30 dicembre 2023

Ufo 78

La seconda metà degli anni Settanta per il nostro Paese è stata segnata da eventi profondamente drammatici, primo fra tutti il rapimento e l'uccisione di Aldo Moro.

Il terrorismo, la strategia della tensione, i depistaggi, i ricatti, la repressione, la linea della "fermezza". Tutto un insieme di elementi che hanno fatto vivere a un'intera Nazione anni di disagio, paura e smarrimento, come se tutti vivessero sotto una opprimente cappa grigia, sinteticamente e appropriatamente definita "anni di piombo".

Questo è il contesto politico e sociale in cui è ambientato il nuovo romanzo del collettivo di scrittori bolognesi "Wu Ming", che ha abituato i lettori a prove letterarie di grande livello, alcune delle quali davvero eccellenti.

Come sempre, Wu Ming non racconta un'epoca dal punto di vista dei protagonisti dei libri di storia. La racconta dal basso, dalla gente comune e tramite i loro occhi e le loro azioni si percepisce la storia, si comprendono i suoi movimenti, le sue evoluzioni, a volte molto più veracemente di quanto si farebbe leggendo un tomo accademico.

Ecco quindi che mentre accadono gli sconvolgimenti politici e sociali cui si accennava sopra, un sacco di gente, in quegli anni, avvista gli UFO. Si registrano avvistamenti come mai prima, così come sono centinaia le testimonianze di "incontri ravvicinati del terzo tipo". Potrebbe sembrare un fenomeno di suggestione di massa causato dall'uscita nelle sale cinematografiche nel 1977 del film di Spielberg, ma c'è chi giura che è vero il contrario e cioè che il film è nato proprio dal proliferare di questi incontri ravvicinati.

E a fianco di questo e a tutte le sfaccettature psicologiche che queste credenze comportano, è ancora presente in quegli anni l'eco della generazione hippie con le sue "comuni", le sue utopie di libertà e di uguaglianza però sempre più condannate ad essere confinate in esperienze isolate e remote, con la colonna sonora del rock progressivo, sempre più destinato a ripiegarsi e a rinchiudersi su sé stesso, come il "The Wall" dei Pink Floyd racconterà magistralmente (non a caso è un disco del 1979).

Insomma, un romanzo epico, corale e anche "epocale" che ha la capacità di far "annusare" l'odore degli anni fine Settanta, con il loro carico di angosce, tormenti e paure, ma anche con la loro forte dose di illusoria, evanescente e magnifica bellezza.

Come tutti i romanzi del collettivo bolognese, assolutamente da leggere.

Autore: Wu Ming

Editore: Einaudi

16 dicembre 2023

E ti vengo a cercare

La musica italiana è costellata da alcuni artisti (non pochi per la verità) che hanno la capacità di segnare un'epoca, di entrare nell'immaginario collettivo della gente e di diventare così dei compagni, con le loro canzoni e i loro testi, di tutti noi.

Un risultato straordinario, se si pensa che per gli antichi l'unico segno tangibile dell'immortalità è il fatto di essere ricordati dai posteri. Ebbene, per alcuni nostri cantautori è accaduto e accade proprio questo: sono ricordati da tutti, ascoltati, cantati, coverizzati, magari fischiettati e cantilenati malamente, ma comunque sempre presenti nell'aria musicale che ci circonda, con una presenza costante e fedele che ci accompagna e ci aiuta a vivere il nostro quotidiano.

Franco Battiato è sicuramente uno di questi artisti che, con i suoi brani e le sue canzoni, è diventato patrimonio di tutti noi. Anche dopo che ci ha lasciato, la sua musica continua ad aleggiare fra la gente, con la capacità di persistenza che hanno solo le cose davvero di valore, che non soffrono lo scorrere del tempo e delle stagioni.

Andrea Scanzi, che oltre ad essere un acuto e arguto giornalista, è anche e soprattutto un appassionato critico musicale, ha sempre manifestato il suo amore incondizionato per la musica di Battiato e in questo agile ma denso testo ce lo restituisce in tutta la sua poliedrica complessità, ripercorrendo le fasi della sua carriera musicale (che ha attraversato il rock, il punk, il pop, la classica e la sinfonica) ma anche dei suoi molteplici interessi: dalla filosofia alla spiritualità, dall'arte alla letteratura.

Ecco così dispiegarsi un percorso artistico e di vita che, partendo dai primi anni di formazione frequentando gente del calibro di Giorgio Gaber, porta Battiato alle ardite sperimentazioni musicali degli anni Settanta e poi al clamoroso e intramontabile successo pop degli anni Ottanta, per arrivare infine alle raffinate e sublimi melodie degli anni Novanta e Duemila, tutte epoche in cui ha lasciato un segno incancellabile, creando "colonne sonore" di intere generazioni e di intere stagioni. Con il talento adamantino di unire, in canzoni di tre minuti, ritmi e melodie meravigliosamente riuscite e testi densamente e intimamente profondi.

Un artista davvero unico, il cui lascito musicale è un patrimonio inestimabile che continua e continuerà ad arricchire le nostre vite e le nostre emozioni.

Autore: Andrea Scanzi

Editore: PaperFirst

02 dicembre 2023

Il disegno magico

Angelo e Francesca sono gli unici abitanti di una palazzina a Milano (se si esclude l'anziana signora del primo piano che però non è più molto presente a sé stessa).

Una sera, mentre Angelo è confinato a casa per aver preso il Covid, Francesca si offre di fargli compagnia. Nasce così un rapporto fra i due, fatto di parole e di racconti. Per la precisione, è il racconto di Angelo che Francesca ascolta con molta curiosità e partecipazione.

La vita di Angelo, infatti, è stata segnata da alcuni eventi tragici. Quand'era ragazzino in Cadore, Cinzia, la sua più cara amichetta di cui era innamorato, andando a pesca con lui nel Piave vi muore annegata, scatenando così un trauma incancellabile nel suo animo e un inestinguibile sete di vendetta nei parenti della povera vittima.

Angelo racconta a Francesca questa dolorosissima vicenda, non nascondendole le enormi angosce che ha vissuto e che ancora vive e Francesca raccoglie le parole di Angelo interiorizzandole e provando a interrogarsi lei stessa su come avrebbe reagito se si fosse trovata in una situazione simile, come avrebbe affrontato le cose, immedesimandosi nelle situazioni per capire in fin dei conti che tipo di persona è. Perché quando si ascolta la vita di una persona, gli stupidi si mettono a giudicare; i saggi invece cercano di migliorarsi sulla base delle esperienze vissute dagli altri.

Angelo racconta anche che il lascito più strano e sorprendente che Cinzia gli ha donato è la capacità di fare il "disegno magico", cosa in cui lei era bravissima. In pratica, lei chiedeva alle persone di disegnare su un foglio alcune cose e poi, da come erano disegnate, riusciva a capire, non solo il carattere e la natura della persona che le aveva disegnate, ma anche il suo passato. E perfino ipotizzare il suo futuro. Questa particolarissima abilità Cinzia l'aveva trasmessa ad Angelo e sarà quella a condannarlo o a salvarlo. Tutto dipende dalle persone con cui avrà a che fare.

Ottimo romanzo, con un robusto spessore psicologico che sostiene una trama avvincente e ricca di momenti sorprendenti. Fino ad un finale anch'esso sorprendente e quindi del tutto apprezzabile, proprio perché inaspettato.

Autore: Raul Montanari

Editore: Baldini Castoldi

18 novembre 2023

Un inganno di troppo

Maya è stata pilota di elicotteri in Medio Oriente, per cui è una donna addestrata a fronteggiare qualsiasi situazione per quanto difficile e pericolosa. Lasciato il servizio nelle Forze Armate, vive con la propria famiglia, il marito Joe e la piccola figlia Lily e lavora come istruttrice per l'Esercito.

Ma quando la coppia una sera qualunque viene aggredita di notte in Central Park a New York, accade il peggio: Joe rimane ucciso e Maya resta vedova con la bimba da accudire. Per Maya la vita civile diventa di colpo difficile come e forse più della vita militare. Meno male che ha una carissima amica che la sostiene e la affianca, dandole sempre un aiuto prezioso. Un giorno le regala un portafoto digitale che nasconde una videocamera. Quando Maya se ne accorge non ne capisce il senso e quando va a rivedere le immagini registrate dalla mini-cam ne rimane letteralmente sconvolta: nel filmato che inquadra il soggiorno di casa sua si vede chiaramente passeggiare Joe...

