uomo era sinonimo d'infamia.
Fortunatamente le culture evolvono (anche se spesso con molta fatica) e al giorno d'oggi tale pratica è così accettata e diffusa che oramai avere la pelle immacolata vuol dire essere dei tipi controcorrente!
Partendo da questo spunto che può essere definito "antropologico", Mariano Sabatini costruisce un intenso e piacevole romanzo "noir" nel quale l'assassino seriale si compiace a scuoiare le sue vittime per arricchire la sua macabra collezione di lembi di pelle umana tatuati.
Le indagini sono difficili e il maggiore dei Carabinieri Walter Sgrò, titolare dell'inchiesta, chiede un aiuto "fuori dalle righe" a Leonardo Malinverno, giornalista dallo spiccato fiuto investigativo e dal grande intuito.
Prende così il via una indagine parallela a quella ufficiale, dove Leonardo si addentra in una realtà quanto mai scabrosa, in una Roma asfissiata dalla calura estiva, ma comunque abitata da tanta gente, alcuna davvero inquietante.
L'indagine condurrà Leonardo a portare alla luce bassezze e infamie, non solo dell'assassino, ma anche di persone considerate "normali", come lo stesso maggiore Sgrò e infine anche di sé stesso. Perché ogni discesa agli inferi dell'umana natura non può che lasciare un marchio indelebile anche in chi compie la discesa.
Un romanzo con un ottimo intreccio narrativo, avvincente ed intrigante, nel quale sia i protagonisti che i personaggi di contorno sono abilmente tratteggiati, tanto da renderne perfettamente intuibile il profilo psicologico.
Una lettura a volte cruda, come si conviene ad un "noir", ma che colpisce e non stanca mai.


  Autore Mariano Sabatini


  Editore Salani

23 giugno 2018

La vita finora

Marco Laurenti è un trentacinquenne professore di italiano delle medie che ottiene un incarico di insegnamento in un piccolo paese, nascosto nelle montagne lombarde.
Il paese è immerso in una natura rude e prepotente e gli abitanti sembrano altrettanto duri e difficili, ma Marco spera di lenire, in questo ambiente così diverso dalla sua Milano, le sofferenze e i dolori di una vita familiare senza orizzonti.
Ma se coi paesani avrà difficoltà a costruire un dialogo, ancor più difficile sarà il suo lavoro in classe, davanti ad una quindicina di ragazzi e ragazze, una parte dei quali riuniti in una "cerchia" ristretta a capo della quale vi è Rudi, un ragazzo pluri-ripetente che grazie alla sua innegabile intelligenza ma anche al suo tenebroso carisma, è di fatto il leader del gruppo.
All'inizio Marco ritiene che il comportamento di Rudi rientri in una normale dinamica adolescenziale tutto sommato innocua, ma ben presto si rende conto che c'è di più e c'è di peggio.
In realtà Rudi è un manipolatore, sia degli adulti che soprattutto dei suoi coetanei e non prova alcun disagio morale nel plagiare gli altri, soprattutto le ragazzine, fino a renderle sue schiave con atti di bullismo e cyber-bullismo per affermare la sua glaciale supremazia e il suo lucido dominio.
Di fronte a Rudi, così giovane, bello e terribile, perfino un criminale della guerra del Kossovo, rifugiatosi in quel paesino per fuggire dai fantasmi del suo passato, appare un personaggio più doloroso che cattivo.
Sembra quasi di assistere alla metamorfosi del Male: dagli scenari di guerra dove ogni abominio è stato perpetrato, agli scenari urbani in cui anche senza spargimento di sangue si perpetra una violenza altrettanto brutale e devastante.
Un romanzo che fa riflettere sul mutamento antropologico delle giovani generazioni: la pervasività tecnologica, l'uso sconsiderato dei social media rischiano seriamente di causare nei ragazzi una deriva di "anestesia morale" nella quale non avvertono più il lato oscuro delle cose e più diventano "social" più si dimostrano sociopatici, incapaci di ogni affettività e di ogni vera umanità.
Un romanzo, quindi, da leggere, soprattutto per chi svolge il difficile mestiere del genitore.



