28 ottobre 2017

Commedia nera n. 1

Maria Antonietta e Antonio Maria sono moglie e marito che più speculari non si può.
A partire dai rispettivi nomi, anche le due personalità sono all'opposto: lei, commissario di polizia, molto volitiva, prorompente e iper-decisionista; lui introverso, esageratamente modesto e inevitabilmente sottomesso.
Lei donna di successo, a suo agio sul palcoscenico del mondo, anche grazie ai suoi modi poco ortodossi; lui uomo chiuso in sé stesso, intimorito dalla società in cui non si riconosce e succube della volontà di lei.
Questa coppia così male assortita è la protagonista di questo romanzo che è, allo stesso tempo, molto nero, ma molto divertente, in cui si mescolano sarcasmo e cinismo, per ottenere un risultato di alta godibilità di lettura.
Le frustrazioni infinite a cui la moglie più o meno consapevolmente lo sottopone, spingono Antonio Maria a cercare una via d'uscita da un ménage familiare insostenibile.
Tenta la fuga da casa con un ridicolo stratagemma, ma di fronte al fallimento dell'impresa, ripiega sull'omicidio domestico, nella speranza di eliminare la moglie. Ma anche questa volta il tentativo è destinato al fallimento. Perfino l'ultima radicale soluzione, quella del suicidio, pur di liberarsi dalle angherie della moglie, è destinata ad un esito tragicomico.
Sembra proprio di assistere alle imprese di Wilie Coyote alla caccia di Beep Beep: qualunque idea Antonio Maria si appresti a realizzare, fa ridere più che orripilare e il lettore non aspetterà altro che di scoprire in quale misterioso modo ogni nuovo tentativo di Antonio Maria-Coyote, per quanto minuziosamente architettato, farà inevitabilmente fiasco. Proprio come nel famoso cartone animato.
Ma i disegni del destino sono ancor più misteriosi dei cartoni animati o, per chi non crede nel destino,  le vie del caso sono imperscrutabili e l'esito della storia condurrà ad un finale inaspettato e a suo modo spiazzante.
Piacevole romanzo di Francesco Recami, scrittore fiorentino già noto per i suoi gialli conditi con un'alta percentuale di ironia, che con questo libro inizia un ciclo destinato ad appassionare gli amanti del genere.



  Autore Francesco Recami


  Editore Sellerio

14 ottobre 2017

Il caso Fitzgerald

Stavolta John Grisham, famosissimo autore di molti legal-thriller di successo, mette da parte le consuete ambientazioni nelle aule dei tribunali, e crea una storia diversa, dove alla base c'è sempre una indagine, ma con protagonista una giovane scrittrice alle prese con un libraio-antiquario molto misterioso.
Tutto parte dal furto dalla Princeton University di cinque manoscritti di Francis Scott Fitzgerald, autore di classici della letteratura mondiale del Novecento come "Il grande Gatsby" e "Tenera è la notte".
Com'è ovvio, si tratta di manoscritti preziosissimi, che valgono milioni di dollari, per cui si innesta subito una indagine per il recupero della refurtiva che viene segretamente ma efficacemente condotta da una società privata di investigazione per conto della compagnia assicurativa dell'Università.
Siccome l'indagine deve penetrare nel mondo misterioso e sfuggente dell'antiquariato librario, dove copie uniche di libri rarissimi spesso percorrono le vie del mercato nero, viene assoldata una giovane scrittrice in cerca di ispirazione, affinché svolga la funzione di "cavallo di Troia" per agire da infiltrata in un ambiente quanto mai oscuro.
E' lei, quindi, la protagonista del romanzo, che si trova a vivere un'esperienza impensata, a contatto con un fascinoso ma anche ambiguo libraio, molto noto  ed esperto nel circuito del commercio di opere rare. Alla luce del sole e forse anche al "buio".
L'esito della ricerca non è da anticipare. Si può solo dire che qualche lettore lo riterrà un "lieto fine", qualche altro invece lo reputerà una sconfitta.
Come ogni romanzo di Grisham, la lettura è molto piacevole, per via di una scrittura scorrevole e fluida che appassiona e non stanca mai.
Molto interessante la ricostruzione del mondo, ai più sconosciuto, del commercio di libri antichi, che ha sue proprie regole e che nasconde segreti e misteri non percepibili dai non addetti ai lavori.
L'autore rende bene questo mondo, per quanto in maniera romanzata, e lo rende fruibile al lettore con la sua consueta maestria di scrittore di largo successo.
 