Partendo da questa scoperta traumatica, Maya comincia a domandarsi se non sia impazzita, o se la realtà sia completamente diversa da quello che fino a quel momento le è sembrata. Ma il video presto sparisce e Maya non sa più di chi può fidarsi: la sua carissima amica è davvero tale? La babysitter della piccola Lily è fidata? E i suoi facoltosi suoceri, che ruolo hanno in tutto questo? E i suoi compagni d'armi? La aiutano o la tengono soltanto d'occhio? E soprattutto: cosa ne è di Joe? E' morto in quell'aggressione o è stata tutta una montatura?

Ecco quindi che il romanzo si dipana scandagliando la psicologia di Maya e di tutti i personaggi con cui si trova in relazione. L'autore è abile nel portare alla luce i meandri dell'animo umano, facendo apparire i personaggi sotto varie sfaccettature, dando così modo al lettore di farsi un'idea di quanto sia complessa e difficile da inquadrare ogni persona, quanto siano numerose le contraddizioni di ognuno e come sia banalmente stupido etichettare qualcuno come "buono" o "cattivo", in quanto alla fin fine siamo tutti portatori di un mix di entrambi...

Un lavoro di profilazione psicologica che l'autore riesce a descrivere con grande capacità, tramite un linguaggio spesso asciutto e scevro di orpelli, che restituisce molto bene il livello di approfondimento sui labirinti dell'animo umano. Del resto stiamo parlando di un autore da 80 milioni di copie in tutto il mondo, per cui è lecito non aspettarsi niente di meno. Compreso il finale, all'altezza del romanzo.

Autore: Harlan Coben

Editore: Longanesi

04 novembre 2023

Guaio di notte

I napoletani, quando un problema è particolarmente complicato e difficile da risolvere, lo definiscono "guaio di notte", perché col buio è più difficile trovare la via per uscirne.

E' proprio il caso che riguarda una anziana signora che da Napoli viaggia verso nord e casualmente incappa in una rissa dove una ragazza viene malmenata. Senza pensarci un attimo, la salva caricandola a bordo e insieme, senza nemmeno conoscersi, si dirigono verso la campagna toscana.

Le due donne non solo sono estranee, ma anche molto diverse. La guidatrice sembra essere una donna con un vissuto particolarmente profondo, fatto di alta borghesia ma anche di dolorose ferite. La ragazza è giovane, ha i lineamenti orientali di una bellezza esotica e ammaliante, ma ha un fascino androgino e non binario che sconcerta chi la osserva.

Non c'è niente che le accomuna. Se non la volontà ferrea di lasciarsi entrambe alle spalle un passato difficile e ricominciare in un altrove assoluto. Per quanto distanti, le due donne quindi si riconoscono come portatrici di un comune desiderio, da conquistare insieme.

Insieme ricordano Thelma & Louise, le due famosissime protagoniste del celeberrimo film di Ridley Scott, per il "girl power" che incarnano, ma anche per la fragilità che le contraddistingue.

In un resort termale fra Siena e Grosseto pensano di trovare un rifugio sicuro dalle loro rispettive difficoltà, ma si imbattono in un omicidio e sulle conseguenti indagini di polizia, nelle quali si trovano loro malgrado coinvolte, cercando di trarne profitto o quanto meno utilità per poter dare una svolta alle loro vite. Ecco quindi che nel frangente in cui si ritrovano, le due protagoniste sembrano diventare Sherlock & Watson alla ricerca di una verità che a tutti sfugge.

Un bel romanzo giallo, con una forte caratterizzazione psicologica, che è piacevole leggere.

Autore: Patrizia Rinaldi

Editore: Rizzoli


21 ottobre 2023

Negli occhi di Marianne

Frédéric Dard è stato uno dei massimi scrittori francesi di noir e gialli e i suoi romanzi sono famosi in tutto il mondo, alla pari di quelli del suo grande amico Georges Simenon.

Questo romanzo, pubblicato in Francia nel 1956 ma tradotto in italiano solo oggi da Elena Cappellini per l'editore Rizzoli, è un piccolo capolavoro.

Narra la storia di Daniel, un pittore parigino in vacanza in Catalogna, che una notte d'estate, mentre guida l'auto in una strada fuori mano, investe accidentalmente una ragazza. Non vedendola ferita, ma solo spaesata, Daniel l'accoglie nella pensione dove alloggia e lì si rende conto di due cose: la prima che la ragazza è davvero bellissima; la seconda che ha perso la memoria e non si ricorda assolutamente niente di cosa ci faccia in Catalogna. Anche il suo nome, Marianne, chissà se è davvero il suo o se si ricorda male...

Daniel cerca quindi di aiutarla a recuperare i ricordi e mentre intreccia questo rapporto con lei, fatto di dialoghi, di pensieri, di spunti per ritrovare un "flash", una scintilla per riattivarle la memoria, finisce per innamorarsene. E' una donna bellissima e fragile, quindi un mix irresistibile per un uomo che attraverso la pittura ha sempre cercato l'inafferrabile bellezza dell'assoluto.

Per cercare di conoscerla meglio, anche al di là delle parole e del sesso, Daniel decide di farle un ritratto. E scopre che lo sguardo di Marianne, così come l'ha dipinto, nasconde un oscuro segreto. Ciò che Daniel non ha percepito guardando la ragazza dal vivo, parlandoci e amandola appassionatamente, inizia a intuirlo dallo sguardo che il ritratto gli rimanda. Come se l'oggetto artistico contenesse più verità di quanta ne può trasmettere la realtà.

Ecco quindi che inizia un viaggio per Daniel per scoprire chi sia davvero questa donna misteriosa. Un viaggio che lo conduce in Francia e poi di nuovo in Spagna, in un sempre più vorticoso precipitare verso un abisso che nasconde un irresistibile e orribile buco nero.

Un libro da non perdere per gli amanti del genere, a cui non fa paura vagare in terre sconosciute della psiche e dell'animo umano...

Autore: Frédéric Dard

Editore: Rizzoli

07 ottobre 2023

Maktub

Nel 1997 Paulo Coelho pubblicava il "Manuale del guerriero della luce", un libro contenente riflessioni, pensieri e consigli affinché ogni lettore trovasse la propria "leggenda personale" e potesse intraprendere un cammino individuale di crescita interiore e di conquista spirituale.

Un testo che a suo tempo ebbe un grande successo internazionale, per l'abilità dell'autore di offrire spunti di approfondimento attingendo sia alle grandi tradizioni religiose di tutto il mondo, sia alle filosofie e alle sapienze antiche o primigenie. Nessuna dottrina precostituita, quindi, ma un florilegio di massime e di insegnamenti di tutti i tempi e di tutti i popoli, per ricordare ad ogni persona la preziosità della vita e di come ognuno possa aspirare ad essere una persona migliore.

Oggi, dopo 25 anni da quel fortunato testo, Coelho riprende il dialogo con i suoi lettori con un libro dello stesso tipo, intitolato "Maktub - Destino". Anche stavolta, come nel precedente manuale, si tratta di un testo agile, quasi un "prontuario", ricco di pensieri alcuni dei quali già noti perché presenti nella tradizione popolare di tante culture, altri invece meno conosciuti, ma altrettanto significativi perché densi di senso e di saggezza.

Ogni pagina breve quindi è come un scrigno che il lettore scopre e da cui è invitato a lasciarsi conquistare. Alcuni pensieri costringono chi legge a fermarsi, a riflettere, a rivedere la propria vita alla luce delle considerazioni appena lette. Ecco che nonostante le circa 190 pagine possano essere lette tutte d'un fiato, nell'arco di un paio di giorni, è molto difficile "correre" nella lettura, perché ogni pagina contiene qualcosa che è utile prima di tutto "com-prendere", ossia fare proprio, interiorizzare, lasciar depositare nel proprio animo, perché ha qualcosa da insegnare e sarebbe uno spreco farlo scorrere via senza lasciare traccia.

L'autore non ha la pretesa di ritenersi un "maestro" di vita e infatti niente di quello che scrive è frutto della sua invenzione. Tutto è ispirato da altri "maestri", più o meno noti e conosciuti, alcuni antichi altri moderni, ma che comunque hanno lasciato un seme della loro saggezza che, fatto maturare nell'intimo del nostro animo, può essere spunto per far fiorire in ognuno una nuova consapevolezza. Di sé e del mondo.

