31 dicembre 2022

Il rosmarino non capisce l'inverno

Matteo Bussola ha raggiunto il successo editoriale con il suo "Notti in bianco, baci a colazione" dove racconta con ironia e gentilezza la sua vita familiare, in compagnia della moglie e delle bimbe, dopo aver abbandonato la seriosa professione di architetto ed essersi dedicato anima e corpo alla sua vera passione: disegnatore di fumetti.

Stavolta il suo romanzo è più particolare. Narra per capitoli le storie di alcune donne, alle prese coi piccoli ma spesso grandi problemi che si trovano ad affrontare ogni giorno. Può sembrare strano che un uomo scriva racconti sulle donne, ma come l'autore stesso dice all'inizio del libro: «Ho deciso di scrivere di donne perché non sono una donna. Perché ho la sensazione di conoscerle sempre poco, anche se vivo con quattro di loro. E perché è piú utile scrivere di ciò che vuoi conoscere meglio, invece di ciò che credi di conoscere già».

Fatta questa doverosa premessa, ecco che il libro si dispiega in una serie di racconti: una donna sola che in tarda età scopre l'amore, una figlia che lotta per riuscire a perdonare sua madre, una ragazza che invece non vuole figli, perché non sopporterebbe il loro dolore. Una vedova che scrive al marito, una sedicenne che si innamora della sua amica del cuore. Un'anziana che confida alla badante un terribile segreto.

Frammenti di vita quotidiana, spesso molto vicini a noi ma spesso ignoti (o ignorati), che vengono affrontati con tutte le difficoltà, le fragilità e i dolori del caso, ma anche con resilienza, capacità di adattamento e infine con entusiasmo. Proprio come il rosmarino, che d'inverno sembra sia sul punto di morire, ma poi rifiorisce spontaneamente e contro ogni aspettativa in primavera.

Una lettura piacevole, anche stavolta elegante e gentile, che getta uno sguardo di scorcio ma profondo sul vastissimo universo femminile, aiutandoci ad averne sempre rispetto e considerazione.

Autore: Matteo Bussola

Editore: Einaudi

17 dicembre 2022

Fondocorsa

La "Mille Miglia" è stata una gara automobilistica che fra il 1927 e il 1957 ha avuto come protagonisti i migliori pilota dell'epoca, le case automobilistiche internazionali più prestigiose, riscuotendo un clamoroso successo di pubblico e di appassionati.

L'idea era davvero folle: percorrere circa 1.600 chilometri (appunto: mille miglia) da Brescia a Roma e ritorno, senza tappe, senza soste programmate, di giorno e di notte, e vince chi arriva prima. A differenza delle classiche gare sui circuiti di Formula 1, la Mille Miglia passava da città e paesini, da campagne e lungomari, monti e valli e questo ne fece la sua fortuna per l'entusiasmo che suscitò nel pubblico, ma anche la sua condanna. Infatti i bolidi lanciati su strade inadatte alla competizione troppo spesso piombavano fra le folle di spettatori assiepate ai margini delle carreggiate, con un numero impressionante di morti, tanto da abolirla quando ci si rese conto che i rischi erano inaccettabili.

Questo bel libro ripercorre l'edizione mitica del 1954, quella dedicata a Tazio Nuvolari da poco scomparso e a cui partecipò Alberto Ascari, campione del mondo di Formula 1 per due anni alla guida delle Ferrari, ma stavolta passato alla scuderia Lancia. Ascari non amava la Mille Miglia. La considerava (giustamente) troppo pericolosa ed estenuante. Ma il desiderio di sfidare sé stesso e tentare anche questa folle avventura fu troppo forte e alla fine partecipò e addirittura vinse una edizione passata alla storia.

Una vittoria inattesa perché segnata da un numero incredibile di contrattempi, ma leggendaria perché Ascari fisserà il record di velocità nell'ultimo tratto della corsa, quando da Firenze a Brescia fu costretto a guidare con il pedale dell'acceleratore tenuto insieme da un elastico... Con la sua Lancia D24 precedette la Ferrari 500 Mondial di Vittorio Marzotto e la Maserati A6 della coppia Musso-Zocca. Quando le scuderie italiane primeggiavano nel mondo....

Giorgio Terruzzi, apprezzato scrittore e giornalista, ci riporta a quest'epoca gloriosa, romantica e memorabile come solo le folli avventure sanno essere, restituendoci il ritratto di un uomo, Alberto Ascari, amatissimo e indimenticabile, che solo pochi mesi dopo questa incredibile impresa salì a correre nelle strade del Cielo. Forse, correndo questa epica Mille Miglia, già presagiva la sua fine...

Autore: Giorgio Terruzzi

Editore: Rizzoli

03 dicembre 2022

M. Gli ultimi giorni dell'Europa

Terzo romanzo di Antonio Scurati dedicato al ventennio fascista e al suo indiscusso protagonista: Mussolini.

Il periodo è fra i più drammatici del Novecento: il triennio 1938-40 che vede l'Italia e l'Europa intera sull'orlo dell'abisso di una nuova guerra totale.

Ancora una volta, come nelle due "puntate" precedenti, Scurati racconta questi anni terribili dal punto di vista del potere, ma anche dal punto di vista di persone che ruotano intorno al potere, ognuna delle quali animata da un proprio pensiero, che tuttavia non riesce a frenare la corsa folle verso la catastrofe.

Ecco quindi il racconto di Renzo Ravenna, fascista convinto ed ex podestà di Ferrara, che in quanto ebreo subisce le leggi razziali senza capacitarsi di come il fascismo possa indulgere in tale aberrazione. Ed ecco Ranuccio Bianchi Bandinelli, eminente archeologo, costretto a fare da guida a Hitler durante la visita a Roma. Ma quello che ancor più impressiona sono le testimonianze private di Galeazzo Ciano e di Italo Balbo, entrambi molto scettici sull'alleanza con la Germania di Hitler e nient'affatto convinti che questa rappresenti una cosa utile per l'Italia. Ma mentre il primo è obnubilato dalla sua superbia, figlia di un carattere debole e opportunista, il secondo, intelligente e acuto, capisce benissimo che quello con Hitler è un abbraccio mortale che precipiterà l'Italia nella catastrofe e, quel che è peggio (ai suoi occhi), segnerà la fine del Fascismo.

Insomma, mentre in Germania l'appiattimento al delirio di Hitler coinvolge tutta la nazione, in Italia sembra che tutti intorno a Mussolini si rendano conto che l'alleanza italo-tedesca rende subalterna l'Italia alle folli mire espansionistiche e apocalittiche di Hitler, ma nessuno trova il modo e la maniera per prendere le distanze. Perfino Mussolini si rende conto del precipizio in cui sta gettando il Paese, ma preferisce ignorare ogni ragione e razionalità, sperando che ancora una volta la Dea Fortuna lo assista.

Un ritratto ancora una volta spietato e cristallino, scritto magistralmente, che mette in luce il male assoluto della dittatura: un uomo solo che decide il destino di milioni di persone, senza nessuno che abbia il potere e l'autorità per farlo ragionare. Un implicito atto di accusa anche verso chi forse avrebbe potuto farlo (il Re e il Papa), ma che non hanno voluto. Un invito infine a tutti noi a rileggere la nostra Storia recente, riflettendo su come sia drammaticamente facile scivolare verso derive autoritarie e totalitarie che distruggono diritti, libertà e perfino la vita di popoli interi.

Autore: Antonio Scurati

Editore: Bompiani

19 novembre 2022

Il caso Alaska Sanders

Dopo il grande successo de "La verità sul caso Harry Quebert", dal quale è stata anche tratta una serie tv con protagonista Patrick Dempsey e diretta dal premio César Jean-Jacques Annaud, questo romanzo ne rappresenta la naturale continuazione.

Infatti, poco dopo gli eventi narrati nel precedente romanzo, ecco che Marcus Goldman si trova coinvolto in un'altra indagine: l'omicidio di una giovane ragazza, Alaska Sanders, brutalmente uccisa in riva ad un lago nei pressi di Mount Pleasant nel News Hampshire.