  Autore John Grisham


  Editore Mondadori

30 settembre 2017

Sette brevi lezioni di fisica

Per chi ha interesse, o anche solo curiosità, per l'affascinante mondo della fisica moderna e non vuole addentrarsi in letture troppo complicate ed incomprensibili, ecco un breve saggio che può servire allo scopo.
Carlo Rovelli, brillante fisico italiano (che ovviamente lavora all'estero), ha scritto per l'inserto domenicale del Sole 24 Ore alcuni articoli, oggi raccolti in questo volumetto davvero agile e fruibile, ma allo stesso tempo capace di spiegare ai non addetti ai lavori i concetti fondamentali della fisica.
Dalla relatività di Einstein alla quantistica, dalla struttura dell'Universo al microcosmo delle particelle, in ottanta pagine l'autore condensa un sapere immensamente profondo e immensamente complesso, dandone un assaggio di rara chiarezza, così da aiutare a familiarizzare con concetti e teorie scientifiche di cui tutti hanno sentito parlare, ma di cui molti ancora non comprendono i contorni.
Spiegare al largo pubblico questi concetti è un'operazione meritoria: tutti dobbiamo essere consapevoli che la stupefacente evoluzione scientifica e tecnologica che oggi ci permette di usare il computer, lo smartphone, il navigatore e internet è nata all'inizio del '900 da una serie di folgoranti intuizioni partorite da menti così geniali da riscrivere la fisica e, di conseguenza, la nostra conoscenza dell'Universo.
Ma, allo stesso tempo, bisogna anche essere consapevoli che non c'è risposta a tutte le domande, che c'è ancora tantissimo da capire, anzi forse ancor di più di quando si sapeva poco o nulla.
Perché questa è l'ineffabilità della Natura: quando con grandiosi sforzi intellettuali riusciamo a penetrarne un segreto, ecco che d'improvviso molti altri misteri si affacciano, ancor più sorprendenti di quelli precedenti, in un continuo susseguirsi di scoperte e di dubbi che alimentano la nostra curiosità e il nostro inesauribile desiderio di conoscere.
Il volumetto termina con una riflessione, molto profonda ma non per questo meno chiara, sul nostro essere nel mondo, del ruolo della nostra coscienza e della nostra intelligenza e sul nostro essere parte di un Universo grandioso, ma per molti aspetti ancora molto misterioso.
Come del resto lo siamo anche noi esseri umani: creature grandiose, ma misteriose.


  Autore Carlo Rovelli


  Editore Adelphi

16 settembre 2017

La mia vita non proprio perfetta

Katie è una ventiseienne del Somerset che ha un sogno: abbandonare la campagna inglese, smetterla di fare la vita da "contadinotta" e andare lavorare a Londra in una importante azienda, per entrare a far parte del "cuore pulsante" della modernità.
Con caparbietà e molto spirito di sacrificio, ottiene un impiego in una grande agenzia di marketing e si trova a lavorare agli ordini di una "boss", Demeter, che rappresenta il suo ideale di perfezione: tacco dodici, abiti griffati, successo sul lavoro e vita sociale intensissima.
Katie è determinata a raggiungere il suo scopo e per farlo sopporta qualunque cosa: vive in una stanza in affitto nell'estrema periferia londinese; lesina su tutto, compreso il cibo, pur di far quadrare i conti; si dedica al lavoro con tutta l'intensità tipica degli stagisti.
Ma tutto il suo affannarsi non deve apparire: sul suo profilo Instagram, infatti, posta continuamente immagini patinate e idilliache e commenti euforici che fanno sembrare la sua vita meravigliosamente assestata.
Ma come ogni artificio, anche questo deve finire prima o poi: Katie si ritrova senza lavoro di punto in bianco ed è costretta a tornare da suo padre nel Somerset, al quale non ha nemmeno il coraggio di confessare il suo licenziamento.
Sembra un totale fallimento, la fine di tutti i suoi sogni. Ma proprio quando le pare di aver toccato il fondo, ecco che il mondo reale, quello imperfetto ma vero che è "offline", riemerge con tutta la sua potenza. E arriverà a stravolgere le vite di Katie e di Demeter che, messe di nuovo di fronte l'una all'altra, scopriranno di essere entrambe "non proprio così perfette" e per questo molto più autentiche di quanto volessero far credere.
Romanzo simpatico, vivace e brillante di Sophie Kinsella che, dopo la fortunatissima serie di "I love shopping", torna in libreria con un racconto in cui non lesina pungenti critiche al mondo artificiale dei social network, dietro i quali tanta gente cerca di apparire per ciò che in realtà non è.
Un garbato invito quindi a tornare ad una autenticità più vera, perché la realtà, anche se inevitabilmente imperfetta, è più genuina di qualsiasi piattaforma online.