Autore: Paulo Coelho

Editore: La nave di Teseo

23 settembre 2023

Vicolo Sant'Andrea 9

Padova, anni Quaranta. Teresa è una giovane ragazza, domestica in una serena famiglia composta da due coniugi e da un figlio appena nato. Con loro si trova bene per l'affetto che le dimostrano e per l'educazione (leggere e scrivere in primis) che le impartiscono.

Purtroppo la famiglia ha il torto di essere di origine ebraica e quando dopo l'8 settembre nel nord Italia si costituisce la Repubblica Sociale, iniziano i più terribili rastrellamenti. I repubblichini irrompono nell'abitazione e letteralmente sequestrano marito e moglie per spedirli in qualche campo di prigionia in Germania. La madre riesce all'ultimo istante a far fuggire Teresa e con lei il piccolo Amos, facendole giurare che lo avrebbe accudito e protetto per sempre.

Teresa allora si nasconde con il bimbo nella sua casa d'origine, nella campagna padovana, ma i soprusi dei repubblichini non la risparmiano: scoprono il suo segreto e mentre il piccolo Amos finisce chissà dove, Teresa viene internata in un manicomio perché all'epoca così si usava per le donne "fuori dagli schemi" ossia che non fossero figlie o mogli servizievoli.

Quando la guerra finisce e Teresa esce dal manicomio, non ha alcuna speranza né di crearsi una famiglia (nessuno si sposerebbe con una "matta") né di trovare un lavoro, per la stessa ragione. Ecco però un'opportunità: le viene proposto di fare la portinaia in un palazzo del centro città, abitato da due sorelle che poi Teresa scopre essere parenti del capo dei repubblichini, responsabile sia della deportazione della famiglia ebraica, sia del suo internamento.

Teresa farà di tutto per scoprire come sono andate le cose e soprattutto per capire cosa ne è stato di Amos. E' sempre vivo? E se sì, dove si trova? Riuscirà a tener fede al giuramento che aveva fatto alla madre?

Bel romanzo, ispirato a una storia vera della famiglia dell'autrice, che racconta una tristissima epoca della nostra storia, dal punto di vista di una donna come tante: intelligente, gentile e fedele ai propri principi ma proprio per questo condannata dalla perversa società di quel tempo alla più dolorosa emarginazione. Un inferno che Teresa attraverserà con dignità e tenacia, in cerca di rispetto e di riscatto.

Autore: Manuela Faccon

Editore: Feltrinelli

09 settembre 2023

V13

Venerdì 13 novembre 2015 (da cui la sigla del titolo) è stato un giorno estremamente drammatico per la Francia, per l'Europa e per il mondo intero.

E' il giorno della strage al Teatro Bataclan di Parigi, ad alcuni bistrot e allo Stade de France ad opera di un gruppo di terroristi dell'ISIS, che in complesso causarono la morte di 130 persone e il ferimento di 350.

Questo evento, che è rimasto impresso nella memoria collettiva di tutti, in Francia ha dato luogo ad un processo contro i complici che avevano contribuito all'organizzazione degli attentati e all'unico terrorista sopravvissuto.

Ebbene questo processo, per molti aspetti epocale, è stato il momento in cui le ragioni del diritto (e stiamo parlando del diritto democratico, garantista e illuminista francese) si sono dovute confrontare con le ragioni della Storia. Per questo è stato seguito non solo da tanti giornalisti esperti in cronaca giudiziaria, ma anche da Emmanuel Carrère, celebre e raffinato scrittore, che ha seguito per dieci mesi tutte le udienze del processo e ne ha restituito una cronaca, che non è solo cronaca ma anche approfondimento, riflessione e pensiero.

Narrando le testimonianze atroci di chi fortunosamente si era salvato, la disperazione e la dignità dei familiari delle vittime, i silenzi e i deliri dei terroristi, le requisitorie dei magistrati della pubblica accusa e le arringhe, alcune memorabili, degli avvocati difensori, Carrère offre un resoconto che coglie magistralmente l'umanità di tutti i protagonisti, sia quella ammirevole di chi tanto ha sofferto, sia quella abietta di chi tanto ha fatto soffrire. Perchè si è trattato di esperienze estreme di vita e di morte che vale la pena tentare di capire ascoltando la voce di tutti.

Con uno stile sempre perfettamente calibrato, riuscendo sempre ad andare al cuore delle questioni, con estremo rispetto per la sofferenza che pervade ogni istante del processo, Carrère conduce il lettore in una discesa agli inferi fatta di orrore, ideologia, follia e dolore nella quale tuttavia non manca un lato paradossalmente e impensabilmente ironico, il che può sembrare totalmente inappropriato, ma nella lettura si capirà che non è affatto così.

Un resoconto magistrale che fa venire i brividi, commuove, fa arrabbiare, talvolta fa perfino sorridere.

L'autore afferma di essere uscito da questa esperienza profondamente cambiato come uomo e come scrittore. Molto probabilmente ogni lettore, al termine della lettura, dirà lo stesso.

Autore: Emmanuel Carrère

Editore: Adelphi

26 agosto 2023

Figli della favola

Asier e Joseba sono due amici ventenni baschi, che si "arruolano" volontari nell'ETA (il movimento indipendentista basco), pronti a combattere come veri militanti per la libertà della loro nazione.

Sono imbevuti di ideologia nazionalista e socialista, sono convinti che l'unico modo per conquistare l'indipendenza è la lotta armata, ammirano i guerriglieri dell'ETA che negli anni si sono sacrificati per l'ideale e per la patria e sono pronti a tutto per fare la loro parte verso la vittoria finale.

Detto così, sembrano due figure di eroi epici o risorgimentali, che mettono davanti agli interessi personali quelli collettivi della nazione, ma la realtà è ben diversa.

Vengono spediti, per fare addestramento, in una colonica di campagna sperduta nel sud ovest della Francia, dove in realtà nessuno li istruisce e sono costretti a vivacchiare senza un quattrino, inventandosi sessioni di allenamento fisico e di uso delle armi, usando soltanto l'indice e il pollice per mimare la pistola... Convivono con il contadino e sua moglie, coi quali stentano a parlare, e alternano momenti in cui vagabondano nella campagna francese ad altri in cui immaginano di compiere attentati passeggiando per qualche borgo, il tutto in un continuo dialogo fra loro sui destini luminosi e irrevocabili della patria basca e su come fare a sbarcare il lunario.

Ma è il 2011 e, come un fulmine a ciel sereno, mentre svolgono il loro surreale "addestramento" autogestito, vengono a sapere che l'ETA ha ufficialmente dichiarato la fine della lotta armata e la pacificazione del conflitto. Ne rimangono totalmente spiazzati e, invece di rientrare alle loro case ammettendo che quel capitolo della loro vita era chiuso, hanno l'assurda idea di creare seduta stante una nuova organizzazione di lotta formata nientemeno che da loro due, che porterà a compimento ciò che l'ETA ha lasciato a metà. Con un esito che è bene lasciare al lettore il gusto di scoprire.

Ancora una volta Fernando Aramburu disegna il ritratto di una generazione da un lato intrisa di ideali irreali che finiscono per essere tossici, dall'altro totalmente impreparata ad affrontare la vita, che finisce per travolgerli. Il tutto con uno stile narrativo picaresco, fra il drammatico e il comico, che rende perfettamente evidente lo spessore psicologico dei protagonisti, i loro slanci e le loro enormi vulnerabilità.

Una gioventù alla disperata ricerca di un'appartenenza, che non è dissimile ad altri esempi contemporanei.

Autore: Ferdinando Aramburu

Editore: Guanda

12 agosto 2023

La libreria dei gatti neri

L'assassino "della clessidra" è un killer che si introduce nelle case di alcune famiglie e, sempre accompagnato da una clessidra che scandisce il tempo di sessanta secondi, intima alla vittima di scegliere chi deve essere ucciso. Il figlio o la moglie? Il padre o la madre?

Il tutto è davvero agghiacciante, ma il killer non scherza. Allo scadere del minuto, se il malcapitato non ha fatto la terribile scelta, uccide tutti senza alcuna pietà.

La sovrintendente di polizia Angela Dimase brancola nel buio e mentre i brutali omicidi si susseguono, sempre con il medesimo copione, cerca l'aiuto del suo amico Marzio Montecristo, un tipo che definire burbero è una gentilezza, ma che di gialli e misteri si intende parecchio, tanto da aver aperto una libreria dove vende solo romanzi polizieschi.