In realtà il caso è chiuso da più di dieci anni: l'assassino ha confessato e si trova in prigione con la condanna all'ergastolo. Ma, come recita l'incipit del libro, un caso non è mai chiuso del tutto. A volte ci sono particolari che stonano, piccoli frammenti di incongruenze che nella mente di chi è abituato ad investigare, come il sergente Perry Gahalowood, lavorano come tarli, senza dar pace né tregua, fino a che non si sia risolta ogni più piccola ambiguità e tutto non sia portato alla luce.

Ecco quindi che, anche contro le direttive del capo della Polizia locale che non capisce perché si debba riprendere in mano un caso chiuso, il sergente e Marcus iniziano una indagine "informale" per cercare di scoprire la verità fino in fondo. Non senza dimenticare la soluzione di un altro mistero: la scomparsa di Harry Quebert che da circa un anno non dà più notizie di sé e di cui si sono perse le tracce.

Insomma, ci sono tutti gli ingredienti per un nuovo romanzo giallo di fattura magistrale, come siamo abituati da un autore come Joel Dicker, raccontato anche stavolta in prima persona, dandoci così l'esperienza di una immersione totale nella storia.

Una lettura da non perdere per gli amanti del genere.

Autore: Joel Dicker

Editore: La nave di Teseo

05 novembre 2022

Come vento cucito alla terra

La Storia è fatta anche di fatti poco noti, ma nella loro essenza fondamentali per gli sviluppi che hanno comportato. In questo romanzo, l'autrice si basa su due di questi momenti storicamente documentati: l'apertura durante la Prima Guerra Mondiale di un ospedale militare a Londra interamente gestito da donne-medico e i paramenti sacri della cattedrale londinese di Saint Paul per la celebrazione della fine della guerra interamente ricamati da soldati mutilati e invalidi di guerra.

Siamo in un'epoca in cui le differenze di ruolo e di status fra uomo e donna sono nettissime e le lotte per l'emancipazione della condizione femminile, anche nella progredita Inghilterra, sono duramente avversate dai detentori del potere, tutti ovviamente uomini. La protagonista è Cate, una donna italo-inglese, che ha studiato medicina, si è specializzata in ginecologia ma che, con lo scoppio della guerra, si getta nell'impresa folle e rivoluzionaria di far parte di un ospedale gestito da donne-medico, dove pratica anche chirurgia d'urgenza.

Il loro lavoro non è visto di buon occhio dai sussiegosi e arroganti lord d'Inghilterra e l'ospedale è costretto a subire continue ispezioni e controlli in cerca di ogni minimo pretesto per farlo chiudere. E anche gli stessi soldati lì ricoverati sono molto restii ad affidarsi alle cure delle donne. Va bene le infermiere, ma le donne chirurgo proprio non si erano mai viste! Ma la tenacia, la determinazione, la convinzione delle dottoresse, sostenute da tutto il movimento delle suffragette, permette loro di andare avanti, di conquistarsi la fiducia dei pazienti e alla fine l'ammirazione della stessa Casa Reale.

In questo contesto, nasce anche l'idea, anch'essa rivoluzionaria, di trovare un'occupazione ai tanti soldati mutilati e invalidi che, una volta congedati, non hanno prospettive di lavoro e rischiano l'emarginazione sociale. Il ricamo sarà la soluzione: un'attività che i benpensanti reputano esclusivamente appannaggio delle donne e indegna di un uomo, ma che di fatto costituisce un modo per uomini senza futuro di trovare una strada per creare qualcosa di bello, di utile e di prezioso, che nobilita e riscatta coloro che vi si dedicano. Ecco che la cerimonia per la fine della guerra nella cattedrale di Saint Paul sarà celebrata con l'utilizzo di splendidi paramenti frutto del lavoro esclusivamente maschile.

Con la capacità che le è propria, Ilaria Tuti intreccia questi fatti storicamente documentati con un racconto altamente credibile, che racconta senza vergogna e senza remore l'orrore della guerra, le sue atrocità, le sue ferite devastanti nel corpo e nell'anima di tante persone, e al tempo stesso la volontà di riscatto, di riconquista della vita e di speranza per garantire alle generazioni venture un futuro migliore.

Autore: Ilaria Tuti

Editore: Longanesi

22 ottobre 2022

Non tutto è perduto

Siamo nell'aprile del 1970 e il commissario Franco Bordelli è appena andato in pensione. Finalmente, arrivato a sessant'anni, può fare ciò che vuole: alzarsi all'ora che preferisce, mangiare quando ha fame, dormire quando ha sonno, senza rendere conto a nessuno. E poi passeggiare nella "sua" campagna del contado fiorentino fra Pozzolatico e l'Impruneta in compagnia del suo fido cane Blisk, leggere davanti al fuoco del camino, star dietro all'orto e alla casa come meglio crede.

Un'esistenza magnifica, se non che, come ripete a tutti e prima di tutto a sé stesso, "sbirri si rimane tutta la vita" e l'oramai ex-commissario sente prepotente dentro di sé il desiderio dell'indagine, l'istinto inestinguibile dell'inquirente e quell'abitudine di pensiero a risolvere misteri, che lo ha sempre contraddistinto e che, con la pensione, non è certo sparita.

Ecco allora che gli viene in mente di riprendere in mano, ovviamente in forma del tutto "non ufficiale", il caso di un omicidio del 1947 che a suo tempo, da giovane poliziotto, non ebbe tempo di risolvere perché il caso fu velocemente archiviato per motivi politici. Naturalmente non può farlo senza un aiuto in Questura e il suo ex-braccio destro, ora vice commissario, gli propone un patto: lo aiuterà a riprendere in mano il fascicolo del 1947 purché Bordelli lo aiuti (sempre ovviamente in forma del tutto "non ufficiale") con due casi attuali: l'omicidio di un prete a Mercatale e un caso di pedofilia a Campo di Marte.

E' l'occasione per l'ex-commissario di continuare a fare ciò che gli è sempre riuscito meglio: indagare e risolvere enigmi. La sua vita da pensionato, quindi, inizia con un piede in pensione e un piede al lavoro, continuando ad usare (del tutto illegalmente) il tesserino della Polizia, che avrebbe dovuto riconsegnare all'atto del pensionamento.

E soprattutto, pensione o no, prosegue le sane abitudini di sempre, come ad esempio la periodica cena fra amici nel suo bel casolare, a mangiare roba buona, bere del buon vino dei Balzini di Barberino Val d'Elsa e a raccontarsi storie e avventure davanti al fuoco scoppiettante del camino.

Un nuovo scorcio della vita del commissario Bordelli, protagonista oramai storico dei gialli di Marco Vichi, che i lettori hanno da tempo imparato ad amare.

Autore: Marco Vichi

Editore: Guanda


08 ottobre 2022

L'Eneide di Didone

L'Eneide è uno di quei capolavori della letteratura universale che, insieme all'Iliade e all'Odissea, costituisce il fondamento della cultura occidentale.

Il racconto epico di Enea che fugge da Troia in fiamme, viaggia per il Mediterraneo fino ad approdare nel Lazio dove si stabilisce con il figlio Julo-Ascanio da cui deriverà la progenie che fonderà Roma, è un mito che valica i secoli proprio perché attinge ai valori, ai sentimenti, agli impulsi e ai desideri più profondi del genere umano di ogni cultura e di ogni epoca. E quindi è un mito senza tempo che riverbera nei millenni la sua parola sempre capace di dire qualcosa ad ogni lettore.

L'unico problema (se così si può dire) è che questi miti ancestrali sono tutti incentrati su protagonisti maschili che, nel bene e nel male, dominano la scena. Le donne, comprese le Dee dell'Olimpo, hanno un ruolo certamente importante ma secondario rispetto agli uomini. Elena è il "casus belli" della guerra di Troia, ma tutta l'epica della guerra non la vede mai protagonista. Penelope tesse la tela nelle mura domestiche. E le stesse Dee, Giunone e Venere fra tutte, sono sempre prese in litigiose contese fra loro, tanto da sembrare a volte delle bimbette bizzose.

Addirittura nell'Eneide la regina di Cartagine Didone si innamora di Enea e quando lui la lascia per adempiere il suo destino fatale (arrivare in Italia) lei si toglie la vita per il dolore dell'abbandono, dimostrando ancora una volta la subalternità del genere femminile rispetto a quello maschile.