  Autore Raul Montanari


  Editore Baldini e Castoldi

09 giugno 2018

So tutto di te

Zoe, una tranquilla quarantenne londinese, mentre va al lavoro seduta in metropolitana sfoglia piuttosto distrattamente un quotidiano free press per ingannare il tempo, quando d'improvviso si imbatte nella pagina degli annunci personali, dove compare una sua foto con indicato un misterioso sito internet.
Ovviamente rimane più che stupita: è davvero lei in quella foto o è una sua impressione? E se è lei, che diavolo ci fa su quel giornale?
Pochi giorni dopo sullo stesso giornale compare la foto di un'altra donna, sempre accompagnata da quel criptico sito internet. Ma poi Zoe scopre che questa donna è stata brutalmente uccisa.
Ecco quindi che inizia a preoccuparsi seriamente e si rivolge alla polizia, dove incontra l'agente Swift, una detective in cerca di riscatto, che prende molto seriamente la segnalazione e ottiene la possibilità di seguire il caso.
Si comincia quindi a scoprire che quelle foto pubblicate sono scatti "rubati" dai profili social delle donne e il misterioso sito che viene indicato in didascalia, raggiungibile solo tramite password, in realtà nasconde un vero e proprio profilo delle abitudini della donna fotografata: a che ora esce di casa la mattina, che strada fa, quale linea della metropolitana prende, in quale vagone è solita sedersi, dove lavora... Insomma tutta una serie di informazioni che non possono che provenire da qualcuno che, peggio di uno stalker, pedina le sue vittime e mette a disposizione per denaro, a persone senza scrupoli, tutta una serie di informazioni che espongono le vittime ad ogni immaginabile rischio.
Non si tratta solo di violazione della privacy. La cosa è molto più sinistra.
Ottimo romanzo ricco di suspence scritto da una autrice che ha nel suo curriculum un passato da poliziotta e quindi una conoscenza molto approfondita del modo di agire degli psicopatici. Questo fa sì che la narrazione sia davvero realistica e credibile, sostenuta da una continua carica di tensione emotiva che non si abbassa mai e che rende magnetico ogni capitolo del romanzo, fino all'epilogo, fortemente scioccante.
Un romanzo quindi che merita di esser letto per la sua trama nient'affatto banale, per lo stile di scrittura avvincente e coinvolgente e perché è in grado di lasciare nel lettore un'ombra di inquietudine nemmeno troppo sottile che tarda a svanire...


  Autore Clare Mackintosh


  Editore De Agostini

26 maggio 2018

L'enigma di Einstein

Un misterioso manoscritto redatto addirittura da Albert Einstein, per vie oscure è nelle mani del Ministero della Scienza della Repubblica Islamica dell'Iran. Sembra che tale manoscritto contenga appunti particolarmente importanti che il grande scienziato avrebbe scritto poco prima della sua morte, circa la fabbricazione di un ordigno nucleare ben più potente di quello del "Progetto Manhattan".
Che questo sia il contenuto, però, è alquanto incerto perché Einstein ha scritto i suoi appunti usando un complicato metodo di cifratura in modo da rendere incomprensibile il suo contenuto ai profani. Ma a Teheran sono convinti che il contenuto sia davvero "esplosivo" e sono determinati a decifrarlo.
La notizia, com'è naturale, arriva agli orecchi della CIA che quindi si attiva immediatamente per entrare in possesso del manoscritto. Che i rapporti fra USA e Iran siano tesi è notorio e questo libretto di Einstein rischia di farli definitivamente deflagrare.
In questo difficile scenario si trova coinvolto Thomas Noronha, un cripto-analista, esperto di cifratura e di decodifica di messaggi in codice, che viene assoldato dal Governo Iraniano per svelare il contenuto del manoscritto e, allo stesso tempo, costretto dalla CIA a fare il doppio gioco.
Thomas si troverà quindi in una situazione molto complicata in cui, oltre alla difficoltà di svelare il mistero di un manoscritto che non gli è permesso neppure leggere, dovrà subire sulla propria pelle le opposte tensioni fra iraniani e americani.
Alla fine di una rocambolesca avventura, Thomas riuscirà a venire a capo del mistero, ma solo per svelare una verità enormemente più "esplosiva" di quanto si sarebbe immaginato.
Piacevole mistery-thriller scritto da un autore che riesce ad abbinare alla trama romanzata una buona dose di verità scientifiche nel campo della fisica e della cosmologia. Le teorie della relatività, la meccanica quantistica, i teoremi di incompletezza, il principio di indeterminazione compaiono ampiamente nel racconto e sono queste leggi scientifiche a stare alla base dell'avventura e a suggerire la "rivelazione" finale.
Un libro che rappresenta un buon passatempo, allo stesso tempo utile per prendere o ri-prendere familiarità con acquisizioni scientifiche fondamentali.