Oddio, "vende" è una parola grossa, perché se non fosse per la sua commessa, la gentile Patricia, non venderebbe molto, visto come tratta i clienti.... Marzio ha davvero un caratteraccio, che nella sua vita precedente di professore di matematica gli è valso il licenziamento e ora si è reinventato libraio per dedicarsi alla sua passione che condivide con il "gruppo di lettura" assai variegato che settimanalmente si riunisce in libreria e per il quale i gialli sono il pane quotidiano. Chissà che proprio grazie a loro la sovrintendente riuscirà a venire a capo del mistero e ad interrompere la terribile scia di delitti.

Nel novero degli abituali frequentatori della libreria, fatta per lo più dai pochi maniaci del genere che formano il "gruppo di lettura", da non sottovalutare la sempre ineffabile presenza di due gatti neri, che appaiono e scompaiono silenziosamente fra gli scaffali, come se fossero sempre sul punto di rivelare chissà quale profonda verità, ma che non abbandonano mai la libreria, tanto da essere gli unici esseri viventi che Marzio tollera avere fra i piedi.

Insomma un gruppo eterogeneo di personaggi, ciascuno con il suo ruolo e il suo carattere ben definito, che compongono un piacevole romanzo giallo che riesce ad alternare momenti di gelida tensione ad altri divertenti e profondamente ironici. Una lettura agile che non delude.

Autore: Piergiorgio Pulixi

Editore: Marsilio

29 luglio 2023

La mia vita nella tua

A tutti può capitare di sperimentare delle "sliding-doors" ossia delle situazioni in cui un episodio banale, come prendere o mancare il tram, fa prendere alla vita direzioni diversissime e imprevedibili. Chissà come sarebbe la nostra vita se invece di andare a quell'appuntamento, fossimo andati a quell'altro.... Nessuno può saperlo, ma il bello della letteratura è anche quello di immaginare vite possibili, mondi ipotetici, eventi improbabili...

Tutto ciò accade alle protagoniste di questo romanzo, Nisha e Sam, due donne agli antipodi e fra loro sconosciute, che inavvertitamente nello spogliatoio di una palestra prendono per sbaglio l'una il borsone dell'altra, ritrovandosi, quando se ne accorgono, con la roba dell'altra.

Nisha è la moglie di un ricchissimo uomo d'affari, vive nel lusso e ha combattuto la sua esistenza, sfruttando anche la propria bellezza, proprio per raggiungere questo traguardo. Non è disposta per niente al mondo a rinunciare a tutto questo e disprezza quanti si affannano a sbarcare il lunario, che per lei sono persone deboli, senza la forza di prendersi ciò che vogliono.

Sam al contrario è una donna gentile e altruista, che manda avanti una famiglia complicata dove nessuno l'aiuta e ha un lavoro insoddisfacente che non la valorizza minimamente. Cerca con molta fatica di far quadrare ogni cosa ma è sempre al limite del crollo e l'unica amica che la sostiene, Andrea, è malata di cancro...

E' evidente quindi che le due donne non c'entrano proprio niente l'una con l'altra, ma il destino le conduce ad incontrarsi e se all'inizio si dovranno fronteggiare e scontrare per riprendersi la loro rispettiva borsa e con essa la loro vita, poi scopriranno che forse la vita che vogliono non è esattamente quella che hanno vissuto fino ad allora e che magari ci sono altre strade e altre opportunità per loro.

In questo percorso accidentato, ricco di colpi di scena e di svolte impreviste, a volte divertenti ed esilaranti, altre volte penose e commoventi, Nisha e Sam troveranno l'aiuto di persone gentili e davvero provvidenziali come Jasmine e Andrea e insieme costruiranno un'amicizia fra donne davvero salda e solida, capace di sfidare ogni difficoltà. Un percorso che nessuna di loro due aveva mai pensato né sperato, ma che le condurrà alla loro autentica felicità.

Ancora una volta Jojo Moyes racconta una storia di donne fragili e allo stesso tempo forti, come solo una scrittrice sensibile e appassionata sa fare. Una storia che è bello leggere.

Autore: Jojo Moyes

Editore: Mondadori

15 luglio 2023

Buchi bianchi

Carlo Rovelli è un fisico teorico molto famoso, non solo nell'ambiente scientifico, ma anche per il grande pubblico per merito dei suoi libri divulgativi e per le sue presenze sui media dove ci spiega, con la massima semplicità consentita dagli argomenti, il fenomeno del "tempo", che è il suo principale oggetto di studio.

In quest'ultimo libro, la dissertazione riguarda i Buchi Bianchi, ossia quello che si suppone accada ai Buchi Neri quando hanno finito il loro ciclo di esistenza. Se ancora oggi sono tanti i misteri che circondano i Buchi Neri, figuriamoci quanti sono per i Buchi Bianchi! Oggetti che, ad oggi, non sono altro che ipotesi matematiche, quindi tutte da verificare, ma che prefigurano una realtà che va oltre ogni più sperticata fantascienza.

L'autore è il primo a manifestare sinceramente tutti i suoi dubbi e tutte le sue incertezze. Perché il mestiere dello scienziato è di elaborare teorie e di sottoporle alla prova dei fatti. Ma sottoporre a verifica ipotesi che riguardano oggetti celesti remotissimi, irraggiungibili e insondabili è davvero molto complicato... L'unico strumento che abbiamo per cercare di capire e di orientarci nell'immensa complessità delle cose è la nostra intelligenza, la nostra capacità di riflettere, pensare e elaborare concetti. Per capire l'essenza dell'Universo in cui siamo immersi.

E questa nostra capacità di pensiero ci conduce ad interrogarci sulla natura e sulle caratteristiche del tempo, elemento che l'autore studia da una vita, che ci sembra così naturale e normale da non considerarlo un "problema", ma che in verità è una realtà molto sfuggente, tanto da non sembrare una realtà... Perché quando si va a studiare oggetti come i Buchi Neri e i Buchi Bianchi, dove le regole della natura si "torcono" in geometrie impossibili e in equazioni irrisolvibili, anche la rassicurante freccia del tempo, unidirezionale dal passato al futuro perde di significato e prefigura una realtà senza tempo.

Queste riflessioni scientifiche sono lo spunto per l'autore per interrogarsi anche sulla natura della nostra coscienza, sul nostro modo di pensare e di abitare il mondo e sulla nostra possibilità di cogliere la verità. Riflessioni essenziali, che anche noi, insieme a lui, dovremmo aver voglia e interesse a fare. Il libro ci aiuta proprio in questo.

Autore: Carlo Rovelli

Editore: Adelphi

01 luglio 2023

La guerra di H

Nell'estate del 1938, Heinrich è un bambino di sette anni che trascorre le vacanze sul Mar Baltico. Tutte le mattine si diverte con i fratellini in riva al mare, ma di pomeriggio non si può. Perché ogni pomeriggio si alzano in volo in esercitazione gli aerei da caccia tedeschi della vicina base militare.

Heinrich è affascinato da quegli splendidi apparecchi volanti e nella sua ingenuità di bambino coglie i discorsi dei grandi senza però saperli interpretare. "Spazio vitale"... "Espansione a est"... "Nazione tedesca"... Hitler infatti sta portando avanti senza nessun ostacolo interno e (purtroppo) nemmeno esterno la sua idea espansionistica e guerrafondaia e la Germania sta correndo a grandi passi nell'operazione di riarmo e di approntamento di un apparato bellico impressionante.

Anche il padre di Heinrich, che lavora all'ufficio del personale di una grande azienda che fabbrica aerei, viene coinvolto nella riconversione in economia di guerra della fabbrica e, suo malgrado, diventa come tutti un "responsabile" del delirio imperialista di Hitler.

Ecco quindi il quadro d'insieme: una normale famiglia borghese tedesca, composta dai genitori e dagli altri quattro fratelli di Heinrich, senza nessuna adesione entusiastica al nazismo, ma senza nemmeno nessuna convinta opposizione, viene trascinata dalla sua tranquilla normalità verso la catastrofe. Come accadrà a milioni di tedeschi, stretti fra l'atavico senso del dovere e di rispetto alle istituzioni e l'angosciosa consapevolezza che tutto può finire nel peggiore dei modi.

Le vicende di Heinrich e della sua famiglia, ispirate alla storia vera di una famiglia tedesca come tante, rendono palese questa sofferenza che tanti tedeschi hanno vissuto durante gli anni del nazismo, della guerra e poi della sconfitta, schiacciati fra il senso di colpa collettivo per i crimini commessi da Hitler e l'amarezza di aver troppo sopportato, troppo taciuto, troppo consentito.

