12 settembre 2026

Storie periodiche

Eva Munter è una divulgatrice scientifica , chimica per formazione, e pertanto in grado di raccontare fatti ed eventi dei nostri tempi alla luce della realtà scientifica, in modo rigoroso ma narrativamente accattivante, tanto da avere un ampio seguito di pubblico.

In questo libro dedica un capitolo per ogni elemento chimico della tavola periodica e racconta la sua storia: quando e da chi è stato scoperto, come si è giunti all'attuale nostra comprensione della materia, il tutto arricchito da numerosi aneddoti ed episodi curiosi che hanno contraddistinto il lavoro degli alchimisti e degli scienziati durante i secoli a caccia dei segreti più misteriosi della natura.

Tutti sanno che Marie Curie, la famosissima premio Nobel scopritrice del radio, venne uccisa proprio da quell'elemento che lei per prima aveva disvelato, ma pochi sanno che il disturbo mentale di cui era affetto Van Gogh era principalmente dovuto all'uso del cobalto che usava per ottenere quell'inimitabile tono di blu dei suoi dipinti, con il risultato di rendere capolavori immortali i suoi quadri, ma di intossicare letalmente il suo autore.

Perchè l'essere umano ha sempre avuto (e sempre avrà) la curiosità inestinguibile di capire il mondo, di scoprire come funziona e fino a dove si può arrivare. Lo dimostrano i grandi navigatori del Cinquecento così come i viaggi spaziali, l'ingegneria genetica e gli acceleratori di particelle, l'astrofisica e anche la chimica.

Per secoli, infatti, la manipolazione della materia è stata un'attività ai limiti della conoscenza: per ottenere l'oro dal piombo o per trasmutare i metalli come specchio della trasmutazione dell'animo umano da mortale a divino.

Un'attività che la Storia ha fatto evolvere in una attività scientificamente orientata, fino ai nostri giorni, dove molte domande hanno trovato risposta, ma dove tanti altri misteri restano ancora ignoti, per una ricerca che non avrà mai fine.

Autore: Eva Munter

Editore: Apogeo

05 settembre 2026

I ragazzi di sessant'anni

Il titolo di questo libro potrebbe far pensare ad un saggio sociologico e antropologico sulla vita e le abitudini delle persone appartenenti alla fascia di età dei sessantenni, nel contesto culturale, sociale, economico e politico attuale.

E in effetti, all'inizio della lettura, si trova sempre la locuzione "i ragazzi di sessant'anni" come una categorie di persone, delle quali, con ironia ma anche malinconia, si descrivono i tratti salienti, in cui si può ben riconoscere qualunque persona che navighi intorno a quell'età.

Poi, proseguendo la lettura, ci si rende conto che la locuzione "i ragazzi di sessant'anni" non è un nome comune che designa un genere, bensì il nome proprio del protagonista, che appunto ha quell'età e di cui non viene mai menzionato il nome. Questo fa sì che la scrittura proceda in terza persona plurale, dando un senso iniziale di disorientamento che poi si rivela una azzeccata trovata narrativa che contribuisce molto a rendere godibile la lettura.

Il racconto non può che incentrarsi sul modo di vedere gli altri e sé stessi dal proprio punto di vista di sessantenni: quanto fastidio per i "ragazzi di ottant'anni" che non la smettono mai di fare lavoretti in casa e in garage come se avessero chissà quale urgenza impellente! E quanto timore e quanta distanza con i "ragazzi di quattordici anni", la cui vitalità e incoscienza è talmente remota nel ricordo da essere oramai un miraggio.

E infine, quanta invidia e quanta ammirazione per le "ragazze di sessant'anni" che hanno tutto un altro passo e che interpretano la loro vita e la loro età in maniera così diversa da quella dei colleghi maschi.

Con uno stile narrativo fluido, contrassegnato da molti tratti ironici ma anche venato di malinconia, il racconto conduce il lettore a comprendere meglio il sentire intimo di un "ragazzo di sessant'anni" che per certe cose si sente ancora giovane ed efficiente, mentre in cuor suo si rende conto che sta guardando in faccia la propria fine.