Ma siccome il mito è per sua natura soggetto a mutazioni e variazioni sul tema, sempre flessibile per essere sempre attuale, Marilù Oliva rovescia la prospettiva maschio-centrica e immagina il racconto epico facendo delle donne le vere protagoniste, nient'affatto ancillari rispetto agli uomini, ma anzi intelligenti, capaci e scaltre tanto da essere loro a forgiare i destini della storia.

Come aveva fatto nel precedente romanzo sull'Odissea, raccontata da Penelope e dalle altre donne incontrate da Ulisse, in questo libro la protagonista è Didone che dopo l'incontro con Enea, decide di cavalcare la storia, di indossare nuovamente l'abito della fondatrice di città (come aveva fatto con Cartagine in quanto esule dalla Fenicia) e di dare un nuovo senso e una nuova visione al mondo.

Un romanzo, quindi, che contiene una evidente vena di femminismo, ma svolto con filologico rispetto e senza snaturamenti, tanto da renderlo molto piacevole. Naturalmente per le lettrici, ma anche per i lettori senza preconcetti.

Autore: Marilù Oliva

Editore: Solferino

24 settembre 2022

Libri pericolosi

La censura è una forma di controllo del pensiero e della circolazione delle idee che si attua cancellando e sopprimendo testi o scritti considerati pericolosi oppure falsificando e alterando l'originale con versioni "accettabili".

Tutti sappiamo che il meccanismo della censura è ben presente anche ai giorni nostri e non solo nei regimi notoriamente totalitari ma anche nelle nostre democrazie, dove le lobby di potere (politiche, economiche o culturali) spesso esercitano pressioni molto forti su ciò che viene detto, scritto e letto.

Questo saggio di Giorgio Caravale ripercorre la storia della censura dalle sue origini. E precisamente da quando Gutemberg inventa la stampa. Infatti fino a quel momento i manoscritti avevano una circolazione molto limitata e sempre all'interno di élite intellettuali molto ristrette (i monasteri, le corti principesche o le università) e quindi il controllo del pensiero da parte dei potenti (Chiesa e Principi) era molto facile.

Ma con la stampa cambia tutto: i libri diventano economici, stampabili in centinaia di copie e quindi alla portata di tutti. Ecco perché la Controriforma interviene pesantemente sulla questione e istituisce la "Congregazione dell'Indice dei Libri proibiti", con lo scopo di elencare metodicamente tutte le opere ritenute contrarie alla religione cattolica e quindi da eliminare. Ai nostri occhi sembra un'operazione assurda, come se con piccoli sassolini si volesse arginare il mare. Ma all'epoca venne condotta con metodo si direbbe scientifico, con l'appoggio dei Principi locali (anch'essi ovviamente contrari al fatto che la gente leggesse i libri) e per secoli riuscì a condizionare pesantemente lo sviluppo culturale di popoli interi, primo fra tutti il nostro. Ovviamente si tentò di aggirare i divieti e autori, editori e lettori si ingegnarono per sfuggire alla censura, che però affinava continuamente le sue "armi", in un incessante "guerra" che con alterne fortune durerà fino al 1917, quando Papa Benedetto XV sopprimerà la Congregazione (non eliminando però le sue funzioni, trasferite al Sant'Uffizio...).

Insomma, una storia che merita di essere approfondita e questo libro ne dà ampiamente la possibilità. E serve anche a farci riflettere sulla libertà di pensiero e di stampa e di quanto sia importante difenderle come presidi insostituibili di libertà civile e sociale perché la censura, la manipolazione e la falsificazione sono sempre presenti, anche ai nostri giorni e anche nei mezzi di informazione più evoluti. Sta a noi prenderne coscienza e avere gli strumenti intellettuali adatti per non rimanerne imprigionati.

Autore: Giorgio Caravale

Editore: Laterza

10 settembre 2022

Mia sorella è una foca monaca

L'età adolescenziale, quella immediatamente precedente i fatidici 18 anni, è sempre un periodo complicato per i giovani, che attraversano il "guado" fra l'innocenza dell'infanzia e la prospettiva di una adulta maturità tutta da verificare.

Se a questo si aggiunge una situazione familiare non idilliaca, con una madre scappata di casa con l'amante più giovane, un padre troppo incline all'alcol e una sorella più piccola grigiamente devota e pia, ecco che il quadretto che si trova a vivere il protagonista di questo romanzo ha tutti gli ingredienti per creare una miscela esplosiva.

In verità l'esplosività è tutta nella mente del ragazzo, che tratta gli altri con arroganza e supponenza, convinto di essere un "duro", a cui "non la si fa" e che è sempre pronto a sfidare tutto e tutti per affermare la propria superiore personalità. In realtà, non è altro che un ragazzo fragile e confuso, pieno di contraddizioni, diviso fra amore e odio per tutto e per tutti, sovente "perdente" nella giungla della vita, anche se lui si compiace di farsi una narrazione quasi eroica.

Un "giovane Holden" dei giorni nostri, com'è stato definito dalla critica letteraria, che vive nella periferia di Torino degli anni Ottanta, imbevuto degli slogan opportunistici e arrivistici tipici di quegli anni, intenzionato ad affermarsi nel mondo, quando in realtà è solo alla ricerca del proprio posto in una famiglia e in una società in cui ha grosse difficoltà a sentirsi a suo agio e a trovare un senso.

Lo stile narrativo è brillante, adeguato al contesto e in diversi tratti addirittura comico soprattutto quando il protagonista, di fronte ai rovesci che subisce (ad esempio quando le prende da uno bulletto di quartiere), li racconta come se fosse lui ad aver avuto la meglio.

Sarà un incontro con una ragazza più grande di lui (e naturalmente più matura) e un episodio che accade al padre a fargli fare finalmente lo scatto definitivo: quello che segna la fine dell'età dell'incoscienza e l'inizio dell'età adulta. Pronto, finalmente, ad affrontare la vita con animo nuovo.

Autore: Christian Frascella

Editore: Fazi

27 agosto 2022

Storia delle terre e dei luoghi leggendari

L'eredità culturale che ci ha lasciato Umbero Eco, sia coi suoi saggi che con i suoi romanzi, è sempre preziosa e in ogni tempo offre spunti di approfondimento, di meraviglia e, non ultimo, di insegnamento.

Un esempio è il famoso saggio sulle terre e i luoghi leggendari, dove l'autore ripercorre l'anelito dell'essere umano verso paesi e territori immaginari o mitici, alla ricerca di un "Altrove" diverso dal mondo quotidiano e capace di assicurare felicità e gioie infinite.

Le mitologie di tutte le culture umane, infatti, parlano di luoghi remoti e favolosi, dove l'uomo potrebbe vivere in perpetua felicità circondato da immense ricchezze, senza l'oppressione delle miserie umane, affrancato dai bisogni e della caducità tipiche della nostra condizione umana. L'esempio più noto è il giardino dell'Eden, il Paradiso perduto, dove l'uomo viveva in una condizione semi-divina, da tempo immemorabile perduta. Ebbene, tale mito non è rimasto confinato nell'immaginario collettivo ma ha anche alimentato studi e ricerche per il suo ritrovamento. Ricerche per lo più estemporanee ad opera di personaggi bizzarri, ma anche studi approfonditi e animati da un reale desiderio di conoscenza e di scoperta.

A partire dall'Eden, sono moltissimi i luoghi leggendari nella storia umana che Umberto Eco ripercorre in questo libro. Luoghi mai esistiti ma che hanno da sempre alimentato spedizioni e ricerche, come il continente di Atlantide, la città sotterranea di Agharta, il regno del Prete Gianni, l'Eldorado, Avalon, l'Isola di Thule, Shangri-La, ecc. A fianco di questi luoghi, frutto della narrazione mitologica ed epica dell'umanità, che li considerava reali anche se introvabili, ve ne sono altri che tutti sanno essere frutto di invenzione (e quindi inesistenti), ma che allo stesso modo sono entrati nell'immaginario collettivo, con una infinita schiera di seguaci e di devoti. Basti pensare all'appartamento di Sherlock Holmes in Baker Street a Londra, le isole visitate da Gulliver o il tempio dei Thugs di Salgari.