  Autore José Rodrigues Dos Santos


  Editore Newton Compton

12 maggio 2018

L'alienista

Quando sulla piattaforma Netflix è comparsa la serie tv "L'Alienista", ispirata al romanzo di Caleb Carr, è stato naturale riprendere in mano il libro, originariamente pubblicato nel 1994 e adesso di nuovo offerto ai lettori da una nuova edizione di Newton Compton.
La storia è ambientata a New York nel 1896 e ha come protagonisti un medico "alienista" (che all'epoca significava "studioso delle malattie mentali") e un giornalista che lavorano per tracciare il profilo psicologico di un assassino che sta seminando morte e terrore in città.
Il dottor Kreizler appare, quindi, come un "profiler" ante-litteram che, con metodi scientifici innovativi, tenta di risalire all'identità dell'assassino partendo dalle tracce rinvenute sui luoghi dei delitti. Delitti quanto mai efferati e che spesso hanno come vittime persone e perfino bambini appartenenti alla schiera dei poveri e dei derelitti, quanto mai numerosa nella New York di quell'epoca.
Uno dei pregi del romanzo, infatti, è la meticolosa e precisa ricostruzione dell'ambiente in cui si muovono i protagonisti e la città viene raccontata per quello che in realtà era: un luogo dove i contrasti sociali ed economici erano fortissimi, si viveva in estrema povertà, la corruzione era imperante, spadroneggiavano per le strade le bande criminali e la violenza era all'ordine del giorno.
Una "fotografia" di New York di fine Ottocento molto inquietante e spesso scioccante, ma proprio per questo molto credibile.
E' quindi una vera e propria discesa agli inferi quella che compiono il dottor Kreizler e il reporter Moore, in un thriller molto ben strutturato, ricco di azione e di tensione drammatica che rende la lettura instancabile.


  Autore Caleb Carr


  Editore Newton Compton 

28 aprile 2018

La nemica

Alla fine del Settecento, pochi anni prima dello scoppio della Rivoluzione, un intrigo fece tremare la corte di Francia: il furto di un preziosissimo collier di diamanti, ad opera di una sedicente contessa, Jeanne de la Motte, che avrebbe ingannato, nelle sue trame, l'elemosiniere di Francia, il cardinale Rohan, e perfino la Regina Maria Antonietta, sua acerrima nemica.
Sì perché Jeanne de la Motte si diceva avesse nelle vene il sangue reale dei Valois e quindi l'asburgica Maria Antonietta, Regina non di stirpe francese, non poteva che essere la sua perfetta e implacabile rivale.
Da questo fatto storico, mai del tutto chiarito, prende le mosse il romanzo di Brunella Schisa, in cui le vicende sono narrate attraverso lo sguardo di un giovane giornalista, Marcel, che intende far luce su un intrigo così sensazionale, rimanendo allo stesso tempo affascinato ed impaurito dalla personalità conturbante e ambigua della bella Jeanne.
Viene così rappresentata una ricostruzione molto realistica della situazione in Francia alla vigilia della Rivoluzione: l'episodio scandaloso della sparizione del collier in definitiva è solo lo spunto per mettere a fuoco l'enorme crisi dell'Ancien Régime, oramai al collasso sia dal punto di vista economico e sociale, sia da quello morale.
La miseria della stragrande maggioranza della popolazione, la corruzione dei funzionari di corte, gli sprechi scandalosi per mantenere a Versailles una nobiltà ormai inutile e anzi dannosa, il Clero senza più nessuna etica, le ingiustizie infinite verso chiunque non abbia un qualche protettore, sono tutti aspetti ben presenti nella narrazione che riecheggiano di continuo, tanto da rendere il racconto molto simile ad una cronaca in "presa diretta".
Non mancano i ritratti molto ben delineati di alcuni dei più famosi protagonisti di quegli anni e di quelle vicende memorabili: oltre al Re Luigi XVI e a Maria Antonietta, scorrono le figure del generale La Fayette, del Ministro delle Finanze Necker, dell'aristocratico liberale Honoré de Mirabeau, del mago-truffatore Cagliostro, del camaleontico e sopraffino Talleyrand. Tutte figure a loro modo epiche che arricchiscono il romanzo con una profonda nota di verità storica.
Ecco quindi che attraverso un episodio emblematico, la truffa di un collier, si dispiegano le vicende che portarono alla fine di un mondo e alla nascita di un mondo nuovo, che vengono ripercorse in questo romanzo con preziosa precisione storica e convincente abilità narrativa.


  Autore Brunella Schisa


  Editore Neri Pozza