Autore: Romolo Bugaro

Editore: Einaudi

29 agosto 2026

Il pensiero incoraggiante

Rick Dufer è un filosofo e divulgatore presente sia sui social con canali molto seguiti sia in teatro e in eventi pubblici con i quali racconta al pubblico l'utilità della filosofia come "sistema operativo" per far funzionare la mente umana.

Citando i pensieri di filosofi antichi e moderni, Rick analizza gli avvenimenti del mondo attuale, i grandi dibattiti etici, morali, politici che si intersecano nella nostra complicata società moderna, proponendo la possibilità, tramite l'analisi filosofica, di far luce sui fatti, sulle persone, sugli eventi.

Un'attività che potrebbe sembrare inutile in un mondo che va a tutta velocità verso i sistemi di intelligenza artificiale, dove l'algoritmo e la robotica stanno diventando una sorta di divinità laica, ma che proprio per questo è quanto mai necessaria e urgente, per ricordare agli esseri umani che non sono fatti di pattern matematici computabili meccanicamente ma di una profondità interiore e perfino spirituale che non può essere colta da nessuna tecnologia per quanto progredita.

In questo saggio Rick analizza l'opera di Tolkien, il famosissimo autore della saga del "Signore degli Anelli" con l'obiettivo di sfatare la credenza che si tratti di un'opera di "evasione" dalla realtà, ma al contrario di un lavoro letterario di sorprendente attualità.

Ecco quindi che il "pensiero incoraggiante" diventa un viaggio inatteso e luminoso ispirato dal creatore del Signore degli Anelli, per affrontare le sfide del presente con la forza dei valori, la serenità della consapevolezza e il coraggio di chi non teme la battaglia.

Dalla crisi climatica alla rivoluzione digitale, dal fascino oscuro del potere alla fame di verità, il libro attraversa i temi cruciali del nostro tempo filtrandoli attraverso la lente della Terra di Mezzo, restituendoli più vivi, più umani, più urgenti. Con una scrittura limpida e trascinante, l'autore conduce il lettore tra sentieri in cui filosofia, spiritualità e letteratura si incontrano, dimostrando come il mondo di Tolkien non sia letteratura di evasione, ma piuttosto una guida di orientamento: una bussola per i tempi confusi. Come quelli in cui si trova a vivere Frodo e in cui ci troviamo a vivere noi adesso.

Perché anche quando l'ombra di Mordor sembra calare su tutto, la speranza degli Hobbit resta una forza concreta e rivoluzionaria capace, ancora una volta, di salvare il mondo.

Autore: Rick Dufer

Editore: Bompiani

22 agosto 2026

I baffi

Emmanuel Carrère è uno dei più apprezzati scrittori francesi contemporanei, padrone di uno stile di scrittura raffinato ed eloquente e capace nei suoi lavori di trasmettere al lettore un universo di sentimenti e di riflessioni come raramente accade.

Questo è uno dei suoi primi romanzi in cui, partendo da un evento assolutamente trascurabile, costruisce la storia di un uomo portandola fino alle più estreme conseguenze.

Il protagonista, infatti, un giorno decide di radersi i baffi, che per decenni hanno contraddistinto la sua fisionomia. E' una idea estemporanea, solo per fare una sorpresa alla moglie e godersi la faccia sorpresa e stupita di lei al vederlo rasato e glabro. Del resto, le donne lo fanno di continuo, quando vanno dal parrucchiere e, senza nessun preavviso, tornano a casa con una acconciatura del tutto nuova. Fortuna che gli uomini si accorgono a malapena di queste piccole "rivoluzioni" delle loro compagne e, quando se ne accorgono, gli danno un peso assolutamente marginale. Ma le donne no, e chissà come resterà di stucco sua moglie appena lo vedrà!

Ma le cose non vanno come lui crede. La moglie, quando rincasa e lo vede, non si stupisce affatto, non nota niente di insolito, sostenendo che lui non ha mai avuto i baffi. Lui pensa a un bello scherzo di sua moglie, di cui apprezza la prontezza di spirito nel reagire a questa novità, ma quando gli dicono lo stesso i suoi amici che lo conoscono da anni e i suoi colleghi di lavoro, allora, un pericoloso dubbio comincia a insinuarsi nella sua mente: è vittima di un perfido scherzo, anzi di un vero e proprio complotto organizzato da sua moglie per prenderlo in giro, oppure hanno ragione loro, lui non ha mai avuto i baffi ed è lui ad essere assolutamente convinto di una cosa che in realtà non è mai stata vera?