In ogni caso questi luoghi leggendari hanno prodotto due risultati entrambi ammirevoli: da un lato la produzione di numerose e meravigliose opere d'arte ad essi ispirati, sia in pittura che in letteratura; dall'altro il desiderio di ricerca ha fatto sì che, andando a cercare i luoghi leggendari l'uomo ha finito per scoprire altre cose, fino a quel momento sconosciute ma assolutamente reali (e i viaggi di Colombo, di Vespucci e di Magellano ne sono la prova più lampante).

Rileggere, quindi, questo saggio ha la capacità di farci apprezzare l'infinita fantasia umana e le straordinarie conquiste che l'uomo può raggiungere se solo è animato da un'aspirazione davvero "fantastica". L'esplorazione dello spazio ne è l'esempio più attuale.

Autore: Umberto Eco

Editore: Bompiani

13 agosto 2022

Stazione Undici

A volte capita che la letteratura sappia anticipare i tempi, come se alcuni autori avessero la capacità di prevedere il futuro, facendo sì che ciò che nasce come "fantascienza" o pura invenzione di fantasia, a distanza di anni diventa realtà.

Gli esempi sono diversi (Jules Verne fra tutti) ma ovviamente non dipendono da doti di preveggenza, bensì dalla sensibilità e della capacità di osservazione che certi autori hanno e che permette loro di intravedere, nelle pieghe dell'oggi, il prefigurarsi del domani. Dote che la maggior parte delle persone non ha, ma che alcuni scrittori particolarmente talentuosi posseggono.

La giovane Emily St. John Mandel in questo romanzo dimostra proprio questo talento. Il libro è stato scritto nel 2015, ma racconta una vicenda tremendamente attuale: il genere umano colpito da una micidiale pandemia mondiale. La particolarità sta nel fatto che questo scenario apocalittico, che vede la scomparsa del 90% dell'umanità, non viene raccontato con spirito catastrofico, come spesso succede quando si ambientano romanzi fra guerre, pestilenze o sconvolgimenti naturali, ma la quasi estinzione di massa resta sullo sfondo e viene invece raccontata la vita dei superstiti, il loro modo di affrontare un contesto totalmente nuovo e la loro intima difficoltà a dare un senso al "prima" e al "dopo" dell'evento fatale, per il quale nessuno era preparato.

Spicca il fatto che una piccola compagnia di persone, ex attori e musicisti nel mondo del "prima", viaggia incessantemente in territori oramai semi-abbandonati e abitati solo da piccoli nuclei di umani superstiti ridotti a vivere in stato semi-primitivo, per mettere in scena le tragedie di Shakespeare, per preservare nella gente (oramai preoccupata solo di trovare mezzi di sussistenza), il ricordo di una cultura e di una eredità che merita di non andare perduta.

In un mondo devastato e primitivo (e primigenio), solo il patrimonio culturale contraddistingue il genere umano e lo rende diverso dagli animali. Se la compagnia "Orchestra Sinfonica Itinerante" riesca a mantenerlo vivo con il teatro e con la musica, al lettore il piacere di scoprirlo.

Autore: Emily St. John Mandel

Editore: Bompiani

30 luglio 2022

Come Roma insegna

Che la storia abbia sempre qualcosa da insegnarci è una verità che sembra didascalica, tanto è scontata. Ma proviamo a fermarci un attimo e a pensare seriamente se e cosa la storia, in particolare quella di Roma antica, può dire a noi, persone del XXI secolo. Ovviamente non si tratta di fare paragoni fra la storia di duemila anni fa e quella di oggi: si tratta di capire se il modo di affrontare il mondo e la vita che avevano gli antichi romani sia in qualche misura di insegnamento anche per noi oggi, a così tanti secoli di distanza.

Ebbene in questo agile libro di Valerio Massimo Manfredi (che non ha bisogno di presentazioni) scritto insieme a suo figlio Fabio Emiliano si affronta la questione da un punto di partenza ben preciso: tutti gli Imperi, nella storia umana, sono nati, cresciuti e poi caduti. Compreso ovviamente l'Impero Romano. Ma mentre gli altri hanno lasciato al massimo delle vestigia archeologiche, quello di Roma ha lasciato così tante cose, sia materiali che intellettuali, che forse non ci accorgiamo nemmeno di "usarle" ogni giorno.

Innanzitutto il diritto, che i Romani svilupparono ad un livello di tale scientifica raffinatezza che per millenni ha costituito la base dei rapporti giuridici di tutto l'Occidente e ancor oggi è il fondamento degli ordinamenti giuridici contemporanei. Per "diritto" significa aver chiari i diritti e i doveri degli individui e i rapporti con l'autorità dello Stato. Significa capire cos'è il "diritto di cittadinanza" e come si regolano i rapporti con gli altri popoli e le altre culture. Sapere come Roma risolse queste questioni, che sono per noi attualissime e fonte di continui contrasti, non può che aiutarci.

Ma gli esempi sono molti altri: le fognature e gli acquedotti, che strabiliano ancora oggi per la loro stupefacente efficienza, non erano altro che strumenti per tutelare la salute pubblica, mantenere l'igiene e prevenire le malattie. C'è qualcosa di più attuale per noi, alle prese con il Covid e il vaiolo delle scimmie?

E poi il valore della cultura (in primis quella Greca), della tolleranza rispetto a tutti gli Dei e rispetto a tutti gli usi e costumi, il valore della scienza e della tecnica, applicata alle infrastrutture pubbliche, l'uso sapiente del territorio perché sia fonte di sostentamento e non solo di risorse da depredare. Insomma tanti modi di intendere la vita dell'individuo e della società che Roma è riuscita a regolamentare in un modo che nessuna altra società è riuscita a fare. E l'ha fatto così bene da durare secoli, tanto da lasciare un'eredità fertile e feconda che è giunta fino a noi.

Sta a noi saperla ricordare perché non può che aiutarci ad affrontare meglio i nostri tempi complicati.

Autore: Valerio Massimo e Fabio Manfredi

Editore: Libreria Pienogiorno


16 luglio 2022

La scelta

Uno dei periodi più drammatici della storia italiana è stata l'estate del 1943. Dalla caduta del fascismo, decretata con le dimissioni di Mussolini il 25 luglio fino all'armistizio dell'8 settembre il nostro Paese si è trovato in una situazione in cui nulla era più sicuro, tutto ciò che fino ad allora era sembrato granitico appariva evanescente e nessuno aveva idea di come sarebbe stato il futuro.

Queste settimane drammatiche hanno coinvolto tutti gli italiani che si sono ritrovati a viverle. Tutte le famiglie hanno vissuto questo periodo di totale incertezza, senza più sapere se le guerra era finita oppure se continuava. E soprattutto con chi e contro chi. E senza sapere se un buon italiano doveva continuare ad essere fascista o diventare antifascista.

Walter Veltroni con il suo nuovo romanzo immagina una famiglia di Roma come tante: un padre modesto impiegato ma per senso del dovere fedele al regime, una madre molto meno coinvolta ideologicamente ma preoccupata di mandare avanti la casa. E soprattutto due figli: il maschio diciottenne ribelle e antifascista e perciò in perenne conflitto col padre e una femmina quattordicenne che non capisce di politica e vorrebbe che i suoi familiari fossero tutti uniti e solidali come ogni famiglia dovrebbe essere.

Il romanzo racconta quei terribili giorni, dall'inizio dei bombardamenti alleati su Roma, alla caduta del fascismo, alle rappresaglie dei tedeschi, con gli occhi di Margherita, poi con quelli di suo fratello Arnaldo, poi dei genitori Maria e Ascenzo. Ognuno di loro assisterà alla tragedia di un Paese sulla via della distruzione, ma ognuno di loro la guarderà coi propri occhi. Una ferita profondissima che ogni donna e ogni uomo che ha vissuto quei giorni si è portato dentro per sempre perché il disfacimento di una Nazione è spesso coinciso con il disfacimento delle famiglie, degli affetti, dei legami più profondi.

Solo da quelli si può ripartire. Solo da quelli si può ricostruire. Margherita non vuole altro che la sua famiglia torni unita. Vuole solo che genitori e figli tornino a parlarsi e a rispettarsi e infine ad amarsi. Il primo difficilissimo ma necessario passo verso un possibile futuro migliore.