  Autore Sophie Kinsella


  Editore Mondadori

02 settembre 2017

Divorziare con stile

La separazione e il divorzio oramai sono fenomeni sociali che non scandalizzano nessuno, ma ciò non rende questi eventi meno problematici sia dal punto di vista emotivo che sentimentale.
Il protagonista di questo pungente e divertente romanzo è l'avvocato Vincenzo Malinconico di Napoli, un professionista molto poco affermato, che vivacchia con cause spicciole (come quella del suo quasi-zio che ha picchiato il naso nella porta a vetri di una tabaccheria), e che condivide il "diciamo studio" arredato con mobili Ikea con un "diciamo commercialista" per dividere le spese.
La sua dote principale è il sarcasmo, a volte fine altre volte al vetriolo, frutto di una intelligenza acuta, che però non gli procura nessun benessere, perché spesso la spreca inutilmente. Come coloro che sono abilissimi nell'analizzare un problema, a coglierne chiaramente tutti gli aspetti, ma poi diventano incapaci di risolverlo.
Nella sua quotidiana attività di piccolo "cabotaggio" legale, fatta anche di incontri-scontri con colleghi e magistrati, del tutto inaspettatamente viene contattato dalla bella e facoltosa moglie dell'avvocato Ugo Maria Starace Tarallo (lui sì molto ben affermato) perché sia il suo difensore nella causa di separazione. Vincenzo non si spiega come mai la moglie di un così noto avvocato abbia scelto proprio lui, un legale semi-sconosciuto, quando avrebbe potuto permettersi qualunque altro collega ben più famoso per assisterla in una vertenza in cui ballano parecchi milioni.
Ma sarà proprio questa discrasia a dare sapore alla vicenda, che alla fine metterà in luce certi aspetti del carattere di Vincenzo, che egli stesso forse non sapeva nemmeno di possedere.
Romanzo molto simpatico, a tratti anche esilarante, come ad esempio quando racconta la cena degli ex-compagni di liceo (organizzata con il dannatissimo aiuto di Facebook, che Vincenzo non sopporta), in cui innumerevoli verità vengono a galla in maniera smaccatamente lampante.
Terzo romanzo di Diego De Silva con protagonista Vincenzo Malinconico. E, come i precedenti, una piacevolissima lettura.
 