Il pensiero lo tormenta giorno e notte per alcuni giorni: com'è possibile che la sua convinzione così granitica di aver sempre avuto i baffi si scontri con la convinzione delle persone che conosce, che dicono di avere la stessa certezza, ma contraria? Non riuscendo a trovare una conferma inoppugnabile né all'una né all'altra tesi, si convince che l'unica soluzione è fuggire il più lontano possibile, dove nessuno lo conosce e nessuno gli farà una narrazione diversa dal suo convincimento. L'alternativa è precipitare in una spirale di ossessione e di pazzia, perché non riuscire più a distinguere cosa è reale da cosa è immaginario è il sintomo più evidente della perdita della ragione.

Ma la fuga servirà? O sarà essa stessa l'immagine dell'inesorabile caduta nell'abisso della follia?

Un romanzo sorprendente, che partendo da un inizio divertente e leggero, piano piano ci trascina insieme al protagonista in una spirale di dubbi e di perdita di certezze vertiginosa che costringerà ogni lettore ad interrogarsi su cosa, nella propria vita, sia effettivamente reale e cosa invece sia solo frutto di immaginazione. Con un finale scioccante, che lascerà ogni lettore a bocca aperta.

Autore: Emmanuel Carrère

Editore: Adelphi

15 agosto 2026

Gli anni in bianco e nero

Nella provincia salentina degli anni Sessanta vive la famiglia Elia, composta da un padre messo comunale, una madre sarta e quattro figlie, due delle quali anch'esse avviate alla sartoria, mentre le due minori sono votate la prima alla letteratura mentre la più piccola, che è la voce narrante del romanzo, alla cinematografia.

Domenica detta Mimì, infatti, è affascinata dai film di Visconti e di De Sica che sbircia dalla cabina di proiezione del piccolo cinema di paese e il suo desiderio più grande è di diventare una regista, in grado di raccontare il mondo, la gente, la vita.

Una passione che naturalmente tiene segreta al padre, uomo all'antica, che tiene soggiogate le donne della sua famiglia, che "devono stare al loro posto", come in ogni famiglia patriarcale degli anni Sessanta in Italia.

Ma la Storia, quella con la esse maiuscola, va avanti e alla fine degli anni Sessanta i venti di rivoluzione, di femminismo e di libertà arrivano anche in Salento, con occupazioni nelle Università e nelle scuole, con manifestazioni operaie che Mimì sente l'urgenza di riprendere con la sua macchina da presa amatoriale, che filma solo in bianco e nero e senza sonoro, perchè più di ogni altra cosa sente forte la necessità di documentare gli eventi, inquadrare i volti, raccontare le loro storie.

Un grande affresco, quindi, della società italiana che vive il trapasso fra un'epoca tradizionalista e le spinte di rinnovamento che vengono vissute direttamente e in prima persona soprattutto dalle donne, protagoniste di una lotta per la loro dignità, la parità di diritti, compreso il diritto al lavoro e perfino il diritto al piacere sessuale. Tutti aneliti rivoluzionari che creano una frattura non rimarginabile col passato, ma che allo stesso tempo pongono le basi per un futuro diverso e tutto da scoprire.

Mimì si scoprirà la regista di un film che nessuno le ha chiesto di girare, ma che sarà in grado di raccontare bene la sua vita e quella degli altri per provare a cambiarla.

Perchè tutti hanno vissuto anni in bianco e nero, soprattutto le donne. Sperando un giorno che sarebbero diventati a colori.

Autore: Francesca Giannone

Editore: Nord

08 agosto 2026

Ti telefono stasera

Giò Coppola è un cinquantenne che di mestiere legge in tv le previsioni meteo. Un lavoro che da fuori sembra prestigioso e invidiabile, ma che lui vive con poco entusiasmo, consapevole di non fare niente di davvero importante, ma solo di raccontare bene e con bella presenza cose scritte da altri.