Un dramma che ogni persona perbene vive dentro di sé. Com'è possibile che una dittatura spietata abbia attecchito come un cancro nell'anima di un popolo intero? Com'è possibile che un popolo intero non abbia sviluppato anticorpi contro questa malattia distruttiva?

Questo libro è il racconto del dolore di una nazione che oggi più che mai è utile consapevolizzare. Perché la storia dei tedeschi non si ripeta per altri popoli e nazioni.

Autore: Nicoletta Sipos

Editore: Piemme

17 giugno 2023

Aurora

Una delle fiabe più conosciute di ogni tempo è senz'altro "La Bella Addormentata nel Bosco", le cui origini affondano nella tradizione popolare del più antico Medioevo (addirittura di derivanza norrena) e che, con variazioni e riadattamenti, è giunta a noi tramite Perrault, i fratelli Grimm e infine universalmente nota grazie al lungometraggio animato della Disney.

Com'è noto, c'è una netta differenza tra la favola e la fiaba. Infatti, mentre la prima contiene in sé un insegnamento morale a educazione dei lettori (paradigmatiche le favole di Esopo), la fiaba è un racconto semplice, ma venato di magia e di arcano mistero che non insegna una morale ma obbliga il lettore a ri-conoscere le proprie emozioni, i propri sentimenti e, in una parola, le misteriose profondità dell'animo umano, con tutte le sue contraddizioni.

Tale è "La Bella Addormentata", di cui la critica letteraria ha sondato anche gli aspetti psicanalitici per le sue innegabili rappresentazioni, sotto forma di apparati mitici e leggendari, delle misteriose, irrazionali e sconvolgenti pulsioni che agitano tutte le ragazze nel difficile periodo di transizione dall'età fanciullesca a quella adolescenziale.

In questo romanzo, Giorgio Nisini ci offre una rilettura della fiaba ambientata ai giorni nostri, quindi del tutto sfrondata dagli elementi fantastici e irrealistici tipici del racconto antico, ma che mantiene intatto il potente pathos che è il cuore della narrazione.

Con una scrittura elegante, raffinata, sempre ottimamente calibrata al contesto, l'autore ci accompagna nella incredibile vicenda che vede protagonista Aurora, una ragazza figlia di genitori molto agiati e di ascendenza nobiliare, combattuta (come ogni giovane della sua età) fra i contrastanti impulsi che la stanno modificando nel fisico e nella mente, tipici del suo periodo di crescita. Il giorno del suo sedicesimo compleanno, mentre per la prima volta si abbandona alle gioie del sesso fra le braccia del suo compagno, precipita in una improvvisa quanto inspiegabile narcolessia dalla quale nemmeno la più avanzata scienza medica sembra in grado di farla risvegliare.

Seguirà un lungo periodo di immensa difficoltà che costringerà i genitori Stefano e Carola a guardare dentro sé stessi e ognuno a reagire a modo suo con i propri strumenti emotivi, sentimentali e logici ad un evento impensabile, nel disperato tentativo di fare tutto il possibile, e anche l'impossibile, per salvare Aurora dal suo destino di sonno infinito. Fino a che.... "e vissero tutti felici e contenti"? O no?

Ancora una volta, grazie all'abile capacità narrativa dell'autore che non abbandona i topos della fiaba antica ma li attualizza rendendoli adatti ai giorni nostri, riemerge la vera essenza del racconto fiabesco: un racconto che ci costringe a fare i conti con noi stessi, a guardarci davvero allo specchio per capire meglio la nostra vera essenza. Per essere consapevoli delle grandi potenzialità che vivono dentro di noi, ma anche dei nostri inquietanti demoni interiori, che nessun progresso tecnologico e culturale potrà mai far sparire.

Autore: Giorgio Nisini

Editore: HarperCollins Italia


03 giugno 2023

La portalettere

Giugno 1934: nella piazza del paese di Lizzanello, in provincia di Lecce, arriva la corriera che viene dal Nord. Ne scendono Carlo, che torna nel suo paese per sistemare l'eredità dei genitori, e Anna, sua moglie, conosciuta e sposata a Genova. Ad attenderli Antonio, fratello di Carlo, che appena vede Anna ne rimane conquistato. Dalla sua bellezza da statua greca e dal suo essere "forestiera" e quindi così diversa dalle donne del Sud.

Inizia così la storia di Anna e della sua vita in Salento, che si srotola dagli anni Trenta per passare dal terribile periodo della Guerra fino a tutti gli anni Cinquanta. Un lungo periodo in cui Anna cercherà di entrare in relazione con la gente del posto, pur consapevole del fatto che per tutti è e rimarrà sempre una straniera.

Anna infatti ha il suo carattere e soprattutto i suoi principi, ai quali non intende rinunciare per nulla al mondo. Non è credente, non va in chiesa, dice quello che pensa ed è convinta che le donne non debbano essere relegate al ruolo di "ancelle" degli uomini (mariti o padri che siano) ma debbano affermare la propria identità e la propria dignità, esattamente alla pari degli uomini. In questo suo pensiero è sostenuta da suo marito Carlo con cui ha un rapporto tra pari e anche quando litigano, fra loro c'è sempre un profondo reciproco rispetto che non li abbandona mai.

Anche quando Anna fa la cosa più impensabile: partecipa al concorso delle Poste per ottenere il posto di portalettere. Tutti i paesani sono sconvolti: da quando in qua le donne si occupano di cose non domestiche? Il postino è un mestiere da uomini! Ci si perde la salute a stare fuori tutto il giorno, estate e inverno! Non è roba per donne!

Ma Anna va per la sua strada e da postina, prima a piedi e poi in bicicletta, diventerà un filo che collega la gente del paese. Consegnando le lettere dei figli al fronte, poi quelle degli emigranti in cerca di una vita migliore e anche quelle degli amanti segreti... Col tempo, pur continuando a rimanere per molti paesani una "aliena", con la sua indole propositiva, col suo modo di fare sincero e aperto e con le sue iniziative di solidarietà, saprà conquistarsi il loro rispetto e la loro considerazione. Soprattutto dei familiari di suo marito che riconosceranno in lei una donna da ammirare.

Bel romanzo, ricco di emozione e di senso di riscatto, che attraversa un'epoca decisiva della nostra storia nazionale, vista da un paesino del Sud Italia. E soprattutto vista con gli occhi di una donna convinta e consapevole del suo valore e della sua identità.

Autore: Francesca Giannone

Editore: Nord

20 maggio 2023

La vita intima

Com'è la vita di una persona continuamente sotto i riflettori? Come si sente una persona sempre oggetto di attenzione (spesso morbosa) da parte dei giornalisti, dei commentatori e della gente? E' davvero un privilegio e una fortuna vivere al vertice, oppure è una dannazione?

Maria Cristina Palma è stata una top model internazionale e si è guadagnata il titolo di "donna più bella del mondo" da parte delle riviste specializzate. Adesso, alla soglia dei quarant'anni, è la moglie del Primo Ministro italiano e conduce con lui una vita fatta di apparizioni pubbliche e riservatezza privata. Ha una vita all'apparenza facile e senz'altro comoda, ma si porta dentro ferite antiche: la scomparsa dei genitori, la morte del fratello e poi del primo marito. Una serie di lutti che hanno lasciato in lei squarci profondi dai quali spesso riemerge un profondo disagio esistenziale, dal quale tenta di proteggere la figlia Ilaria, una delle poche cose pure e belle della sua vita.

Ecco quindi che la sua vita ci appare una continua alternanza fra l'ammirazione e naturalmente l'invidia verso una donna che "ce l'ha fatta" e che "se la gode" e, dall'altro lato, la solidarietà e perfino la compassione verso una donna che tanto ha sofferto e che ancora cerca in ogni modo di affermare la propria identità, sfrondata dagli stereotipi e dalle etichette.

Quando dal suo passato riemerge un video hard registrato quand'era molto più giovane, il punto di rottura è arrivato: se il video viene reso pubblico la sua reputazione verrebbe distrutta e, con essa, anche quella del Primo Ministro e del Governo. Ma forse non sarebbe così male: tutti finalmente capirebbero che anche lei è una donna, non una dea, né una aliena. Una donna come tante, che ha sempre voluto vivere la vita con la gioia e l'entusiasmo tipica dei giovani, commettendo errori e sbagli, soffrendo dolori lancinanti, ma cercando di essere sempre sé stessa.