  Autore Diego De Silva


  Editore Einaudi

19 agosto 2017

Il Giro d'Italia

Quest'anno il "Giro d'Italia" ha festeggiato la centesima edizione.
Da quella prima volta, nel 1909, quando un gruppo di giornalisti della "Gazzetta dello Sport" decise di organizzare (con molta approssimazione) una corsa ciclistica dalle tappe disumane, è passato più di un secolo, ma il fascino e della "Corsa Rosa" non ha fatto che aumentare, anche quando ha attraversato momenti bui e difficili per il ciclismo mondiale.
Merito di un insieme di cose.
Prima di tutto della bicicletta, che è sempre stato e rimane uno sport enormemente popolare, perché non c'è bambino al mondo che non ami la sua prima biciclettina come farebbe un adulto con una Maserati.
Merito del nostro Paese che con i suoi paesaggi meravigliosi, i suoi stupendi litorali, le sue campagne dolci e delicate, le sue montagne immense e ripidissime e le sue città piene di arte e di storia non può che affascinare chiunque lo percorra: sia in sella ad una bici, sia come spettatore.
E merito di campioni leggendari che in queste cento edizioni del "Giro" hanno scritto la storia sportiva del nostro Paese (e non solo quella sportiva): dalla supremazia assoluta di Binda (che gli organizzatori del "Giro" arrivarono a pagare purché non partecipasse alla corsa per manifesta superiorità), alla dualità Coppi-Bartali che ha segnato un'epoca e che resterà per sempre nell'immaginario collettivo di un'intera Nazione. Dalla incredibile bravura di Gimondi, costretto ad apparire come "eterno secondo" per aver avuto la sventura di incrociare le ruote con il "Cannibale" Merckx, all'antagonismo Moser-Saronni, abissalmente distanti sia sulla bici che fuori.
Per finire all'ultimo eroe del "Giro", quell'indimenticato Marco Pantani, capace di colpire al cuore milioni di appassionati con la sua sfolgorante potenza di scalatore, e poi consegnato al mito con la complicità di un destino drammatico e tragico.
Ma il "Giro" continua ad essere un appuntamento irrinunciabile per tutti coloro che amano lo sport fatto di passione, eroismo e resistenza alle avversità. E anche quando le oscure nebbie del doping hanno inquinato questo sport, rischiando di distruggerlo, il fascino della "Corsa Rosa" ha saputo avere la meglio, continuando ad appassionare ciclisti, spettatori, tifosi.
Parola di Colin O'Brien, giornalista e scrittore irlandese, innamorato pazzo del nostro Paese e del nostro "Giro d'Italia".
 

  Autore Colin O'Brien


  Editore Mondadori

05 agosto 2017

Bandiere rosse, Aquile nere

In questo bel romanzo "neorealista" l'autore racconta la storia dei componenti della famiglia Marinelli, una tipica famiglia milanese, durante i terribili anni della Seconda Guerra Mondiale.
Il contesto storico è quindi molto impegnativo: dall'entrata in guerra dell'Italia, fino alla guerra civile dopo l'8 settembre per arrivare alle estreme conseguenze della distruzione di una nazione.
I membri della famiglia Marinelli incarnano, ciascuno simbolicamente, le più diverse ideologie e visioni del mondo che in quegli anni emersero con prepotenza, in uno scontro reciproco tanto feroce quanto distruttivo: il fascismo, il comunismo, la borghesia, il cattolicesimo, la monarchia, la repubblica, la dittatura...
C'è il figlio cinico e freddo che, dopo aver vissuto il disastro di El-Alamein, torna in Italia mutilato nel corpo e indurito nell'animo, che si dedica a far soldi con iniziative illegali, in un mondo dove oramai più niente è legale.
C'è l'altro figlio che invece crede ciecamente nel fascismo (e dopo l'Armistizio ancor di più) ritenendolo con un atto di fede l'unica via per vivere degnamente e onorevolmente da italiano.
E c'è anche la figlia adottiva che invece combatte per la rivoluzione comunista prossima ventura ed è disposta a sacrificare anche i suoi affetti più cari per i principi di uguaglianza e giustizia sociale.
E se da un lato il padre è un borghese vecchio stampo, fedele al Regime più per dovere istituzionale e senso dell'onore che per convinzione, la madre è una devota cattolica che collabora con l'Arcivescovado in opere assistenziali quanto mai provvidenziali nei durissimi anni di guerra.
Insomma, dal racconto esce un ritratto concreto e credibile di un mondo familiare che, a causa degli opposti ideologismi e dell'apocalisse scatenata dalla guerra, ne esce quanto mai diviso, lacerato, ferito, a causa di un fenomeno storico, quello delle dittature e della guerra, che non ha risparmiato nessuno e che ha portato strazio e disperazione sia fisica che morale in milioni di persone.
Il libro non è un saggio storico, né ha pretese di approfondimento politico. Anzi, l'autore ci tiene a precisare che la sua è soltanto un'opera letteraria che, anche se basata su fatti ed eventi realmente accaduti, vuole solo raccontare un mondo e un'epoca. E in questo ci riesce benissimo, facendo apparire sia i protagonisti che gli eventi molto ben delineati e caratterizzati.
Un libro quindi che è utile leggere, soprattutto per chi quegli anni non li ha vissuti (fortunatamente) e che magari li ha percepiti solo dal racconto dei nonni. Perché a volte un romanzo storico insegna ai posteri molto più di mille dotti scritti accademici.
Proprio come i nonni.
 

  Autore Guido Cervo


  Editore Piemme