Autore: Walter Veltroni

Editore: Rizzoli

02 luglio 2022

Sono felice, dove ho sbagliato?

Torna l'avvocato Vincenzo Malinconico da Napoli, legale delle cause perse (spesso prima ancora d'esser discusse), un po' improvvisato e a volte anche cialtrone, ma capace di meravigliosi colpi di genio, come solo i napoletani doc sanno fare.

Stavolta insieme al suo amico e collega Benny, che lo ha accolto come socio (di minoranza) nel suo studio legale, Vincenzo si trova di fronte due persone che gli vogliono parlare per intentare una causa. Fin qui nulla di strano, ma il fatto è che la causa dovrebbe essere una "class action" con centinaia di presunti danneggiati (e qui la cosa comincia a farsi strana) e il diritto leso sarebbe nientemeno che il "diritto alla felicità", troppo spesso violato e calpestato nei rapporti di coppia a causa del partner che tradisce o semplicemente rende infelice l'altro, generando una legione di cornuti, lasciati, abbandonati nella piena infelicità. Siccome in giudizio si possono chiedere i danni morali, perché non avviare una "class action" che farebbe storia?

A questo punto è chiaro che la pretesa è fin troppo strana e anche piuttosto demenziale, ma proprio per questo Vincenzo se ne lascia irretire e mentre il suo socio Benny sostiene convintamente l'idea allo scopo di portarsi a letto qualcuna delle fanciulle infelici in questione, Vincenzo, inizialmente li deride, ma poi comincia a frequentare il gruppo di "impantanati sentimentali" (come li etichetta lui) scoprendo storie di vita vera per nulla assurde, anzi fin troppo normali e purtroppo frequenti, tanto da meritare di essere prese in considerazione.

Il romanzo è tutto costruito su questo filo che separa l'assurdo e il comico dalla reale e a volte drammatica assenza di felicità, con lo stile consueto dell'autore, che anche stavolta (anzi, forse più che nei romanzi precedenti) rende il racconto sempre brillante, vivace e molto godibile.

Fra continui battibecchi, colpi di scena, drammaturgie familiari più o meno prevedibili, l'avvocato Malinconico sarà in grado di mettere in piedi una improbabile quanto geniale difesa. In primo luogo per la sua personale felicità.

Autore: Diego De Silva

Editore: Einaudi

18 giugno 2022

Teodora. I demoni del potere

I cortei di Giustiniano e Teodora nella Basilica di San Vitale a Ravenna sono mosaici bizantini di straordinaria bellezza, capaci di impressionare l'osservatore per la loro squisita fattura e per l'impatto emotivo grandioso e ammirato che suscitano. Se da un lato Giustiniano appare circonfuso da un'aura di divina maestosità, Teodora spicca con la sua purissima bellezza, tanto che Klimt si ispirò alla sua immagine per il suo famoso ritratto di Adele Bloch-Bauer.

Una particolarità che va sottolineata è che i due cortei sono rappresentati uno di faccia all'altro, alla stessa altezza nell'abside della Basilica, a voler sottolineare la pari dignità dell'Imperatore Giustiniano e della sua consorte, l'Imperatrice Teodora. Entrambi inoltre hanno la testa circondata da un'aureola, segno della loro natura santificata dal ruolo ricoperto.

Ebbene, si tratta di un caso più unico che raro che la consorte di un Imperatore, nella lunghissima storia romana, sia occidentale che orientale, abbia conquistato una pubblica considerazione così elevata e così degna di onore, alla pari dell'Imperatore. Il che stupisce ancora di più se si pensa che Teodora non aveva affatto nobili origini: anzi, era un'attrice e una spogliarellista e la sua ascesa al fianco di Giustiniano fu a lungo avversata a causa proprio di tali infime origini.

Ma Teodora è una donna fuori dal comune, dotata non solo di un grandissimo fascino, ma anche di una acutissima intelligenza, che le permette di conquistare il cuore e la mente di Giustiniano e di affermare il proprio posto nel Palazzo imperiale, mettendo a tacere i non pochi avversari che la osteggiano e che preferiscono, per motivi politici, un matrimonio di convenienza. Come in ogni epoca storica, infatti, chi governa uno Stato deve tener conto degli equilibri interni ed internazionali e Giustiniano, che aspira alla riconquista della parte occidentale dell'Impero Romano, adesso in mano agli Ostrogoti di Teodorico in Italia e ai Visigoti di Genserico in Africa, potrebbe usare lo strumento del matrimonio dinastico per ottenere la supremazia Bizantina nel Mediterraneo.

Ma dovrebbe rinunciare a Teodora e questa, per lui, non è un'opzione. Il legame così profondo e così indissolubile fra due persone diverse ma entrambe a loro modo grandiose, sicuramente innamorate ma anche senz'altro capaci di esercitare il potere, fece la storia. E di tale storia Teodora è una protagonista indiscussa che questo romanzo, grazie ad una ricostruzione documentatissima del contesto storico, ci restituisce in tutta la sua grandezza.

Una lettura appassionante che ci permette di ammirare una donna che, sfruttando sapientemente le sue capacità e la sua intelligenza, ha segnato la sua epoca e che resta per sempre immortale grazie ai mosaici di Ravenna.

Autore: Mariangela Galatea Vaglio

Editore: Piemme

04 giugno 2022

La fabbrica

I romanzi giapponesi hanno spesso un che di surreale, al confine fra la realtà e l'immaginazione, che potremmo definire di "realismo magico".

Non fa eccezione questo lavoro di esordio della giovane scrittrice giapponese Hiroko Oyamada che in maniera molto acuta e penetrante, sebbene con uno stile gentile e delicato, scandaglia la realtà di oggi della civiltà giapponese (che poi è quella della civiltà occidentale in generale) mettendone in risalto gli aspetti più controversi e complessi ricorrendo appunto a questo mix di realtà e di immaginazione, molto efficace dal punto di vista stilistico e simbolico.

La vicenda si svolge in una fabbrica, che non si capisce bene cosa produca, ma che si apprende essere gigantesca, tanto da avere al suo interno supermercati, negozi, tavole calde e addirittura un servizio di autobus per collegare i vari plessi, distanti tra loro anche chilometri. Lavorare nella fabbrica è l'aspirazione di moltissime persone, quasi che fosse l'unico luogo in cui ci si può realizzare e trovare il proprio posto nel mondo.

Il che però stona con le vicende dei tre protagonisti dal cui punto di vista è raccontata la vita lavorativa (e non solo). Sono infatti persone che, una volta entrate a lavorare nella fabbrica, vengono adibite a compiti che sembrano normali, per il modo in cui vengono presentati e raccontati, ma che, pensandoci bene, varcano i confini dell'assurdo. E' una narrazione che ha molto di kafkiano, nel senso che il racconto lineare, piano e razionale cozza totalmente con l'assurdità della realtà raccontata. Un po' come quando il giovane Gregor nelle Metamorfosi si sveglia accorgendosi di essersi trasformato in un insetto e invece di ribellarsi all'assurdità della cosa, la razionalizza per renderla accettabile, finendo per farla diventare ancor più assurda.

Yoshio si dedica allo studio e alla catalogazione dei muschi (attività che non si capisce a cosa serva); Yoshiko lavora al reparto "distruggi documenti" (e non si capisce perché debbano essere triturate così grandi quantità di carta); Ushiyama corregge bozze (di testi che non si capisce chi li scriva e soprattutto chi li legga). Insomma una vita normale in un contesto e in un ambiente totalmente alieno. Oppure una vita aliena in un mondo purtroppo malsanamente normale. C'è di che riflettere sul nostro modo di intendere il lavoro...

Autore: Hiroko Oyamada

Editore: Neri Pozza

21 maggio 2022

Bolle di sapone

Torna la combriccola dei vecchietti del "Barlume", il gruppo di ottantenni (suonati) che passano le giornate ai tavolini del bar di Massimo a Pineta (immaginaria località della costa toscana) chiacchierando di tutto e di tutti, mai facendosi gli affari propri e ficcando il naso in mille faccende, soprattutto in quelle da cui dovrebbero stare lontani, come ad esempio le indagini di polizia.