Intrappolata in un contesto che rischia di farla a pezzi, sotto la spada di Damocle degli equilibri politici che da lei dipendono, stretta fra i diktat del misterioso social media manager del marito, Maria Cristina cercherà in ogni modo di non farsi travolgere dagli eventi più con l'istinto che con la logica, finendo per trovare finalmente la sua verità, il suo posto nel mondo e soprattutto scoprendo (o riscoprendo) alcune persone realmente e sinceramente amiche.

Ancora una volta Ammaniti ci offre un romanzo dal robusto spessore psicologico che disegna il ritratto di una donna drammaturgicamente vera, che affascina, conquista e avvince, facendoci sentire una volta di più parte della storia.

Autore: Niccolò Ammaniti

Editore: Einaudi

06 maggio 2023

Chi si ferma è perduto

Marco Malvaldi, stavolta affiancato dalla moglie Samantha Bruzzone, compone un breve giallo com'è nel suo (anzi nel loro) stile: un omicidio, una indagine e una serie di vicende e di rapporti fra il noir e l'ironico, com'è sempre stato nello stile del creatore dei delitti del BarLume.

La vicenda si svolge in un paese della provincia pisana dove il professore di musica dell'unica scuola media del posto (un istituto di suore) viene trovato ucciso in un boschetto. Il cadavere viene casualmente scoperto da una donna durante le sue consuete passeggiate all'aperto. Si tratta di Serena, dotata di un vero e proprio superpotere: ha un olfatto eccezionale che negli anni l'ha aiutata a diventare chimico e poi anche sommelier. Serena percepisce sulla scena l'odore della polvere da sparo, ma non solo quello.

Ecco quindi che ciò che all'inizio sembrava un incidente di caccia, diventa così un mistero più complicato dove a dipanare la matassa è chiamata l'ispettrice di polizia Corinna, che non potrà fare a meno dell'aiuto di Serena e delle sue abilità "scientifiche".

Le indagini spaziano dal contesto di vita della vittima a quello dei suoi alunni e delle loro famiglie e ovviamente a quello dell'istituto scolastico, dove la madre superiora sembra assai abile nel nascondere e non far trapelare i numerosi misteri che aleggiano intorno alla scuola. Perché si sa che più il paese è piccolo più la gente mormora. Che ci azzecchi o meno, è da vedere.

Gradevole come sempre lo stile narrativo, ricco di spunti divertenti e piacevoli con frequenti incursioni nell'ambito della chimica, presentata come una disciplina interessante e utile, anche per cucinare le migliori patatine fritte. Forse un po' troppo leggera la trama del giallo, con un intreccio non proprio perfetto che lascia incompiuto qualche elemento di troppo.

Insomma un romanzo che probabilmente non è fra i migliori dell'autore (anzi dei co-autori), ma comunque piacevole e godibile al punto giusto. Come un piatto di patatine fritte, non straordinarie ma comunque gradevoli.

Autore: Marco Malvaldi, Samantha Bruzzone

Editore: Sellerio

22 aprile 2023

Spatriati

Il termine che da il titolo a questo libro, letteralmente significa "espatriato", cioè colui che è andato a vivere all'estero e ha lasciato la sua patria. Ma nel dialetto del Sud Italia significa anche altro: senza radici, ramingo, orfano sia di patria che di famiglia. Insomma una persona "irregolare", non convenzionale, che non è inquadrata nell'ambiente sociale consueto e rassicurante, ma ne è alieno per qualche motivo e per questo di incerta classificazione.

I protagonisti sono Francesco (voce narrante) e Claudia. Vivono in una cittadina pugliese e si conoscono sui banchi di scuola. Lei stravagante, fuori dagli schemi e all'apparenza molto sicura di sé. Lui introverso, imprigionato in una religiosità dogmatica verso cui nutre mille dubbi. Fra i due, fin da bambini, scatta una imprevista scintilla: Francesco è irresistibilmente attratto dalla personalità anomala di Claudia; lei è attratta dalla controversa sensibilità interiore che vede in lui.

Quando poi apprendono che la madre di Francesco è l'amante del padre di Claudia, il destino li lega ancor di più e iniziano un percorso di vita che li vede avvicinarsi e allontanarsi infinite volte, bisticciare e abbracciarsi continuamente, scappare e ritrovarsi senza però mai perdersi.

Anche quando, crescendo, prendono strade completamente diverse. Francesco resta a vivere nella sua terra, perché sente il bisogno e la necessità di mantenere un legame con le proprie radici. Nonostante si renda conto che quel piccolo mondo è inquinato da mille ipocrisie, è il suo mondo e non trova mai la forza di allontanarsene. Claudia invece fugge appena può: a Milano poi a Londra e infine a Berlino. Le sue radici sono ovunque e in nessun luogo, la sua lingua è quella del mondo, i suoi sentimenti sono verso tutto ciò che l'appassiona, al di là di ogni convenzione sociale.

I due ragazzi diventano adulti insieme e in ogni fase restano indissolubilmente legati, anche a migliaia di chilometri di distanza, forti di una comune consapevolezza: di poter contare l'uno sull'altro, qualunque cosa accada. Sono davvero "fluidi", ma non solo per il superamento del concetto di "genere", ma soprattutto per il travaso sentimentale che continuamente si condividono e si scambiano. Ecco quindi che i due "spatriati" una patria ce l'hanno anche loro: per Francesco è Claudia; per Claudia è Francesco.

Bellissimo romanzo, meritatamente vincitore del Premio Strega 2022, scritto con grandissima abilità nel raccontare i sentimenti e i moti dell'animo. Poesia e cinismo, sentimentalismo e ferocia si alternano nella scrittura, dando un ritratto autentico di una generazione figlia dell'Erasmus e dell'Europa unita ma anche dell'istinto identitario e reazionario dei tempi nostri, con tutte le incertezze e le infinite potenzialità di realizzazione tipiche dei giovani.

Autore: Mario Desiati

Editore: Einaudi

08 aprile 2023

La canzone di Achille

Può apparire sorprendente che questo libro, pubblicato nel 2013, sia ancora adesso ai primi posti delle classifiche di vendita. Ciò dipende senz'altro dalla recente e accurata ripubblicazione a cura dell'editore Marsilio, ma soprattutto dal tema che tratta.

Infatti, quando un romanzo incontra l'epica e il mito, diventa esso stesso senza tempo e sfida il trascorrere del tempo. Quando poi attinge alla sapienza antica e affronta argomenti e tematiche attualissime, ecco che riesce a suscitare l'interesse di tanti perché certi valori, certi sentimenti e moti dell'animo umano sono patrimonio di tutti, e in maggior misura dei lettori più giovani (da cui questo libro risulta particolarmente apprezzato, come testimoniano i contributi su TikTok).

La "canzone" che viene narrata in questo romanzo è cantata da Patroclo. Figlio di Menezio, re di Opunte, viene costretto dal padre all'esilio a Ftia, sotto la tutela del re Peleo, per aver ucciso un uomo. Qui Patroclo conosce Achille, già all'epoca considerato "aristos achaion" (il migliore dei greci), ma non osa avvicinarglisi, riconoscendo la sua inadeguatezza rispetto all'aura di considerazione e di venerazione di cui gode Achille. Soprattutto da parte dei tanti giovani alla corte di Peleo che si allenano quotidianamente all'esercizio della guerra per essere degni di vestire un giorno gli abiti del guerriero al fianco di Achille.

Patroclo, invece, sa di non avere la tempra del soldato e segue con poco entusiasmo gli insegnamenti di combattimento. Per questo resta alquanto sorpreso quando un giorno Achille stesso gli rivolge la parola e lo invita ad esercitarsi con lui. "Ecco il compagno che ho scelto", dice Achille al padre Peleo quando deve ritirarsi sulle montagne per apprendere gli insegnamenti dal centauro Chirone.

Da lì inizia un percorso di vita che unisce indissolubilmente i due ragazzi. Ciascuno vede nell'altro il proprio completamento, quella parte di essenza che invece di abitare nel proprio sé, abita nell'altro. Si tratta di amicizia, certamente, ma anche di fratellanza, di appartenenza, di rispetto, di amore. Un legame fra due persone che travalica le consuete differenze di genere e si pone ad un piano più sublime, fino a rappresentare l'archetipo dell'amore più nobile, più umano.