Anche la sua vita privata gli dà poco entusiasmo: il rapporto con la sua compagna si è deteriorato fino alla separazione e con "Veleno" (come lui chiama la sua ex) non c'è comunicazione, se non sporadica per le questioni che riguardano il figlio Duccio.

La sua vita, quindi, è connotata da un velo nemmeno troppo sottile di tristezza e di malinconia, in un'età in cui si comincia a tracciare il bilancio della propria vita e, se ci si rende conto di aver realizzato poco o nulla, non si può che soffrire per le occasioni sprecate, le opportunità mancate, gli errori fatti.

Ma un evento inaspettato arriva a sconvolgere la vita di Giò: Veleno deve trasferirsi in Australia per lavoro e quindi Duccio deve andare temporaneamente a vivere col padre. Il bimbo è un ragazzino molto educato e compito, ma anche molto sensibile e intelligente e all'inizio la convivenza col padre è problematica. Soprattutto perché Giò non è abituato a condividere con suo figlio tanto tempo e tutti gli spazi domestici, per cui fra i due i rapporti sono difficili e spesso rischiano di ferirsi inutilmente l'un l'altro.

Ma poi col tempo padre e figlio iniziano piano piano a comprendersi, ad accettarsi e a costruire fra loro un rapporto profondo e sincero, dove ciascuno impara molto dall'altro, soprattutto a dedicarsi all'altro, con generosità e spontaneità. Insomma, in una parola, imparano cosa vuol dire "amare".

Con una prosa fluida e contraddistinta spesso da una piacevole ironia, l'autore racconta le difficoltà e gli ostacoli che un padre single incontra nel gestire da solo un figlio, ma anche le immense soddisfazioni che può trovare, in modo anche inaspettato, quando smette di voler dare ordine al mondo e si lascia andare al sentimento più puro e più umano: quello di amare il proprio figlio sopra ogni cosa.

Un bel romanzo che rappresenta anche una sorta di manuale di educazione sentimentale per gli adulti, che non fa mai male rispolverare, in un'epoca dove tutto sembra virtuale e molto poco vi è di autentico nelle nostre vite.

Autore: Lorenzo Marone

Editore: Feltrinelli

01 agosto 2026

Il caffè dei tarocchi per i giorni felici

Shin Seryeon è una giovane donna che vive a Seul. Ha avuto una infanzia difficile, con una madre inaffidabile che passava da un uomo all'altro, senza un minimo di stabilità e costretta a fare da baby sitter ai suoi fratellini, figli di chissà quale padre.

Fino a che non decide di fuggire da quella casa e vivere la sua vita. Sola, in mezzo ad una città caotica, si impegna più che può per frequentare l'università di lettere, che riesce a completare con successo, ma che non le dà prospettive di lavoro accettabili.

Si ritrova quindi a vivere in un minuscolo appartamento trasandato, che ha il solo pregio di costare poco d'affitto, e arrotonda i suoi guadagni leggendo i tarocchi al tavolino di un bar di una barista che l'ha presa a ben volere.

I suoi clienti, uomini e donne, apprezzano la capacità di Seryeon di leggere, più che i tarocchi, la loro anima. Infatti Seryeon è una acuta osservatrice, un'abile conversatrice e tramite le carte, riesce ad intercettare i "nodi" che stringono l'anima dei suoi clienti, fornendo loro un modo per comprenderli e, se lo vorranno, per risolverli.

In uno di questi momenti conosce Yu Jinju, un ricco e famoso autore di webtoon, che rimane affascinato dalla sua capacità narrativa e le chiede di collaborare con lui per la sceneggiatura di nuovi fumetti online.

Nasce così un rapporto fra i due, prima di tipo professionale, ma che poi si evolve in qualcosa di più, fino a che Seryeon scoprirà che le vecchie ferite di una vita difficile possono guarire piano piano anche grazie ad attività apparentemente trascurabili come leggere i tarocchi al tavolino di un bar.

Perché le carte, a saperle leggere, raccontano una storia. E magari c'è la storia di ognuno di noi.

Autore: Moon Hye Joung

Editore: Newton Compton