Questo gruppo vivace, confusionario, divertente, a volte delirante ma molto spesso arguto di arzilli pensionati è protagonista di molti racconti di Marco Malvaldi, ma stavolta il contesto è molto diverso. Siamo in pieno lockdown a causa della pandemia e il bar di Massimo è necessariamente chiuso. La socialità quotidiana dei vecchietti, le loro infinite diatribe e le loro partite a carte non esistono più. Non resta che affidarsi agli incontri "da remoto", armati di computer e telefonini che non sanno bene come usare, ma che in un modo o nell'altro sono gli unici strumenti in grado di far mantenere un contatto. Altrimenti l'alternativa è una infinita solitudine nel chiuso delle mura domestiche, che finirebbero per assomigliare troppo a delle tombe...

A questi incontri online, a cui partecipa anche Massimo perché, sebbene brontoli continuamente coi vecchietti, non può fare a meno della loro matta compagnia, capita che si unisca anche Alice, la poliziotta fidanzata di Massimo, bloccata in Calabria per un corso di aggiornamento ma poi coinvolta in una indagine sull'uccisione di due coniugi. E' la scintilla che fa scattare la "ficcanaseria" dei vispi ottuagenari che, una parola poi l'altra, un articolo su internet dopo l'altro, indagano a modo loro, "a distanza", finendo per fornire ad Alice qualche spunto di riflessione e di approfondimento nient'affatto fuori luogo. Anzi, forse proprio la chiave per risolvere l'indagine.

Ennesima piacevole commedia-gialla di Marco Malvaldi con protagonisti i personaggi che i lettori hanno imparato ad amare, stavolta calata nella triste quotidianità della pandemia i cui effetti psicologici, soprattutto nelle persone anziane, vengono affrontati, fra una risata e l'altra, con acume e intelligenza non superficiale, facendoci riflettere sulla condizione delle persone sole e anziane in questi tempi difficili.

Autore: Marco Malvaldi

Editore: Sellerio

07 maggio 2022

Urbi et Orbi

La locuzione latina "Urbi et Orbi" è a tutti nota e fa immediatamente venire in mente la benedizione che il Papa impartisce nelle solennità cristiane ai fedeli di tutte le nazioni. Data l'universalità connaturata nella religione cattolica, la benedizione si rivolge quindi all'Urbe, cioè a Roma, città simbolo per eccellenza del governo universale, e all'Orbe, ossia al mondo intero.

In verità questa efficace locuzione, che in sole due parole riesce ad esprimere concetti profondi e universali (come molte espressioni latine sanno fare) la ritualità cattolica l'ha ereditata da Ovidio che usa tale espressione per riferirsi all'Impero di Roma, depositario della missione civilizzatrice e salvifica per l'umanità di tutti i tempi e di tutte le nazioni.

Ma questa espressione linguistica può trovare una efficace rappresentazione materiale? In altre parole: esiste un oggetto fisico e concreto che sia così altamente simbolico da avere una valenza universale e parlare al cuore e allo spirito di tutte le genti del mondo? C'è qualcosa di tangibile che possa essere venerato e rispettato "Urbi et Orbi"?

Un oggetto che molto probabilmente riuscirebbe ad avere tale valore universale sarebbe l'Arca dell'Alleanza. Quell'ancestrale oggetto di cui parla dettagliatamente e diffusamente il Libro dell'Esodo, fabbricato secondo misure e metodi prescritti da Dio stesso per accogliere le tavole dei Comandamenti ricevuti da Mosè sul Sinai e che poi misteriosamente sparisce dalla narrazione biblica, diventando un mito di imperitura memoria, ma di cui si sono perse le tracce. Se mai è esistita, verosimilmente è andata dispersa nelle innumerevoli traversie del popolo ebraico. Ma c'è chi giura che sia tuttora conservata gelosamente dai monaci copti dell'Etiopia. E chi invece sostiene che sia in Russia perché Mosca era l'erede di Costantinopoli e quindi di Roma e il pellegrinaggio di Sant'Andrea in Sarmazia fino al Lago Ladoga ne sarebbe la prova indiretta.

Questi sono gli ingredienti, fra storia, mitologia e fantasy, che compongono questo romanzo di azione dove un gruppo di persone molto diverse da loro, forse "predestinati", si mettono sulle tracce dell'Arca, aiutati ma anche braccati da individui e organizzazioni potenti ma anche pericolose che aspirano a mettere le mani sull'unico oggetto al mondo che forse non ha solo una enorme potenza simbolica, ma anche un inimmaginabile potere pratico. Al lettore il piacere di scoprire quale sia.

Autore: Dmitrij Miropol'skij

Editore: Fazi

23 aprile 2022

Preghiera per i vivi

Ben Okri è uno scrittore e poeta nigeriano naturalizzato inglese, che ha conquistato i lettori di tutto il mondo per il suo stile semplice ma raffinato, coinvolgente ed elegante di raccontare storie. E non è un caso se in Italia viene edito da "La nave di Teseo", una delle Case Editrici più attente a proporre autori che hanno davvero qualcosa da dire.

Questa nuova edizione è la raccolta di 23 racconti brevi ambientati in tempi e luoghi diversi: da Londra a Bisanzio, dalle Ande all'Africa, diversi sono i contesti e diversi sono i protagonisti. Ma costante è la capacità espressiva dell'autore che riesce ad alternare la storia tragica con quella divertente, la narrazione dell'orrore con quella della semplicità.

Il tutto con uno stile che è essenziale senza essere asciutto, semplice senza essere banale e con ciò andando a toccare le corde più sottili e profonde del nostro essere, costringendoci a non essere mai indifferenti su ciò che leggiamo. Non a caso l'incipit del libro è la citazione del famoso "rasoio di Occam": è inutile fare con più ciò che si può fare con meno. Traslando: è inutile spendere decine di pagine quando ne bastano due, scritte con maestria, per dire tutto ciò che c'è da dire e lasciare un segno profondo sul lettore.

Ecco quindi che a fianco dei racconti sulle atrocità dei fanatici islamisti di Boko Haram (che sarebbero inenarrabili da persone che non avessero la capacità e la sensibilità di Ben Okri e che risulterebbero intollerabili per qualunque lettore occidentale) troviamo racconti sfuggenti, a tratti divertenti e a tratti misteriosi e criptici quasi come gli Haiku giapponesi. Tutto ciò permette all'autore di esprimere con efficacia la sua vena poetica e ci fa apprezzare la sua scrittura lasciandoci addosso sensazioni non comuni.

Una serie di racconti, quindi, non solo bella nel senso più profondo del termine, ma anche capace di emozionare, di far riflettere e di lasciare una traccia profonda nel lettore.

Autore: Ben Okri

Editore: La nave di Teseo

09 aprile 2022

L'uranio di Mussolini

Nei dintorni di Ragusa, nell'estate del 1934, viene ritrovato un cadavere. Sembra un omicidio passionale e il commissario Vincenzo Ibla, considerando la banalità del caso, cerca di evitare di accollarsi l'inchiesta, ma quando apprende che la vittima è un suo ex compagno d'armi della Prima Guerra Mondiale non può esimersi dall'indagare per far luce sulla scomparsa del suo vecchio amico.

Ma la cosa che lo sorprende di più è l'arrivo a Ragusa di Franco Durante, un milanese membro del Ministero della Propaganda, a bordo di un idrovolante pilotato nientemeno che dal Maresciallo dell'Aria Italo Balbo, che lo porta in Sicilia su preciso ordine del Duce Benito Mussolini che, si dice, conosceva bene la vittima e intende scoprire tutto sulla sua tragica scomparsa.

Il commissario Ibla e il "ministeriale" Durante sono così costretti a collaborare per indagare insieme sul delitto. I due non potrebbero essere più diversi, per cultura e per provenienza, tant'è che si guardano con reciproco sospetto. Ma ben presto ognuno dei due capisce le qualità dell'altro e la rispettiva acutezza di pensiero e arrivano a comprendere che solo sostenendosi l'un l'altro potranno venire a capo dell'enigma. Anche perché l'indagine si fa sempre più intricata via via che procede, ramificandosi in piste sempre più oscure che niente hanno a che fare con l'omicidio passionale.