Ecco quindi che si spiega il successo di questo romanzo fra i giovani: un argomento come l'amore fra simili, che viene spesso trattato con banalizzazioni e estremizzazioni che denotano solo ignoranza e ottusità mentale, stavolta viene invece affrontato con la grazia e la solennità dell'antica epica e per questo riesce a conquistare i lettori, che non trovano in questo libro storie di sangue e di battaglie, ma storie di crescita e di maturazione interiore per diventare uomini veri.

Un insegnamento che dall'epoca classica giunge fino a noi, anche grazie a questo romanzo, e che è oltremodo utile ascoltare. Per imparare ed essere persone migliori.

Autore: Madeline Miller

Editore: Marsilio

25 marzo 2023

La cattiva strada

Il primo fra i tanti capolavori di Steven Spielberg è stato il film "Duel" del 1971, presto diventato un cult per la sapiente abilità del regista di creare con poco (un auto e un camion) un'atmosfera di crescente pressione psicologica tanto da incollare gli spettatori allo schermo fino alla fine.

A tale pellicola si ispira, nemmeno troppo velatamente, l'ultimo romanzo di Paola Barbato, sia per l'ambientazione (tutto il romanzo si svolge in autostrada nell'arco di una notte) sia per il progressivo e incalzante innalzamento del livello di pressione emotiva e psicologica narrata.

Il protagonista è Giosciua (nome così italianizzato dal padre, fortemente "identitario"), un uomo insignificante, che è sempre stato svogliato e incurante fin dai tempi della scuola e che, una volta cresciuto (più in altezza che in maturità) viene addirittura cacciato di casa dalla famiglia per la sua inettitudine e incapacità ad assumersi le sue responsabilità di uomo adulto.

Più per caso che per volontà, riesce però a trovarsi un lavoretto che gli va a genio e che gli consente di sopravvivere: con il suo Doblò di seconda (o terza) mano, fa il "corriere" per un certo Freddy che si intuisce commerci roba non del tutto legale. Ma Giosciua in questo è una garanzia: non è un tipo socievole, non chiacchiera con nessuno, non è curioso di sapere cosa trasporta ed esegue il compito che gli viene assegnato (spesso portare qualche anonimo pacco da Milano a Roma) senza fare domande. Insomma, un tipo innocuo, per certi aspetti anche un po' "bietolone", ma che non beve, non si droga, non prende multe ed è puntuale. Quindi il "corriere" perfetto per certi traffici.

Capita però che una sera gli viene ordinato di consegnare un pacco a Orte che, invece di essere del tutto anonimo come di consueto, reca stampigliato sulla confezione il disegno di una rana. Fermatosi in un'area di servizio lungo l'autostrada, per la prima volta in vita sua Giosciua cede alla curiosità e apre il pacco per vedere cosa contiene.

Sarà l'inizio di una nottata infernale, in cui Giosciua percorre in su e in giù l'autostrada nel tentativo di salvarsi da una catastrofe che intuisce essere incombente, senza tuttavia capirne i contorni e percepirne l'entità. Attanagliato da una crescente paura che lo rende via via sempre più irrazionale, incauto e improvvido, finirà per mettere a rischio non solo la sua vita, ma soprattutto quella degli altri.

Fino ad un esito finale che, grazie all'abilità della scrittrice, risulterà spiazzante.

Bel thriller psicologico che concentra, nell'arco di una notte, il crescente disagio vissuto da una persona tutto sommato normale di fronte ad eventi molto più grandi di lui. Ottima la capacità dell'autrice di coinvolgere il lettore in tale stato di ansia crescente, tanto da spingere la lettura sempre un capitolo più avanti per arrivare alla fine. A qualunque fine, anche quella più impensabile.

Autore: Paola Barbato

Editore: Piemme

11 marzo 2023

L'essenziale è invisibile agli occhi

Nuova avventura per la Annabella Abbondante, donna magistrato di origini campane ma che vive e lavora in quel di Lucca, il cui cognome descrive esattamente la sua natura: generosa sia nelle forme (non sa resistere ai piaceri della tavola) che nel carattere, aperto e brillante come per tanta gente del sud.

La dottoressa Abbondante svolge la funzione di giudice, ma in cuor suo ha la passione per le indagini e non le dispiacerebbe affatto fare il Pubblico Ministero. Ha quindi il vizio di ficcare il naso nelle indagini degli altri colleghi inquirenti, alcuni dei quali accettano di buon grado le sue osservazioni, mentre altri amabilmente non la sopportano.

Stavolta si trova coinvolta in un caso, suo malgrado. Mentre sta facendo lezione ai giovani magistrati freschi vincitori di concorso presso la splendida villa di Castelpulci vicino a Firenze, sede della Scuola Superiore della Magistratura, una cameriera che Annabella ben conosce perché lavora a Lucca, muore cadendo da un terrazzo della villa. Cosa ci faceva la ragazza alla Scuola della Magistratura? E' caduta per un incidente oppure qualcuno l'ha spinta e l'ha uccisa? Qualcuno dei giovani allievi della Scuola è coinvolto in questa drammatica vicenda?

Usando la sua arguzia e il suo fiuto investigativo e in collaborazione con il Pubblico Ministero di Firenze, titolare dell'indagine e a cui Annabella piace in tutti i sensi, la nostra giudice-detective riuscirà a venire a capo del mistero, non senza sorprese e colpi di scena inaspettati. A dimostrazione che per arrivare alla verità non bisogna preconfezionarsi un teorema e pretendere che tutto torni, ma piuttosto bisogna avere la mente aperta a ogni possibilità, nella consapevolezza che a volte la realtà è più sorprendente di ogni ipotesi teorica.

Ancora una volta Barbara Perna (di professione, manco a dirlo, magistrato) dà vita alla protagonista dei suoi romanzi, caratterizzata da un bel mix di brillantezza, simpatia e buon umore, senza tuttavia dimenticare minimamente la serietà e la professionalità che un mestiere difficile come quello del giudice richiede in maniera assoluta. Romanzo quindi gradevole, intrigante e in ampi tratti divertente, capace di coinvolgere piacevolmente il lettore.

Autore: Barbara Perna

Editore: Giunti

25 febbraio 2023

La macchina del vento

Il "confino" durante il ventennio fascista fu una misura di polizia largamente adottata contro gli oppositori politici, gli ebrei e tutti coloro che erano ritenuti "pericolosi". Si veniva spediti al confino in remotissimi luoghi anche solo per un sospetto, senza nessun processo ma solo come misura tesa a tacitare qualunque voce "fuori dal coro".

Ai tempi, la vulgata fascista si divertiva a dire che il regime mandava gli avversari "in villeggiatura", come se il confino fosse un beato esilio in amene località a spese dello Stato. In realtà si trattava di un provvedimento fortemente limitativo della libertà personale, perché i confinati erano letteralmente strappati dal loro ambiente e catapultati in posti sperduti, senza nessuna possibilità di contatto con parenti e amici, con il divieto anche di chiacchierare fra di loro in gruppi superiori a due persone e con rigide norme di coprifuoco.

Il romanzo si basa su quanto realmente è accaduto dal 1939 al 1943 nella "cittadella di confino" di Ventotene, una delle isole ponziane che è stata luogo di confino per circa 800 persone, dove si ritrova spedito il protagonista del romanzo, Erminio, giovane studente di Lettere a Bologna, in procinto di laurearsi ma osteggiato dal suo relatore di tesi, il fascistissimo Prof. Goffredo Coppola (che poi sarà fucilato a Dongo insieme a Mussolini e con lui appeso in Piazzale Loreto) che lo ritiene un pericoloso socialista.

Qui Erminio viene a contatto con tutte le numerose espressioni dell'anti-fascismo: ci sono i socialisti, i comunisti, gli anarchici, quelli di Giustizia e Libertà dei Fratelli Rosselli, i repubblicani, i cattolici sociali. E ci sono riformisti, rivoluzionari, liberali, ognuno dei quali con una propria identità e un proprio credo che gelosamente difende anche di fronte agli altri compagni di sventura. Ma tutti sono accomunati dall'opposizione al regime e tutti sperano nella sua caduta.

Ma fra tutti i confinati spicca una personalità che è in grado di riassumere le voci di tutti, che nessuno osa mettere in discussione e che nemmeno il direttore della cittadella di confino si sogna di zittire: è Alessandro Giuseppe Antonio Pertini detto Sandro, tessera n. 1 del Partito Socialista, detenuto per oltre 10 anni nelle carceri del Regno e poi confinato a Ventotene. Un uomo il cui spessore culturale e rigore morale (prima per sé stesso che per gli altri) gli conferiscono un'autorevolezza di cui tutti hanno profondo rispetto.

Erminio ne cerca spesso la compagnia, anche per brevi momenti e scambi di parole, consapevole che l'intelligenza e l'umanità di Sandro siano la cosa più preziosa che ha trovato in quel luogo di reclusione forzata. Nella speranza che un giorno possa essere uno dei leader della nuova Italia non più fascista, ma libera e democratica.

Bellissimo romanzo che intreccia la verità storica con una vena di finzione in stile "fantascientifico" dalla penna di uno dei più abili scrittori del collettivo bolognese "Wu Ming" che ha prodotto e continua a produrre opere letterarie straordinarie di base storica dal fascino inesauribile. 

Autore: Wu Ming 1

Editore: Einaudi

11 febbraio 2023

Il monastero dei delitti

Firenze è universalmente riconosciuta come la patria del Rinascimento e, in quanto tale, una delle città più belle del mondo. La sua fama la porta ad essere considerata un esempio di bellezza, grazia, eleganza e questo è sicuramente vero. Ma è altrettanto vero che nel suo seno cova presenze oscure, un'anima malefica e terribile che quando emerge si palesa con tutta la sua crudeltà. I delitti del "mostro di Firenze" lo hanno manifestano chiaramente.

Partendo da queste premesse il fiorentino Claudio Aita costruisce un romanzo che si dipana su due linee temporali diverse, molto distanti fra loro: le vicende di Geremia Solaris, che si svolgono ai giorni nostri, e quelle di Frate Lamberto da Villanova che invece si svolgono nel Trecento. Entrambe le vicende sono ambientate a Firenze e in entrambe si manifesta la carica di orrore e di oscurità che la città cela dentro di sè.

Geremia è una persona solitaria, complessa e anche confusa sul suo ruolo nel mondo. Arrivato ai cinquant'anni, si ritrova senza un lavoro stabile, troppo dedito al bere e praticamente senza nessun amico. Quando perde anche il suo professore di tesi, l'unico che l'ha sempre trattato con familiarità, cerca le ragioni di tale scomparsa, che sembra causata da un incidente ma che poi tanto casuale non è. Ecco quindi che Geremia cerca di capire cosa si nasconde dietro un misterioso manoscritto settecentesco che il professore gli aveva mandato pochi giorni prima di morire e alla fine capirà quali turpitudini attraversino i decenni e perfino i secoli nella zona di Firenze e del suo contado.

Le ricerche di Geremia lo porteranno a riallacciare i fili con la storia di Frate Lamberto, che si svolge ai tempi delle repressioni dell'Inquisizione contro le eresie e che a Firenze erano condotte dai Francescani, zelanti nel condannare al rogo ogni sospetto, tanto quanto lo erano i Domenicani. Segno di un rovesciamento dei valori francescani che già all'epoca era patito dai frati minori come un tradimento dell'insegnamento del buon padre Francesco.

Ecco quindi che dal Medioevo ad oggi un filo conduttore, tanto nero che pare intessuto dal demonio, interseca la vita della città, la condiziona e la travolge, facendola diventare il teatro di una lotta incessante fra Bene e Male.

Godibile thriller con venature storiche, che attingono nemmeno troppo velatamente al caposaldo del genere "Il Nome della Rosa", ambientato in una città che oltre a capitale dell'assoluta bellezza, è anche luogo di alcune profonde oscurità.

Autore: Claudio Aita

Editore: Newton Compton

28 gennaio 2023

L'alchimista imperfetta

Mary Sindey, contessa di Pembroke, è stata una illustre scrittrice e letterata inglese dell'epoca Elisabettiana (fra la fine del '500 e l'inizio del '600). 

La sua maggior fama deriva dal fatto che tradusse per la prima volta dall'italiano in lingua inglese le opere di Petrarca, pubblicò una traduzione riveduta e corretta dall'ebraico dei Salmi e tradusse dal francese la tragedia "Marc-Antoine" di Robert Garnier (che poi sarà d'ispirazione al famosissimo "Marco Antonio" di Shakespeare). In tale opera letteraria, amava circondarsi di umanisti, poeti e filosofi che presso la sua dimora formarono un circolo di intellettuali di altissimo profilo.

Uno degli interessi meno noti della contessa di Pembroke era lo studio dell'alchimia, che a quei tempi non era certo una scienza nell'accezione moderna del termine, ma lo stava diventando perché venivano progressivamente abbandonate le misteriosofie di cui era intrisa quella disciplina a favore di uno sviluppo più orientato alla chimica dei materiali, alle qualità e alle proprietà delle erbe e, in definitiva, all'uso dei composti naturali per la cura delle malattie.

Il romanzo, quindi, tratteggia la vita della contessa intessuta di questi variegati interessi intellettuali e, per certi versi, proto-scientifici, in un'epoca in cui l'accusa di stregoneria era sempre in agguato, come testimonia la sua domestica Rose, figlia di una guaritrice all'epoca sottoposta alla terribile "prova dell'acqua" proprio perché accusata di essere una strega.

In un mondo in cui il fideismo medievale va scomparendo ma ancora non sono arrivati Galileo e Newton a creare il mondo moderno, la vita oscilla sempre pericolosamente fra superstizione e nuove prospettive di conoscenza, fra emancipazione e ottuso tradizionalismo e solo le menti davvero intelligenti e aperte possono trovare una via.

Mary Sindey ci riuscirà talmente bene da passare alla storia. Ma anche alla leggenda, perché nell'interminabile dibattito sull'attribuzione delle opere di William Shakespeare, c'è chi giura che la reale autrice delle opere attribuite al Bardo sia proprio lei... In questo romanzo ritroviamo anche il gusto di questo mistero mai davvero risolto. Con una possibile soluzione. Ai lettori il piacere di scoprirlo.

Autore: Naomi Miller

Editore: Piemme

14 gennaio 2023

Augusto, braccio violento della storia

Caio Giulio Cesare Ottaviano è passato alla storia con l'appellativo di "Augusto", termine che aveva lo scopo di sottolinearne la massima autorevolezza nella Roma del suo tempo, ma che poi nei secoli è diventato sinonimo di potere assoluto e suprema autorità.

La vita e le gesta di quest'uomo che ha segnato la storia dell'umanità è stata studiata e raccontata all'infinito. Ma non passa mai di moda perché i "Classici" quelli con la "C" maiuscola sono per sempre e non soffrono il passare del tempo. Anzi, come tutte le cose di valore, migliorano.

Luca Canali è stato uno fra i massimi studiosi della storia e della letteratura latine e i suoi lavori sono preziosissimi sia per comprendere le vicende politiche dell'epoca romana, sia per conoscere a fondo i pensieri, i caratteri e le ambizioni di chi la storia di Roma l'ha creata.

Augusto, insieme a Cesare, è il protagonista indiscusso della secolare storia romana. Fondatore di un Impero che politicamente durerà cinque secoli, ma i cui lasciti culturali dureranno molto più a lungo fino praticamente ai giorni nostri. Non è un caso se nell'Ottocento Napoleone amava farsi rappresentare come l'erede degli Imperatori romani e nemmeno è un caso se il simbolo degli Stati Uniti d'America è l'aquila romana. Una tradizione culturale che Cesare inaugura e che Augusto perfeziona e porta a maturazione, con una saldezza di principi che valicherà i millenni.

Eppure Ottaviano non aveva le abilità strategiche e di comando di Cesare. Non era affatto l'incarnazione del "dio della guerra" com'era stato il suo padre adottivo. Anzi, era cagionevole di salute e, all'aspetto, tutt'altro che marziale. Però aveva una intelligenza affilatissima, una lucidità di pensiero talmente razionale da essere glaciale e soprattutto un'ambizione sconfinata in nome della quale non esitava a compiere, se necessarie, le azioni più spregevoli. Riuscendo sempre, ogni volta, a far andare il mondo per il verso che voleva lui.

Luca Canali in questo agile scritto, a metà fra il saggio storico, la biografia e il romanzo, ci consegna un ritratto di Augusto autentico e appassionante, sia nelle sue grandi glorie, sia nelle sue più infime bassezze. Un uomo straordinario che ha fatto la Storia. Ma non un dio: un uomo in tutto e per tutto.

Autore: Luca Canali

Editore: Bompiani