A poco a poco emerge il vero nocciolo della questione: il geniale scienziato Enrico Fermi ha promesso a Mussolini un'arma micidiale che permetterà all'Italia di diventare la potenza mondiale più temuta e più rispettata del pianeta. Ma per realizzarla serve l'uranio, che si trova in Ciad. E per impossessarsene, Mussolini vuole ampliare la campagna d'Africa facendo di Ragusa la base aerea di riferimento per i voli da e verso le colonie. Emergerà così il vero ruolo della vittima nella vicenda e di chi l'ha voluto morto.

Piacevole romanzo, ambientato nella Sicilia del ventennio fascista, così lontana, ma per certi versi così vicina, alla Sicilia di oggi.

Autore: Franco Forte

Editore: Mondadori


26 marzo 2022

C'era due volte

Ai lettori appassionati del genere poliziesco-thriller questo romanzo non può mancare. L'autore è famoso per la sua abilità a costruire trame diabolicamente intricate che letteralmente legano il lettore e non lo abbandonano fino alla fine del libro e questo romanzo non fa eccezione. Anzi per molti aspetti forse rappresenta il suo lavoro più riuscito.

A differenza dei classici "gialli" dove il lettore, andando avanti con la lettura, si forma una idea sull'identità dell'assassino e il bello è vedere se alla fine si aveva ragione o meno, in questo genere di thriller di cui Thilliez è maestro, non c'è modo per il lettore di farsi un'idea perché ciò che sembra convincente in un capitolo è rimesso in discussione in quello successivo. E così via in un alternarsi di colpi di scena e di nuove scoperte che capovolgono costantemente il teorema che gli inquirenti (e il lettore con loro) si erano fatti.

La vicenda si svolge in un doppio arco temporale: nel 2008 e nel 2020 originata dalla sparizione di una giovane ragazza, figlia di un ufficiale della gendarmeria francese, in una piccola cittadina dell'Alta Savoia. Il drammatico evento segna la vita dei genitori della ragazza, stravolgendola completamente e indirizzando l'esistenza del padre verso abissi di disperazione nei quali solo l'ostinata determinazione a ritrovare la figlia gli consentono di aggrapparsi alla vita.

La ricerca è difficile, sfibrante e ossessiva tanto che il padre viene colpito da una particolare forma di amnesia come meccanismo di difesa del proprio cervello di fronte a tanto dolore. Il tutto in un contesto di incredibile cupezza dove anche i paesaggi francesi, spesso idealizzati in una delicata bellezza, appaiono invece nella loro forma più tenebrosa e angosciante, come specchio dell'oscurità interiore che abita i personaggi del romanzo.

Una lettura avvincente, spiazzante e spesso dilaniante, ma molto ben scritta che tiene alta la tensione e costringe ad arrivare il prima possibile all'ultima pagina.

Autore: Franck Thilliez

Editore: Fazi

12 marzo 2022

Una vita nuova

A molte persone capita, durante la loro vita, di arenarsi, di incagliarsi in un viluppo di problemi da cui non si riesce ad uscire e che a volte portano ad esiti di profonda infelicità.

Uno di questi esempi sono le cosiddette "crisi di mezza età", cioè quando una persona adulta e matura, non più giovanissima ma ancora molto lontana dall'essere anziano, si trova a fare i conti con la vita fino a quel momento vissuta e quella che si prefigge di vivere nel futuro. Questo momento, che di solito cade fra i quaranta e in cinquant'anni, può decidere del futuro delle persone, delle famiglie e delle loro vite.

Questo godibilissimo romanzo di Fabio Volo affronta proprio questo momento. Con lo stile che gli è proprio, l'autore tratteggia con ironia ma anche con intelligente profondità il rapporto fra due amici, Paolo e Andrea, che fanno un viaggio dalla Puglia a Milano a bordo di una vecchia ma ruggente Fiat 850 spider che era appartenuta al padre di Paolo e che il figlio gli vuole restituire per fargli una insperata sorpresa.

Ecco quindi che durante il viaggio la "crisi di mezza età" che attraversa le vite dei due amici, seppur per motivi diversissimi, esce allo scoperto, si mette a nudo come solo nei più autentici rapporti di amicizia può accadere. Perché solo fra amici veri si possono condividere certi pensieri, certi segreti che spesso si è restii a confessare perfino a noi stessi. E fra amici veri si può esser certi di trovare qualcosa che è sempre molto difficile trovare da altre parti: la cruda e talvolta scioccante sincerità.

Le vicende personali di ognuno costituiscono un "fardello" di cui i due protagonisti sono gravati. Il rapporto di coppia, quello coi genitori, l'amore per i figli, l'importanza data all'affermazione lavorativa e professionale, il tempo per sé stessi e per le proprie passioni. Tutto questo ha bisogno di essere affrontato a viso aperto, consapevolizzato e, se ci si riesce, risolto per una "vita nuova".

Durante il viaggio in spider, i due amici affrontano i loro problemi attraverso vicende talvolta divertenti, altre emozionanti, alcune addirittura folli e perfino delicate, in un alternarsi di sentimenti e di pensieri che sono alla base della ricerca della propria vera natura e della propria autentica felicità. E alla fine i due amici si riconosceranno l'uno la "medicina" dell'altro.

Autore: Fabio Volo

Editore: Mondadori

26 febbraio 2022

Il sangue di Caravaggio

Uno degli artisti più affascinanti di tutti i tempi è senz'altro Michelangelo Merisi detto "il Caravaggio". Il suo stupefacente genio pittorico, unito ad una vita fatta di eccessi, gli ha consentito di oltrepassare ogni limite: sia in senso artistico che etico e lo ha consegnato alla storia come una personalità complessa, straordinaria, memorabile, piena di luci e di ombre, proprio come la sua pittura.

Il romanzo narra le vicende del pittore che, fuggito dall'Italia a causa della condanna a morte comminatagli dal Papa per l'omicidio di un uomo, si rifugia a Malta presso l'Ordine dei Cavalieri Ospitalieri dove spera di essere accolto e nominato cavaliere, in modo da ottenere il perdono papale.

Il soggiorno a Malta è uno dei periodi più controversi ma anche fecondi della vita di Caravaggio: lì realizza alcuni sui dipinti passati alla storia come capolavori assoluti dell'arte mondiale: il San Gerolamo scrivente della cattedrale di La Valletta, il ritratto di Antonio Martelli, oggi a Palazzo Pitti a Firenze, il ritratto di Alof de Wignacourt, oggi al Louvre, fino alla Decollazione di San Giovanni Battista, dipinto gigantesco per dimensioni e per potenza evocativa (lui stesso era stato condannato alla decapitazione) che gli vale l'ammirazione del Gran Maestro degli Ospitalieri e l'ordinazione a cavaliere.

Ma quando la sua vita sembra abbia avuto finalmente una svolta positiva, ecco che gli eventi precipitano. Perchè Caravaggio è maestro anche nel farsi del male da solo e il suo carattere irascibile e per nulla previdente finirà per condannarlo definitivamente.

Un bel romanzo, che non si può non apprezzare anche per merito del suo protagonista, la cui immensa grandezza vale da sola la lettura.

Autore: Dino Falconio

Editore: SEM

12 febbraio 2022

Per niente al mondo

Dalla penna di un autore che non ha bisogno di presentazioni, ecco un nuovo romanzo potente, di ampio respiro che unisce la narrazione serrata tipica di un action-thriller alla rappresentazione del mondo di oggi, quanto mai a rischio di implosione.

Se con i precedenti cicli di romanzi Ken Follett ci aveva raccontato l'epica dei tempi antichi e poi del Novecento, stavolta la visione parte dal presente, scosso dal fondamentalismo di matrice islamica, dalle tragedie umanitarie dei flussi migratori, dalla follia incontrollata dei dittatori armati di testate nucleari e dall'ostilità conclamata fra USA e Cina. L'insieme di questi fenomeni complessi, difficilissimi da gestire e pericolosi per tutta l'umanità costituisce una miscela che è il filo conduttore del romanzo, il cui evolversi e il cui epilogo bisogna lasciare al lettore il piacere di scoprirlo.

Come negli altri suoi romanzi del medesimo genere, anche in questo Ken Follett racconta le vicende tramite l'occhio di alcuni protagonisti che vivono "in diretta" gli sconvolgenti avvenimenti: la donna che vuole fuggire dal Ciad per cercare una vita migliore in Europa; gli agenti dei servizi segreti di Stati Uniti e Francia che sono alla ricerca dei capi del terrorismo islamico; il Vice Ministro cinese che tenta di orientare la politica del suo governo in senso riformista, contrastato dall'ottusità dogmatica dell'establishment comunista, fino ai rapporti sempre più tesi fra la prima Presidente donna degli Stati Uniti e il Presidente cinese.

Pur essendo una lettura di svago, il fatto che il romanzo si basi su dati e fatti reali rende la lettura particolarmente coinvolgente, che non lascia indifferenti e che fa scorrere in maniera davvero veloce le 732 pagine di cui si compone, in attesa di un finale che non potrà lasciare indifferenti. Grazie anche, ovviamente, all'abilità dello scrittore, universalmente famoso per la sua capacità narrativa.

Un libro da non perdere per gli appassionati del genere.

Autore: Ken Follett

Editore: Mondadori


29 gennaio 2022

L'album dei sogni

Una delle cose che dagli anni Sessanta in poi ha fatto più appassionare, divertire e giocare i bambini italiani e di buona parte del mondo è l'album Calciatori delle figurine Panini. La raccolta delle immaginette dei giocatori, quasi come veri e propri "santini laici", a cominciare dal campionato di calcio 1960/61 ha visto crescere un successo di pubblico inarrestabile che ha permesso alla Casa Editrice Panini di diventare un vero e proprio colosso editoriale di respiro internazionale.

La storia di come sia nata questa idea folle e geniale ce la racconta in questo bellissimo libro Luigi Garlando, giornalista sportivo della Gazzetta dello Sport, nonché abile scrittore. Partendo da inizio Novecento, la storia comincia con il capostipite della famiglia, Antonio Panini, e con il racconto della sua vita contadina, della sua esperienza nella Prima Guerra Mondiale, del Fascismo e della schiera di figli messi al mondo e da far crescere. Poi, con la sua prematura scomparsa, di come la moglie Olga insieme agli otto figli abbia investito nell'edicola di corso Duomo a Modena e di come tale investimento abbia fatto scoccare l'idea che negli anni è diventata uno dei marchi di fabbrica italiani più famosi al mondo.

Il racconto si basa sui fatti reali, raccontati però dall'autore con quell'abilità romanzesca che appassiona e coinvolge il lettore e lo rende partecipe delle cadute e dei successi di una delle iniziative familiari e imprenditoriali più iconiche del nostro Paese.

Nell'Italia del secondo Dopoguerra, in terra d'Emilia, l'anelito di ricostruzione, di creare una vita nuova, di scommettere sul futuro è così prorompente che sono molte le eccellenze che fioriscono. Una di queste è proprio la famiglia Panini, che seppe sfruttare, con la caparbietà, la determinazione e l'insopprimibile ottimismo tipico degli emiliani, un'idea apparentemente folle: visto il crescente amore degli italiani per il calcio, perché non creare un album con le foto dei giocatori delle squadre? Nessuno si sarebbe immaginato lo straordinario successo che questa idea avrebbe generato e l'entusiasmo che avrebbe suscitato nei giovani. Un amore che a sessant'anni di distanza non accenna a diminuire. L'azienda di famiglia, dove nei primi anni Sessanta le figurine si mescolavano con la zangola per fare il burro e le bustine le impacchettavano le suorine del vicino convento, diventa col tempo un'azienda con 600 dipendenti, tecnologie al top mondiale e un fatturato da multinazionale.

Un esempio di uno straordinario successo italiano nel mondo che questo libro ci fa rivivere passo dopo passo, facendoci entusiasmare e appassionare e rinnovandoci l'ammirazione e il rispetto che noi italiani per primi dovremmo avere per noi stessi e per le nostre capacità, spesso uniche al mondo.

Autore: Luigi Garlando

Editore: Mondadori

15 gennaio 2022

L'evoluzione di Andromeda

Quando Michael Crichton pubblicò nel 1969 il famoso "Andromeda", fu un successo clamoroso grazie al mix geniale di fantascienza e di solide basi scientifiche che l'autore era riuscito a comporre, col risultato di un romanzo molto coinvolgente e appassionante. Da lì in poi per Crichton è stato un susseguirsi di capolavori: basti ricordare "Jurassic Park" (la cui trasposizione cinematografica di Spielberg, per quanto ottima, non rende giustizia alla grandezza del romanzo), "Congo", "Sol Levante", solo per citarne alcuni, fino alla prima famosissima stagione della serie tv "ER - Medici in prima linea".

In tutti i suoi romanzi o progetti Crichton è riuscito a raccontare storie talmente vibranti, intense e verosimili da sfiorare davvero il reale, facendo domandare a più di un lettore se la lettura dei suoi libri fosse un bellissimo ma innocuo passatempo oppure la profetica prefigurazione del nostro domani dominato dall'evoluzione tecnologica...

Quando nel 2008 è scomparso, fra l'immenso patrimonio di documenti che ha lasciato in eredità, c'era anche il manoscritto del sequel di Andromeda, che i suoi eredi hanno affidato al valente Daniel H. Wilson per la sua sistemazione e che adesso giunge alle stampe.

I fatti si svolgono a distanza di cinquant'anni da quelli raccontati in Andromeda. La misteriosa particella extraterrestre che, pur non essendo biologicamente un essere vivente, si comporta come se lo fosse, è tornata sulla Terra e sembra pronta ad espandersi assimilando e assorbendo tutto ciò che la circonda, compresa la vita vegetale, animale e ovviamente umana.

La task force americana che mezzo secolo prima l'aveva affrontata (e che si pensava l'avesse debellata) è rimasta operativa in vigilanza fino ad ora e adesso torna in azione per fronteggiare la nuova bio-emergenza globale, che per questo riunisce scienziati ed esperti di molte nazioni.

La sfida contro qualcosa di totalmente alieno e così difficile da fronteggiare è pazzesca. Ogni risorsa, anche la più impensata, sarà utile per contenere il danno ed evitare l'estinzione di massa di vita biologica sul nostro pianeta.

Ci sono tutti gli ingredienti per un ennesimo memorabile romanzo "alla Crichton", quindi da non perdere.

Autore: Michael Crichton con Daniel H. Wilson

Editore: Garzanti

01 gennaio 2022

Un tè a Chaverton House

Alessia Gazzola ha conquistato i suoi lettori con il ciclo di romanzi con protagonista Alice Allevi, anatomo-patologa con la passione per le indagini e per la soluzione di misteri. Del resto la stessa scrittrice è medico-legale per cui i suoi romanzi sul tema hanno molto di credibile e di appassionante.

Stavolta però il tema non è "giallo", ma "rosa". La protagonista Angelica è una ragazza brillante e intelligente, ma per la sua famiglia rappresenta un mezzo fallimento, a confronto con i fratelli, affermati professionisti, e ancor di più con i genitori, facoltosi imprenditori.

Ma Angelica vuole vivere la vita a modo suo e non si lamenta di abitare in un monolocale pur di essere autonoma e non si dispiace di fare lavoretti precari usando la sua padronanza dell'inglese per potersi sostenere. Ma quando l'aspirazione di diventare insegnante di inglese nella scuola pubblica si scontra con una prospettiva di eterno precariato, decide di prendersi una pausa: lascia tutto e vola in Inghilterra, nel Dorset, a Chaverton House, un'antica dimora nobiliare che si sostiene con le visite dei turisti. Lì Angelica viene assunta come guida turistica dal manager della dimora, un italiano che, come lei, condivide un particolare legame con la terra inglese.

Il soggiorno di Angelica sarà ricco di emozioni e di scoperte, di ricerca delle proprie radici familiari e di fascinazione per i luoghi della campagna inglese e per i suoi abitanti. E soprattutto per Massimo, il direttore di Chaverton House, al quale non potrà restare indifferente.

Romanzo fresco e brillante, senza intrighi ma intrigante, che piacerà molto agli amanti della serie tv "Downton Abbey" di cui riprende e ricalca molte suggestioni.

Autore: Alessia Gazzola

Editore: Garzanti